Recovery Plan: la tabella di marcia di Conte. E i timori di Gualtieri

Violetta Silvestri

30/12/2020

14/01/2021 - 11:26

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Nella conferenza stampa di fine anno Conte ha parlato del tanto atteso Recovery Plan: c’è una tabella di marcia, non si può aspettare. E Gualtieri ha espresso i timori di mancare una sfida storica.

Recovery Plan: la tabella di marcia di Conte. E i timori di Gualtieri

ll Recovery Plan è tema scottante di fine anno per l’Italia. Per questo, Conte ha tracciato una vera e propria tabella di marcia per portare a termine il prima possibile l’ambizioso piano di rilancio del Paese.

La maggioranza scricchiola sul progetto finale che dovrà indirizzare investimenti e riforme con i miliardi provenienti da Bruxelles. Ma il tempo scorre e si deve fare sintesi secondo il presidente del Consiglio.

Il primo ministro ha bene in mente un calendario serrato di lavori per arrivare non oltre febbraio 2021 con il documento definitivo.

Le insidie sul Recovery Plan, comunque, sono dietro l’angolo, come ha ricordato lo stesso ministro dell’Economia Gualtieri.

Conte detta la tabella di marcia per il Recovery Plan

In clima di fine anno infuocato per il Governo, il presidente del Consiglio ha espresso la sua visione dell’Italia e del prossimo futuro nella conferenza stampa che chiude il 2020.

Non c’è solo la pandemia e la strategia contro i contagi e per la distribuzione dei vaccini in primo piano. Questione delicata e urgente è senza dubbio il Recovery Plan, imponente e strategico piano di riforme da attuare nei prossimi anni con i 209 miliardi dell’ EU Next Generation.

Un tema cruciale per l’Italia e per lo stesso Governo, dove sono sorti malumori proprio sulla gestione delle risorse e sulla stesura del progetto. Italia Viva ha avviato la sua guerra contro la task force proposta da Conte per controllare il piano, minacciando l’ennesima crisi istituzionale.

Il primo ministro ha quindi richiamato le forze di maggioranza, offrendo nuovi spazi per avanzare idee e proposte. Ma ora il tempo sta per scadere, bisogna tramutare la bozza del Recovery Plan in testo definitivo. La tabella di marcia l’ha annunciata lo stesso Conte in conferenza:

  • dopo incontri con delegazioni - dei partiti - e ministri Amendola e Gualtieri, c’è una bozza tecnica risultante anche da incontri bilaterali con ministeri, amministrazioni e enti territoriali;
  • la sintesi politica della bozza [valutando i vari progetti pervenuti] è urgente e va fatta nei prossimi giorni, non valgono i giorni di festa;
  • riportare poi tale sintesi in Consiglio dei ministri;
  • avviare il confronto con parti sociali;
  • riportare il testo in Cdm per approvazione e poi inviare a Bruxelles

Conte ha quindi ribadito che il Consiglio dei ministri si riunirà già nei primi giorni di gennaio, poi ci saranno gli incontri con le parti sociali; in seguito il Parlamento potrà dare un ulteriore contributo e si potrà così arrivare a metà febbraio con progetto definitivo.

Le critiche costruttive sono state importanti, ma adesso è il tempo di concretizzare. Questo il messaggio del presidente del Consiglio: “Oggi siamo arrivati a un documento che contiene 50-52 progetti da centinaia di pagine l’uno. Si è lavorato notte e giorno. Quello su cui ci dobbiamo affrettare è la sintesi politica finale

Un richiamo nemmeno troppo velato alle forze interne alla maggioranza e a chi, come il partito di Renzi, ha posto “ultimatum” inasprendo i toni. Conte è ben consapevole del momento delicato:

“Non ho detto che va tutto bene, se non abbiamo ancora il documento di aggiornamento e la governance non va tutto bene, anzi dobbiamo affrettarci o rischiamo di arrivare in ritardo.”

I timori di Gualtieri: perdere i fondi del Recovery Fund

E se la definizione dei progetti del Recovery Plan spaventa Conte, il ministro dell’Economia ha ricordato che una volta avviati i progetti bisognerà mettere in piedi procedure snelle e preferenziali. Il rischio è il fallimento più totale: la perdita dei 209 miliardi di euro.

Le parole di Gualtieri son state chiare al riguardo:

“se non facciamo le opere e gli investimenti nei tempi e secondo i criteri indicati, non è che riceviamo i soldi in ritardo. Li perdiamo proprio....Se non realizziamo i progetti, perdiamo i soldi. E paradossalmente li perdiamo doppiamente perché il meccanismo prevede che noi li anticipiamo e poi ce li rimborsano. E il tutto avviene secondo un calendario di verifiche che procede in base ad una serie di ’milestone’, ossia di traguardi intermedi”

Tante sfide per l’Italia si concentrano nel Recovery Plan. Il Governo riuscirà nell’impresa?

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories