Quanti Dpcm e decreti ha fatto il governo Conte? Ecco la cifra record

Isabella Policarpio

11/02/2021

11/02/2021 - 16:03

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Quanti sono i decreti legge e i Dpcm di Giuseppe Conte dall’inizio dell’emergenza coronavirus? Il governo dimissionario ha segnato una cifra senza precedenti: li abbiamo contati tutti.

Quanti Dpcm e decreti ha fatto il governo Conte? Ecco la cifra record

Dpcm, decreti-legge, proroghe dello stato di emergenza e scostamenti di bilancio: il governo guidato dal premier dimissionario Giuseppe Conte ha raggiunto una cifra record.

Escludendo i provvedimenti non inerenti al Covid-19, si tratta di 19 Dpcm, 22 decreti legge e 5 scostamenti di bilancio, senza contare la proclamazione dello stato di emergenza (a cui sono seguite 3 proroghe), il protocollo Cei e le ordinanze del Ministero della Salute, difficili da quantificare.

E in ballo c’è la possibilità di intervenire, per l’ultima volta, sulle misure in vigore fino al 15 febbraio 2021, sempre che la formazione del nuovo esecutivo tardi ad arrivare.

Ora che l’esperienza da premier di Giuseppe Conte si è conclusa, possiamo tirare le somme su quanti sono stati decreti, ordinanze e provvedimenti adottati nel corso di un anno contro l’emergenza epidemiologica. Numeri mai visti prima.

Stato di emergenza e proroghe

Tutto è iniziato il 31 gennaio 2020 quando, a seguito dell’intervento dell’OMS, l’ex presidente del Consiglio ha proclamato lo stato di emergenza, mettendo in atto le prime misure di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Allora nessuno poteva immaginare che sarebbero state necessarie ben tre proroghe:

Quanti sono i Dpcm di Conte

Passiamo al conteggio dei Dpcm, strumento normativo sconosciuto ai più che ha acquisito fama durante l’emergenza sanitaria provocando aspre critiche da parte dell’opposizione.

I decreti ministeriali del Presidente del consiglio Conte sono stati 19 (a cui si aggiungono i decreti di proroga), l’ultimo dei quali resterà in vigore fino al 5 marzo 2021. Dopo spetterà a Mario Draghi scegliere lo strumento più adatto, tra quelli previsti dalla legge, ad imporre regole e divieti.

Nel corso di questi mesi, in molti hanno accusato Conte di aver limitato le libertà costituzionalmente sancite tramite Dpcm in maniera impropria e illegittima, ma l’ex premier ha sempre difeso il suo operato.

Ecco l’elenco dei Dpcm approvati, tra nuovi e proroghe:

  • Dpcm 23 febbraio 2020 per i comuni delle Regioni Lombardia e Veneto interessati dalle misure di contenimento del contagio da Coronavirus
  • Dpcm 25 febbraio 2020, con il quale si limita lo svolgimento delle manifestazioni sportive, delle attività scolastiche e vengono stabilite nuove regole e di prevenzione sanitaria presso gli Istituti penitenziari, modalità di accesso agli esami di guida e organizzazione di attività culturali e turismo
  • Dpcm 1° marzo 2020 che recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza e introduce nuove misure uguali in tutto il territorio nazionale
  • Dpcm 4 marzo 2020 recante ulteriori misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID
  • Dpcm 8 marzo 2020 che prevede, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, ulteriori misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale
  • Dpcm 11 marzo 2020 che segna la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie
  • Dpcm 22 marzo 2020 con la chiusura delle attività produttive non essenziali o strategiche. Aperti alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali (modificato con DPCM del 25 marzo 2020)
  • Dpcm 28 marzo 2020 che anticipa l’erogazione di 4,3 miliardi del fondo di solidarietà comunale e rende disponibili altri 400 milioni di euro per la solidarietà alimentare
  • Dpcm 1 aprile 2020 con la proroga fino al 13 aprile delle misure in vigore
  • Dpcm 26 aprile 2020 segna l’ingresso nella “fase 2”
  • Dpcm 16 maggio 2020 in vigore dal 18 maggio
  • Dpcm 11 giugno 2020 che autorizza la ripresa di ulteriori attività dal 15 giugno tra cui: centri estivi per i bambini, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, così come le attività di centri benessere, centri termali, culturali e centri sociali. Riprendono gli spettacoli aperti al pubblico, le sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto ma con alcune cautele/precauzioni (mascherina e distanziamento)
  • Dpcm 14 luglio 2020 che proroga al 31 luglio 2020 le misure del Dpcm 11 giugno 2020
  • Dpcm 7 agosto 2020 con la proroga al 7 settembre 2020 delle misure precauzionali minime per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 (ulteriormente prorogato con il Dpcm del 7 settembre)
  • Dpcm 13 ottobre 2020 poi integrato con il successivo Dpcm del 18 ottobre 2020.
  • Dpcm 25 ottobre 2020 con la chiusura di palestre e piscine, stop per locali e ristoranti alle ore 18.00 e raccomandazione di evitare spostamenti non necessari
  • Dpcm 3 novembre 2020 con cui il territorio nazionale è diviso in tre aree - gialla, arancione e rossa - corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese e per le quali sono previste misure specifiche
  • Dpcm 3 dicembre 2020 recante ulteriori restrizioni nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio
  • Dpcm 14 gennaio 2021, valido dal 16 gennaio al 5 marzo 2021

Decreti legge: cifra record per Conte

Cura Italia, Rilancio e Ristori (bis, ter e quater) sono solo alcuni dei decreti legge emanati dal governo Conte. Quelli relativi all’emergenza Covid sono 22, ma il numero salirebbe ancora se si contassero anche quelli riguardo altre materie, ad esempio disposizioni in ambito penitenziario ed elettorale.

Ognuno di questi decreti è stato poi convertito in legge dal Parlamento entro i tempi stabiliti dalla Costituzione - 60 giorni - e sui più importanti è stato chiesto dal governo il voto di fiducia.

5 scostamenti di bilancio

Per reperire le somme necessarie a finanziare i decreti contro l’emergenza, il governo dimissionario, in un solo anno, è ricorso allo scostamento di bilancio per 5 volte:

  • il primo in data 5 marzo 2020, le cui risorse sono state impiegate quasi integralmente per finanziare il decreto-legge n. 18 del 2020 (il Cura Italia);
  • il secondo in data 24 aprile 2020, durante la presentazione del Documento di economia e finanza (DEF) 2020;
  • il terzo il 23 luglio 2020 per finanziare il decreto legge 104/2020 (decreto Agosto);
  • il quarto il 6 ottobre 2020, in occasione della presentazione della Nota di aggiornamento del DEF 2020;
  • il quinto ed ultimo lo scorso 21 novembre, approvato a gennaio.

In termini di disavanzo, l’impatto del coronavirus è costato circa 140 miliardi di euro, che salgono a 165 miliardi se si tiene conto della ricaduta sul deficit dell’ultima legge di Bilancio (soltanto per il 2021).

Tutte le misure adottate dal governo dimissionario contro il coronavirus sono elencate nel sito istituzionale della Presidenza del consiglio dei ministri.

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