Patrimoniale Avs, Fratoianni spiega come funzionerà. “Tassa solo oltre i 5 milioni”

Simone Micocci

7 Luglio 2026 - 18:24

Patrimoniale, Fratoianni (Avs) respinge le obiezioni e spiega perché la tassa per i più ricchi è una misura di giustizia sociale.

Patrimoniale Avs, Fratoianni spiega come funzionerà. “Tassa solo oltre i 5 milioni”

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e tra i leader di AVS, è il primo ospite dello Speciale elezioni 2027 di Money Talks, il podcast realizzato da Money.it. Un appuntamento che ci accompagnerà fino alla prossima tornata elettorale, in programma molto probabilmente nella primavera del prossimo anno.

Diversi i temi affrontati nel corso dell’intervista, a partire da uno che è già al centro del dibattito politico: una nuova patrimoniale per tassare le grandi ricchezze. D’altronde, in Italia ci sono oggi circa 358.000 milionari, molti dei quali potrebbero guardare con diffidenza al programma elettorale del campo largo, di cui AVS farà parte, proprio per la possibilità che venga introdotto un contributo extra a carico dei più ricchi.

Ma come funzionerebbe questa patrimoniale? Fermo restando che il programma del campo progressista è ancora in fase di definizione, Fratoianni spiega che il punto di partenza non può essere solamente la costruzione delle alleanze, ma soprattutto la scelta dei temi da portare davanti agli elettori, anche per provare a coinvolgere chi oggi è disilluso dalla politica e non crede più che il voto possa cambiare davvero la propria condizione.

Temi che, come si può facilmente immaginare, guardano soprattutto ai diritti dei cittadini e alla tutela dei più deboli: dal salario minimo alla protezione dei salari dall’inflazione, fino al possibile ritorno del Reddito di cittadinanza e alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio.

Obiettivi che richiedono inevitabilmente risorse importanti che, secondo Fratoianni, potrebbero arrivare anche da un contributo sulle grandi ricchezze: una nuova patrimoniale che, a suo giudizio, non avrebbe gli effetti negativi paventati dal centrodestra e da chi sostiene che una misura del genere finirebbe per far scappare capitali dal Paese.

Come funziona la patrimoniale suggerita da Avs

Fratoianni ha specificato che si tratterà di un’imposta rivolta a una platea molto ristretta di contribuenti.

Il leader di Sinistra Italiana parte da alcuni numeri: in Italia ci sono 358.000 milionari, ma la proposta di Avs guarderebbe soprattutto a chi dispone di patrimoni molto più elevati. Secondo Fratoianni, infatti, ci sono circa 50.000 persone con un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro, pari allo 0,1% della popolazione. A queste si aggiungono 89 miliardari che, tra marzo 2025 e marzo 2026, avrebbero guadagnato circa 4.500 euro al secondo.

È su questa fascia di popolazione che Avs vorrebbe intervenire, introducendo un’imposta sulle “grandissime ricchezze” con un’aliquota ancora da definire.

Si tratterebbe di un’imposta progressiva: la tassa scatterebbe solo oltre una certa soglia, individuata appunto nei 5 milioni di euro di patrimonio. Questo significa che non verrebbe tassato l’intero patrimonio, ma soltanto la parte eccedente.

Fratoianni fa un esempio: chi ha un patrimonio di 5 milioni e mezzo non pagherebbe l’imposta su tutti i 5,5 milioni, ma soltanto sui 500.000 euro che superano la soglia dei 5 milioni. L’aliquota, quindi, si applicherebbe solo sulla parte residua.

Fratoianni ci tiene a sottolineare che la patrimoniale avrebbe una finalità redistributiva e non punitiva, respingendo l’idea secondo cui si voglia “punire i ricchi” o mandare in rovina chi ha grandi patrimoni. L’obiettivo, sostiene, è chiedere “qualcosina” a chi dispone di ricchezze molto elevate, in un Paese in cui aumentano povertà assoluta, difficoltà economiche e rinunce alle cure.

Fuga dei capitali con la patrimoniale? Fratoianni smentisce

Una delle principali critiche mosse alla patrimoniale è quella secondo cui una tassa sulle grandi ricchezze potrebbe spingere i capitali a lasciare l’Italia, rendendo la misura non solo inefficace, ma persino dannosa. Un’obiezione che Nicola Fratoianni respinge, sostenendo che si tratti di un argomento ormai superato.

Secondo il leader di Sinistra Italiana, il dibattito sarebbe rimasto “trent’anni indietro” rispetto alla letteratura scientifica più recente. Fratoianni cita in particolare le analisi sull’elasticità dell’imponibile, cioè su cosa accade ai patrimoni quando vengono introdotte imposte sulle grandi ricchezze. La conclusione, a suo giudizio, è che una parte dei capitali può certamente provare a spostarsi, ma in misura limitata e non tale da compromettere la convenienza della misura.

Il ragionamento del leader di Avs è che oggi spostare grandi ricchezze non è sempre così semplice: d’altronde, le transazioni hanno un costo e, quando un patrimonio è legato a interessi produttivi presenti sul territorio, non può essere trasferito da un giorno all’altro senza conseguenze.

Per questo, secondo Fratoianni, il rischio di fuga dei capitali non basta a bocciare una patrimoniale sulle grandissime ricchezze; al contrario, la considera uno strumento di redistribuzione necessario in un Paese in cui pochi accumulano patrimoni enormi, mentre cresce il numero di persone che faticano ad arrivare a fine mese, rinunciano a curarsi o incontrano difficoltà sempre maggiori nell’accesso allo studio.