Quanto costa assumere una badante in regola? La guida completa

Isabella Policarpio

05/05/2021

21/09/2021 - 17:23

condividi

Quanto costa e quali documenti servono per assumere una badante in regola, con contratto part-time, full-time, convivente e non. Cosa sapere e costi.

Quanto costa assumere una badante in regola? La guida completa

Quanto costa mettere in regola una badante ed assumerla con regolare contratto? Qual è lo stipendio di una badante in base a tempo ed esperienza?

Sia in caso di assunzione part-time che full-time ci sono una serie di costi da aggiungere allo stipendio, ad esempio la tredicesima, il Tfr e i contributi Inps obbligatori. Vi è poi una considerevole differenza tra l’assunzione (e i costi) di una badante convivente e una non convivente, poiché si dovranno aggiungere le spese di vitto e alloggio.

In questa guida vedremo quanto costa in totale mettere in regola una badante, cosa si rischia in caso di lavoro in nero e i documenti che servono per l’assunzione (per persone italiane e straniere).

Come mettere in regola una badante

Quali sono i passaggi da seguire e i documenti da presentare per mettere in regola una badante o una colf? Vediamoli uno alla volta.

Innanzitutto bisogna avere a disposizione una serie di documenti della persona che si vuole assumere con regolare contratto:

  • carta d’identità e codice fiscale, se si tratta di una badante italiana;
  • permesso di soggiorno, se la lavoratrice è straniera, oppure si dovrà chiedere online il nulla osta lavoro nel caso in cui la badante non abbia ancora ottenuto il permesso di soggiorno;
  • documenti previdenziali dell’Inps, se la badante o la colf sono già iscritti e in possesso del “codice lavoratore”.

Il secondo passaggio è la contrattazione verbale tra datore di lavoro e dipendente, una fase fondamentale per concordare le condizioni contrattuali riguardo ferie, orari di lavoro e riposo, modalità di pagamento e mansioni specifiche.

Questa fase è preliminare alla firma del contratto vero e proprio che, per quanto riguarda colf e badanti, deve fare riferimento al CCNL per il Lavoro domestico. Al suo interno è indicato l’importo minimo dello stipendio in base alle mansioni, alle esperienze e all’impegno part-time o full-time assunto. Tali condizioni possono essere modificate soltanto in misura migliorativa.

Ultimo passaggio da eseguire è la comunicazione dell’assunzione agli organi competenti. Nello specifico, il datore deve comunicare l’assunzione all’Inps, almeno 24 ore prima dell’inizio del lavoro (incluso il periodo di prova). In questo modo la badante sarà “regolarizzata” automaticamente presso il Ministero del lavoro, l’Inail e la Prefettura.

Come si esegue la comunione all’Inps per regolarizzare una badante? Occorre connettersi al sito internet Inps.com e seguire questi passaggi: home > servizi al cittadino > lavoro domestico > iscrizione rapporto di lavoro.

In alternativa ci si può rivolgere ai CAF presenti sul territorio per essere assistiti nella procedura, oppure ai patronati o commercialista di fiducia.

Quali sono le spese da affrontare

Per regolarizzare una badante/colf ci sono delle spese da affrontare, vediamo quali. Oltre allo stipendio - che dovrà essere in linea con quanto previsto nel CCNL per il lavoro domestico - ci sono una serie di spese aggiuntive:

  • i contributi per la previdenza Inps obbligatoria (da versare trimestralmente);
  • la tredicesima mensilità;
  • i giorni di ferie, 26 all’anno;
  • le festività nazionali;
  • i permessi retribuiti;
  • il Tfr.

A queste spese - che sono fisse - si aggiungono poi quelle di vitto e alloggio nel caso in cui la lavoratrice domestica (colf o badante) sia convivente, part-time o full-time.

Si stima che i costi addizionali per il datore che assume una badante in regola siano pari a circa il 50% dello stipendio base del CCNL di riferimento. Quindi, soltanto a titolo esemplificativo, se lo stipendio della badante ammonta a 1.000 euro netti mensili, le spese aggiuntive saranno di circa 500 euro al mese (che si aggiungono allo stipendio) tra contributi obbligatori, Tfr e altri oneri.

Inoltre, se la badante lavora anche nei giorni festivi (ad esempio Pasqua e 25 dicembre) è dovuta una retribuzione maggiorata del 60%.

Ci sono, poi, da considerare gli scatti di anzianità che maturano ogni due anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro: il CCNL prevede una maggiorazione del 4% della retribuzione minima in base al livello di inquadramento.

