Scostamento di bilancio: cos’è e a cosa serve?

Rosaria Imparato

16/09/2022

16/09/2022 - 13:38

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Cos’è e a cosa serve lo scostamento di bilancio? Vediamo come funziona e perché è così importante.

Scostamento di bilancio: cos'è e a cosa serve?

Cos’è lo scostamento di bilancio, a cosa serve e perché se ne parla in occasione di (quasi) ogni decreto che viene emanato?

Lo scostamento di bilancio consente di far fronte a un’emergenza economica. Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus il Governo italiano, insieme ad altri, è dovuto ricorrere spesso a questo strumento. La richiesta si verifica nel momento in cui uno dei Paesi dell’UE si allontana temporaneamente dai propri obiettivi economici.

Ma cos’è esattamente uno scostamento di bilancio? Vediamo come funziona e perché è così importante.

Che cos’è e a cosa serve lo scostamento di bilancio

Prima di capire cos’è lo scostamento di bilancio occorre fare un passo indietro e parlare dell’OMT, ossia l’obiettivo di medio termine per il saldo di bilancio strutturale che ogni Paese dell’Unione europea si impegna a raggiungere in un certo periodo di tempo.

Ciascuno Stato ha un proprio OMT, che viene definito sulla base:

  • del singolo potenziale economico;
  • delle diverse condizioni di bilancio;
  • della situazione economica;
  • del rischio finanziario riguardante la sostenibilità delle finanze.

Sulla base della normativa vigente, ogni Paese dell’UE deve registrare un saldo di bilancio strutturale uguale all’OMT o comunque in rapido avvicinamento a esso (con una correzione annuale del saldo strutturale pari almeno a 0,5 punti percentuali di Pil).

Le regole dell’UE comunque permettono anche la possibilità di deviare temporaneamente da questo schema e di dar vita dunque allo scostamento di bilancio, ma solo in circostanze straordinarie (com’è stato nei primi mesi della pandemia).

Nello specifico:

“Deviazioni temporanee dalla misura dello 0,5% possono essere accettate, oltre che in presenza di eventi eccezionali, anche nel caso in cui un Paese abbia effettuato riforme strutturali rilevanti (con particolare riferimento a quelle pensionistiche), con un effetto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche,”

si legge sul sito della Camera.

La condizione per autorizzare tali deviazioni? Il mantenimento di un margine adeguato rispetto alla soglia del 3% e la riduzione del deficit verso l’obiettivo di medio termine entro il periodo coperto dal programma.

L’autorizzazione allo scostamento dal bilancio arriva dalle Camere (a maggioranza assoluta) e necessita altresì di una consultazione della Commissione europea.

Lo scostamento di bilancio in Italia

L’Italia è stata una delle prime economie a essere colpita dal coronavirus. A marzo il Paese è entrato in lockdown e tutte le attività giudicate non essenziali hanno chiuso i battenti, con ovvie ripercussioni sulla produttività e sul PIL nazionale.

Il governo ha scelto di intervenire chiedendo prima uno scostamento di bilancio da 20 miliardi di euro per il Decreto Cura Italia e poi ancora una nuova “manovrina” da 55 miliardi di euro per il Decreto Rilancio.

A luglio 2020 è stata fatta una terza richiesta dal valore di 25 miliardi di euro (molti di più rispetto a quelli inizialmente stimati), necessaria a prorogare alcune misure e a rifinanziare la CIG.

A novembre 2020 il Governo ha trasmesso un’ulteriore Relazione al Parlamento in cui viene aggiornato, per il solo 2020, il piano di rientro previsto nella Nadef (Nota di Aggiornamneto al DEF) sulla scorta della necessità di reperire le risorse da destinare all’adozione di nuove misure per il contrasto degli effetti della pandemia: le Camere hanno autorizzato il quinto scostamento di bilancio a novembre.

Nel 2021 il Governo ha chiesto l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento di:

  • 32 miliardi di euro, come indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche;
  • 35 miliardi di euro, in termini di fabbisogno;
  • 40 miliardi di euro per il saldo netto del bilancio dello stato in termini di competenza;
  • 50 miliardi di euro in termini di cassa.

La richiesta quindi riguardava il ricorso all’indebitamento fino a:

  • 0,2 miliardi annui nel biennio 2022-2023;
  • 0,3 miliardi annui. nel biennio 2024-2025;
  • 0,4 miliardi annui nel 2026-2027;
  • 0,5 miliardi annui nel 2028-2029;
  • 0,6 miliardi nel 2030;
  • 0,7 miliardi dal 2031.

Lo scostamento è stato autorizzato dal Parlamento.

A cosa serve lo scostamento di bilancio e perché il Governo Draghi è contro

Lo scostamento di bilancio, quindi, è un’autorizzazione che il Governo deve chiedere al Parlamento per poter aumentare il deficit rispetto a quanto era stato previsto nei documenti di finanza pubblica già approvati da Camera e Senato.

Draghi, insieme al ministro dell’Economia Franco, sono stati contrari ad aumentare il deficit per finanziare i nuovi bonus e agevolazioni contenuti nei decreti emergenziali, non solo perché da sempre opposti alla politica dei bonus, ma anche per impegni presi con la Commissione europea su una politica di risanamento dei conti pubblici. Il timore è di un possibile indebolimento della posizione italiana nelle negoziazioni con l’Europa in caso di un ulteriore ricorso al deficit.

Proprio per questo l’ultimo decreto del Governo Draghi, il dl Aiuti ter, non è stato finanziato con uno scostamento di bilancio, nonostante il pressing dei partiti.

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