Programma Movimento 5 Stelle 2027, i punti fondamentali in vista delle prossime elezioni

Simone Micocci

5 Agosto 2026 - 16:02

Perché votare il Movimento 5 Stelle? Ecco le prime anticipazioni sul programma politico dei pentastellati, guidati da Giuseppe Conte, in vista delle prossime elezioni politiche.

Programma Movimento 5 Stelle 2027, i punti fondamentali in vista delle prossime elezioni

Tra le certezze delle prossime elezioni politiche, per le quali siamo ancora in attesa di una data ufficiale, c’è il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.

Prima di definire un programma ufficiale, però, dovrà sciogliere diversi dubbi: dalla leadership del campo largo ai contenuti del programma di coalizione, sul quale al momento sembrano esserci numerosi punti in comune, ma anche alcune divergenze, soprattutto per quanto riguarda la politica estera.

Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha avviato “Nova - Parola all’Italia”, il percorso partecipativo voluto da Giuseppe Conte in prima persona per coinvolgere gli elettori nella costruzione del programma di governo dei prossimi anni. Le proposte emerse durante i diversi momenti di confronto saranno raccolte nell’evento conclusivo in programma a Milano il 19 e 20 settembre 2026, dal quale dovrebbero emergere con maggiore chiarezza le priorità da portare anche al tavolo della futura coalizione progressista.

In un contesto in cui votare informati è fondamentale, così come lo è recarsi effettivamente alle urne, aspetto tutt’altro che scontato considerando l’elevato tasso di astensione in Italia, è utile iniziare fin da oggi a capire cosa può succedere se il Movimento 5 Stelle vincesse le elezioni e, di conseguenza, quali siano i principi e le proposte da condividere per scegliere di accordargli la propria fiducia.

Nell’attesa che venga presentato il programma ufficiale per le elezioni del 2027 e che si concluda il percorso di “Nova”, possiamo quindi provare a ricostruirne i punti centrali, analizzando le posizioni assunte da Giuseppe Conte e dal Movimento 5 Stelle nel corso degli ultimi anni di opposizione, nonché le proposte che potrebbero trovare spazio nella prossima campagna elettorale.

Salario minimo e lavoro

Come anticipato, sono diversi i punti di convergenza tra i partiti che potrebbero presentarsi alle elezioni riuniti nel campo largo di centrosinistra. Tra questi trova sicuramente spazio il salario minimo, una delle principali battaglie condotte dalle opposizioni nel corso della legislatura.

Non ci sono, infatti, dubbi sul fatto che il Movimento 5 Stelle consideri l’introduzione di una soglia minima inderogabile e garantita dalla legge uno strumento necessario per contrastare il lavoro povero e impedire che la contrattazione venga utilizzata per riconoscere retribuzioni troppo basse.

Al salario minimo si affiancano poi altre priorità, come il contrasto alla precarietà, il rafforzamento della sicurezza sul lavoro e il recupero del potere d’acquisto degli stipendi, sul quale comunque non sono noti i dettagli di intervento.

Reddito di cittadinanza

Dici Movimento 5 Stelle e pensi subito al Reddito di cittadinanza, una delle misure simbolo della campagna elettorale del 2018 e successivamente introdotta dal primo governo Conte. È quindi logico pensare che nel programma per le prossime elezioni possa trovare spazio il ritorno di un sostegno nazionale contro la povertà.

Resta però da capire se il Movimento proporrà il ripristino del Reddito di cittadinanza nella sua forma originaria oppure una nuova versione, accompagnata da controlli più severi e da strumenti più efficaci per favorire l’ingresso dei beneficiari nel mondo del lavoro.

Le indicazioni emerse finora all’interno del percorso del M5S confermano comunque la volontà di mantenere una misura universale di sostegno al reddito.

Politica internazionale e spese militari

Su questo fronte si registrano le principali divergenze con gli alleati del campo largo.

Come recentemente ribadito da Giuseppe Conte, infatti, il Movimento 5 Stelle non voterà a favore di nuovi invii di armi all’Ucraina, pur continuando a sostenere gli aiuti economici e le sanzioni nei confronti della Russia.

L’obiettivo dichiarato è di spingere l’Europa verso una soluzione negoziale che tuteli gli interessi di Kiev, riconosciuta dallo stesso Conte come il Paese aggredito.

Il leader del M5S ha inoltre proposto di affidare alle primarie del campo largo la scelta della linea da seguire sull’Ucraina, una posizione respinta da Elly Schlein secondo cui il programma comune dovrà essere definito prima della scelta del candidato.