Quanto costa una badante a tempo pieno con vitto e alloggio?

Il costo di una badante full-time con vitto e alloggio, quindi convivente, non è indifferente per una famiglia: ciò perché all’importo dello stipendio (che dipende dal livello di inquadramento, dalle mansioni e dall’esperienza) bisogna aggiungere contributi previdenziali, Tfr, tredicesima mensilità e le varie indennità previste dal CCNL per il Lavoro domestico. In particolare, per quanto riguarda il vitto e l’alloggio, l’indennità giornaliera è pari ad almeno 5,61 euro (1,96 euro per pranzo/colazione, 1,96 per la cena e 1,96 per l’alloggio).

In sintesi, una badante convivente assunta a tempo pieno e con CCNL del Lavoro domestico costa in media 16.300 euro all’anno, comprese le spese per il vitto e l’alloggio (pasti, bollette ed altro).

Quanto costa una badante part-time e full-time

Naturalmente tra una badante con contratto full-time ed una part- time vi è una notevole differenza riguardo ai costi. Nel caso di badante convivente con contratto a 30 ore settimanali - quindi part-time - il CCNL (aggiornato al 2021) prevede uno stipendio mensile di:

  • 586,83 euro per il livello B
  • 616,18 euro per il livello BS
  • 938,94 euro per il livello C

In caso di contratto part-time ferie e permessi retribuiti sono commisurati al tempo di lavoro effettivamente svolto.

Questa, invece, la paga oraria prevista dal CCNL per le badanti non conviventi (in base al livello di esperienza e inquadramento):

  • 4,69 euro per Livello A
  • 5,53 euro per Livello AS
  • 5,86 euro Livello B
  • 6,57 euro per Livello C
  • 6,93 euro per Livello CS
  • 7,99 euro per Livello D
  • 8,98 euro per Livello DS

Stipendio badante (aggiornato al 2021)

Per fare una media nazionale, secondo i dati aggiornati al 2021, lo stipendio di una badante ammonta a 920 euro netti al mese, quindi all’incirca 7,70 euro lordi all’ora.

Lo stipendio minimo in genere parte da 550 euro netti al mese e, per le mansioni/orari particolarmente impegnativi, può arrivare fino a 1.600 euro netti mensili.

La differenza di stipendio dipende perlopiù dall’esperienza della badante, dal fatto che sia convivente o meno con la famiglia per la quale lavora e dall’impegno notturno o diurno.

Tutti i dettagli su stipendio e come si diventa badante nel nostro articolo di approfondimento:

Quanto costa una badante 8 ore al giorno?

Una badante/colf che lavora 8 ore al giorno costa all’incirca dai 5,32 euro agli 8 euro lordi all’ora, per quanto riguarda le collaboratrici full-time. Invece per le badanti part-time - fino a 4 ore al giorno - il costo oscilla da 7 ai 9 euro lordi all’ora (da determinare in base al CCNL, all’esperienza e all’inquadramento).

Quanto costa una badante 6 ore al giorno?


Se l’impegno giornaliero è di 6 ore totali, lo stipendio minimo di una badante sarà di 863 euro al mese ma il costo può salire sensibilmente in caso di prestazioni notturne e nei giorni festivi. Per il lavoro part-time la paga oraria minima stabilita dal CCNL del Lavoro domestico è intorno ai 6,50 euro.

Quanto costa una badante in nero?

Purtroppo il settore dell’assistenza domestica di badanti e colf è quello in cui si concentrano più casi di lavoro nero. In tal caso le paghe orarie sono ben più basse di quanto stabilito nel Contratto collettivo nazionale, inoltre, la badante in nero non sarà tutelata per malattia, infortuni domestici e maternità e non saranno adempiuti i contributi obbligatori all’Inps e per il Tfr.

Cosa si rischia in caso di badante in nero?

Sfruttare il lavoro in nero, quindi senza contratto, di badanti e colf espone il datore di lavoro ad ingenti sanzioni pecuniarie:

  • da 1.500 a 9.000 euro per ogni lavoratore irregolare entro i 30 giorni di impiego effettivo;
  • da 3.000 a 18.000 euro per ogni lavoratore irregolare con impiego effettivo compreso tra i 31 e i 60 giorni;
  • da 6.000 a 36.000 euro per ogni lavoratore irregolare con impiego effettivo superiore ai 60 giorni.

Se la badante/colf è straniera e senza permesso di soggiorno l’importo della sanzione è aumentato del 20%. Stessa cosa nel caso di sfruttamento di personale che non ha raggiunto l’età lavorativa.

Iscriviti a Money.it