Dopo il boom dell’affluenza a quello sulla giustizia 2026, di quale referendum l’Italia avrebbe veramente bisogno? Di’ la tua nel sondaggio di Money.it.
Il 22 e 23 marzo milioni di italiani sono stati chiamati alle urne per esprimere la loro opinione in merito al referendum sulla giustizia 2026, con un’affluenza di quasi il 59% degli aventi diritto.
Dopo aver analizzato i motivi per cui ha vinto il No, è ora di chiedersi: quale dovrebbe essere il prossimo referendum in Italia?
Nell’immediato futuro non sono previsti altri referendum, ma sono molte le questioni su cui i cittadini vorrebbero - e dovrebbero - esprimersi. Le ipotetiche proposte referendarie potrebbero vertere su temi come il lavoro e il salario minimo, come anche le pensioni, in particolare sull’età pensionabile e il sistema di calcolo. Insieme a questi spicca anche il tema delle tasse, con una possibile riduzione dell’Irpef e/o una semplificazione del sistema tributario.
In più, ci sono temi come la sanità pubblica, con i nodi dei finanziamenti e i rapporti con la sanità privata, oltre alle interminabili liste d’attesa.
Emerge anche il tema dell’immigrazione e della sicurezza, le politiche sulla gestione dei flussi migratori e i criteri di accoglienza dei migranti.
Tra le preoccupazioni sempre più presenti ci sono anche le sfide legate alla questione ambientale ed energetica, la necessità di sviluppare energie rinnovabili e di attuare politiche più stringenti sulle emissioni, insieme all’ipotesi di un possibile ritorno al nucleare.
Inoltre, anche le riforme istituzionali, come ad esempio il premierato e l’autonomia differenziata, e i diritti civili sono tematiche che spiccano tra le proposte. In modo particolare, quest’ultima abbraccia un’ampia gamma di tematiche, come la cittadinanza, il fine vita, i diritti delle coppie, delle minoranze e della comunità LGBTQ+.
Secondo te, quale dovrebbe essere il prossimo referendum in Italia? Partecipa al sondaggio di Money.it selezionando una o più risposte.
Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.
Quale dovrebbe essere il prossimo referendum in Italia?
Le questioni spinose su cui gli italiani dovrebbero esprimersi sono numerose, ma non tutte possono essere sottoposte allo stesso tipo di referendum.
I referendum in Italia, infatti, possono essere di tre tipologie:
- referendum abrogativo, per cancellare totalmente o parzialmente una legge esistente;
- referendum costituzionale o confermativo, per confermare o respingere una riforma della Costituzione;
- referendum consultivo, per sondare la volontà del popolo.
Tasse e pressione fiscale
Riduzione dell’Irpef, introduzione di una nuova flat tax e semplificazione del sistema tributario sono temi spesso al centro del dibattito politico. Tuttavia, le leggi tributarie non possono essere oggetto di referendum abrogativo, quindi queste modifiche non potrebbero essere realizzate direttamente tramite referendum, ma solo per mezzo di una nuova legge approvata dal Parlamento.
In Italia, infatti, i referendum sulle tasse sono generalmente inammissibili. L’articolo 75 della Costituzione esclude esplicitamente le leggi tributarie e di bilancio dal referendum abrogativo per proteggere i conti pubblici.
Pensioni
L’età pensionabile e la legge Fornero, che ha riformato il sistema pensionistico italiano, potrebbero essere modificate tramite un referendum abrogativo.
Sanità pubblica
Finanziamenti, liste d’attesa e rapporto tra pubblico e privato sono alcuni dei problemi principali della sanità.
In questo caso, bisogna fare una distinzione. Aumentare i finanziamenti non è possibile tramite referendum, perché riguarda la spesa pubblica, mentre modificare o eliminare norme sul ruolo della sanità privata potrebbe essere possibile tramite referendum abrogativo.
Immigrazione e sicurezza
Le politiche sulla gestione dei flussi migratori e i criteri di accoglienza sono stabiliti da leggi ordinarie, il cosiddetto “decreto flussi”, quindi potrebbero essere modificati tramite referendum abrogativo, andando ad abrogare alcune leggi ordinarie esistenti.
Salario minimo e lavoro
La legge 144 del 2025 è il primo passo normativo italiano verso il salario minimo poiché introduce una delega al Governo in materia di retribuzione dei lavoratori e contrattazione collettiva, in linea con la direttiva europea sui salari adeguati. Tuttavia, non stabilisce direttamente una cifra minima oraria per legge.
Ad ogni modo, sarebbe possibile intervenire sul tema del lavoro tramite referendum abrogativo, andando ad abrogare singole norme esistenti, come alcune disposizioni sui contratti a termine che regolano durata e rinnovi, sui licenziamenti introdotti con il Jobs Act, o su altre forme di lavoro precario.
Ambiente ed energia
Lo sviluppo delle energie rinnovabili e la creazione di politiche sulle emissioni richiederebbero nuove leggi, quindi non possono essere introdotte direttamente tramite referendum.
Diverso invece il caso del nucleare: in passato, come nel 2011, alcune norme sul nucleare sono state abrogate proprio tramite referendum abrogativo, quindi anche in futuro una scelta simile potrebbe avvenire attraverso questo tipo di referendum.
Riforme istituzionali
Per riforme come il premierato sarebbe necessario un referendum costituzionale, perché si tratta di una modifica della Costituzione.
Per quanto riguarda temi come l’autonomia differenziata, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo che mirava a modificare la legge n. 86 del 2024, nota come “legge Calderoli”, che definisce le procedure per l’attribuzione di forme particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario.
Diritti civili
Nei casi della cittadinanza, del fine vita, dei diritti delle coppie e delle minoranze e dei diritti LGBTQ+, il referendum sarebbe di tipo abrogativo, perché si andrebbero a modificare o abrogare leggi già esistenti.
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