Riforma della Pubblica Amministrazione: 5 novità per il 2019

Simone Micocci

24 Dicembre 2018 - 12:39

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Riforma della Pubblica Amministrazione, il Governo approva sei deleghe su proposta del Ministro Giulia Bongiorno. Più trasparenza ed efficienza nel pubblico impiego, sanzioni più severe.

Riforma della Pubblica Amministrazione: 5 novità per il 2019

Novità in vista per la Pubblica Amministrazione tanto che si può parlare di una vera e propria “riforma” in arrivo nel 2019.

In questi giorni, infatti, è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge che attribuisce al Governo sei deleghe per riformare il comparto pubblico introducendo nuove regole in merito ad assunzioni e concorsi, all’organizzazione degli uffici e al riconoscimento del merito dei dipendenti pubblici.

Una riforma targata Giulia Bongiorno, Ministro della Pubblica Amministrazione, che ha come scopo finale quello di aumentare la produttività nel pubblico impiego.

Spetterà quindi al Governo approvare entro i termini previsti le sei deleghe per la riforma della Pubblica Amministrazione. A tal proposito ricordiamo che nel pubblico impiego le assunzioni sono state congelate dalla Legge di Bilancio; fino al 2019 non ci potrà essere l’assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale.

Ma quali sono le novità previste dalla legge delega approvata dal Consiglio dei Ministri (che adesso sarà trasmesso alla Conferenza unificata per l’acquisizione del parere di competenza)? Vediamo nel dettaglio quali sono i punti che compongono la riforma della Pubblica Amministrazione e quali novità ci attendono per il futuro.

1) Testo Unico del Pubblico Impiego

Il primo obiettivo che la Bongiorno intende raggiungere è quello di unificare tutte le disposizioni vigenti in materia di pubblico impiego tramite l’elaborazione di un Testo Unico.

Regole chiare e definite; è questo il primo passo per il miglioramento dell’organizzazione amministrativa.

2) Novità concorsi per l’accesso alla Pubblica Amministrazione

Non può mancare poi la riforma dei concorsi per il Pubblico Impiego; nel dettaglio, si punta ad una differenziazione dei concorsi pubblici prevedendo delle prove teoriche e pratiche specifiche a seconda della professionalità da reclutare.

Sempre in ottica assunzioni nella Pubblica Amministrazione, inoltre, la seconda delega obbliga anche le Province, le Città metropolitane, i Comuni, le Comunità montane e agli Enti pubblici di reclutare dirigenti e figure professionali “omogenee”.

Tornando a parlare dei concorsi pubblici viene stabilito che in ogni procedura, indipendentemente dal comparto alla quale fa riferimento, non può mancare la verifica psico-attitudinale con la quale verrà accertato se il futuro dipendente pubblico sia effettivamente in possesso delle adeguate “capacità relazionali” necessarie, tra le quali figura ad esempio l’attitudine al lavoro di gruppo.

Ogni prova selettiva scritta, inoltre, verrà svolta utilizzando strumenti informatici; inoltre, per la trasparenza e per l’efficienza delle selezioni viene stabilito che i componenti delle Commissioni esaminatrici dovranno essere scelti esclusivamente tramite i soggetti iscritti all’apposito Albo Nazionale che verrà istituito presso il Dipartimento della Funzione pubblica.

3) Quanto è efficiente la Pubblica Amministrazione?

Con la terza delega saranno introdotti dei nuovi sistemi di misurazione per valutare l’efficienza dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. Si partirà dal modificare gli strumenti già a disposizione che verranno rivisti e semplificati, oltre ad essere resi più trasparenti.

Inoltre si potrà beneficiare di soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione se in possesso di un’effettiva competenza in materia di organizzazione amministrativa e di gestione delle risorse umane.

Infine, ci sarà un “premio” per il personale che nell’ultimo triennio si è distinto per le migliori valutazioni, il quale potrà partecipare a dei concorsi - per titoli ed esami - riservati.

4) Novità per i Dirigenti della PA

La riforma della Pubblica Amministrazione prevede anche un riordino della dirigenza con l’obiettivo non solo di incrementare la produttività ma anche di migliorare l’immagine della PA. Tra le novità previste, una delle più importanti è quella che prevede l’obbligo di concorso pubblico (svolto dalla SNA, Scuola nazionale dell’amministrazione) per chi vuole diventare Dirigente della Pubblica Amministrazione.

Un concorso riservato, come detto in precedenza, ai dipendenti che negli ultimi tre anni si sono distinti per il loro lavoro ottenendo le valutazioni migliori. Solamente una quota di posti - non superiore al 50% del fabbisogno - sarà invece riservata al personale esterno alla Pubblica Amministrazione.

Ci saranno nuove regole per quanto riguarda la revoca degli incarichi dirigenziali; previste sanzioni anche per la responsabilità disciplinare dei dirigenti pubblici, come ad esempio quelle per coloro che non verificano l’effettiva presenza in servizio del personale assegnato.

5) Mobilità e nuovo contratto

Completano il quadro delle deleghe quelle relative alla mobilità dei dipendenti pubblici e sulla contrattazione collettiva.

Insomma, complessivamente l’obiettivo è chiaro: individuare soluzioni concrete che possano garantire l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Una riforma del rapporto di lavoro che toccherà i vari ambiti della PA così da migliorare l’organizzazione amministrative e incrementare la qualità dei servizi. Dovremo attendere però l’approvazione finale della legge delega e - soprattutto - dei vari decreti attuativi, per capire i dettagli della riforma.

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