Conte non ha comunque fatto passi indietro: dopo un incontro con la segretaria del Pd ha ribadito il no al riarmo dei singoli Stati e all’“economia di guerra”, dichiarandosi invece favorevole a una vera difesa comune europea.

È quindi soprattutto sulla politica estera, dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente fino ai rapporti con la Nato e l’Unione europea, che sarà necessario trovare una sintesi prima della definizione di un eventuale programma comune di coalizione.

Pensioni

L’ultima misura di pensionamento flessibile degna di nota è stata Quota 100 introdotta dal primo governo Conte, anche se va ricordato come si trattasse soprattutto di una proposta sostenuta dalla Lega, allora alleata del Movimento 5 Stelle.

Non sappiamo quindi quali misure troveranno spazio nel prossimo programma, ma Giuseppe Conte si è mostrato molto critico nei confronti delle scelte del governo, accusato di aver “peggiorato la legge Fornero” attraverso l’aumento dell’età pensionabile e di aver progressivamente ridimensionato strumenti come Opzione donna. Il presidente del M5S ha inoltre contestato il mancato aumento delle pensioni minime promesso dal centrodestra.

È quindi plausibile che il Movimento proponga di bloccare l’innalzamento automatico dei requisiti, oltre ad ampliare le possibilità di uscita anticipata. Spazio poi al rafforzamento della tutela dei pensionati con gli assegni più bassi, aspetto che come visto per il Reddito di cittadinanza rappresenta una priorità per i pentastellati.

Energia e ambiente

Un’altra misura simbolo dei governi Conte è stata il Superbonus, successivamente oggetto di forti critiche e indicato dal governo Meloni come una delle cause delle difficoltà incontrate sul fronte dei conti pubblici.

Al netto delle criticità emerse, quella scelta aiuta comunque a comprendere l’impostazione del Movimento 5 Stelle sui temi ambientali ed energetici: incentivare la riqualificazione degli edifici e sostenere la transizione verso fonti rinnovabili.

È quindi probabile che nel programma trovino spazio nuovi investimenti nell’efficienza energetica, nelle comunità energetiche, nella mobilità sostenibile e nella messa in sicurezza del territorio, anche se con strumenti diversi rispetto a quelli del passato.

Riforma fiscale

Nel campo largo si fa spazio anche l’ipotesi di una patrimoniale, proposta sostenuta soprattutto da Alleanza Verdi e Sinistra.

Giuseppe Conte tuttavia si è mostrato contrario all’introduzione di una patrimoniale nazionale, evidenziando il rischio di trasferimento dei capitali all’estero. Il leader del M5S si è detto invece favorevole a una maggiore tassazione delle grandi ricchezze se concordata a livello europeo o internazionale, indicando come prioritaria, in Italia, l’imposizione sugli extraprofitti di banche e imprese energetiche.

All’interno del Movimento il dibattito resta comunque aperto. L’ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, sostiene una “millionaire tax” sui patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro, esclusa la prima casa, proposta che ha trovato ampio spazio anche nei tavoli di Nova. Bisognerà quindi attendere la conclusione del percorso partecipativo per capire se la tassazione dei grandi patrimoni entrerà effettivamente nel programma elettorale.

Gli altri aspetti del programma del Movimento 5 Stelle

Al netto di questi grandi temi, la posizione del Movimento 5 Stelle su altri ambiti è già piuttosto riconoscibile.

Tra le priorità dovrebbero trovare spazio il rafforzamento della sanità pubblica e territoriale, ponendo come priorità la riduzione delle liste d’attesa e un accesso alle cure meno condizionato dalle possibilità economiche dei cittadini. Un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata anche al diritto alla casa, attraverso nuovi investimenti nell’edilizia pubblica e misure contro il caro affitti.

Nel possibile programma non dovrebbero poi mancare scuola, università e ricerca, settori per i quali il Movimento chiede da tempo più investimenti, insieme a politiche rivolte alle nuove generazioni e all’innovazione digitale. Resta centrale anche il tema della giustizia, sul quale il M5S continua a difendere una linea rigorosa contro corruzione, mafie, conflitti d’interesse e indebolimento degli strumenti a disposizione della magistratura.

Proposte che dovranno essere precisate al termine del percorso Nova e successivamente confrontate con quelle degli eventuali alleati, ma che seppur poco dettagliate ci confermano l’impostazione sociale, ambientalista e legalitaria che il Movimento 5 Stelle intende portare nella prossima campagna elettorale.