Legge Fornero: cos’è, novità e effetti della riforma delle pensioni 2012

Francesco Scarpari

29 Agosto 2017 - 11:30

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Legge Fornero pensioni: cosa cambia con la riforma, cos’è e chi l’ha votata? Ecco una sintesi sui requisiti per pensione e novità per la modifica della normativa del 2012.

La legge Fornero 2012 ha imposto una modifica sostanziale per requisiti della pensione e età pensionabile. Cerchiamo di fornire una sintesi su cos’è la riforma delle pensioni 2012 e cosa cambia con la sua introduzione.

La legge Fornero sulle pensioni è il nome con cui comunemente ci si riferisce alle novità introdotte dall’articolo 24 del decreto legge 201/2011, il cosiddetto “Salva Italia”. La riforma viene così chiamata per riferirsi all’allora Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, una delle maggiori promotrici delle modifiche approvate con la legge omonima.

Cerchiamo quindi di fare luce sulle novità di maggior rilievo della riforma Fornero e su cosa cambia con la legge 2012 in tema di aumento dei requisiti relativi all’età pensionabile.

Legge Fornero: cos’è, novità e effetti della riforma delle pensioni 2012

Storia della riforma pensioni del “Salva Italia”

La cosiddetta legge Fornero sulle pensioni è una parte del decreto legge “Salva Italia” varato dall’allora governo Monti il 6 dicembre del 2011. Le novità promosse dalla riforma si erano rese necessarie per tamponare il rischio, allora concreto per l’Italia, di default finanziario.

Cos’è la riforma Fornero pensioni viene articolato nel decreto legislativo 201/2011, che venne convertito in legge (L. 214/2011) con l’appoggio dei maggiori partiti su cui poteva contare allora il Parlamento. L’ha votata un ampio schieramento, tra cui: PD, PDL e Unione di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia.

Le novità sulle pensioni della riforma Fornero sono ad oggi ancora in gran parte in vigore anche se con la Legge di Bilancio 2017 sono state introdotte modifiche che hanno garantito una parziale revisione dei requisiti imposti dalla legge Fornero.

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Per annullare gli effetti della riforma delle pensioni Fornero sono stati promossi anche alcuni referendum abrogativi che però non hanno mai trovato la strada per le urne. In particolare, quello proposto dalla Lega Nord è stato giudicato inammissibile dalla Consulta nel gennaio 2015.

Le novità contenute nella legge Fornero infatti non possono essere soggette a referendum in quanto intaccherebbero l’articolo 75 della Costituzione che impedisce consultazioni popolari sulle leggi tributarie e di bilancio.

Cosa cambia? Punti essenziali e novità della riforma pensioni

Una delle introduzioni e novità più importanti della legge Fornero è quella che impone il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo da parte di tutti i lavoratori. Mentre il primo viene calcolato sulla base dell’ultimo stipendio percepito, il secondo viene operato sulla base dei contributi versati nell’arco della sua carriera lavorativa.

Il cambiamento nelle modalità di calcolo intercorso con la riforma pensioni Fornero risulta favorevole per la finanza pubblica garantendo così un risparmio sulle uscite per prestazioni previdenziali. Si deve comunque sottolineare che già la legge Dini del 1995 richiedeva un passaggio al sistema contributivo ma con modalità meno brusche e con una tempistica maggiormente dilatata rispetto a quanto fatto dalla legge Fornero per le pensioni.

Inoltre la riforma pensioni della legge Fornero ha imposto il blocco degli adeguamenti per assegni superiori a tre volte il trattamento minimo nel biennio 2012-2013. La novità sulle pensioni è però stata oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale che nel 2015 ha dichiarato l’illegittimità della riforma in questo punto dando il via ai rimborsi per la mancata indicizzazione.

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In aggiunta, per indicare cos’è la legge Fornero deve essere citata l’abolizione della pensione di anzianità, sostituita con la pensione anticipata che permette di accedere all’erogazione dell’assegno solo sulla base degli anni di contributi e non per età anagrafica. Ad oggi il requisito è fissato a 42 anni e 10 mesi per uomini e a 41 anni e 10 mesi per donne e soggetti ad adeguamento alla speranza di vita.

Ulteriori novità introdotte dalla legge Fornero riguardano l’innalzamento dei versamenti per previdenza per: lavoratori agricoli, autonomi, artigiani e commerciati. La riforma delle pensioni ha anche determinato l’incorporazione nell’Inps di Inpdap e Enpals.

Novità, requisiti sull’età pensionabile

La novità della riforma pensioni del 2011 che più di tutti ha prodotto effetti importanti sui lavoratori italiani è stato certamente l’innalzamento dell’età pensionabile. La modifica introdotta dalla legge Fornero si è abbattuta infatti sui requisiti di anzianità anagrafica che determinano l’uscita dal mondo del lavoro per le quali si deve comunque aver maturato almeno 20 anni di versamenti previdenziali.

Dopo la riforma Fornero l’età necessaria per andare in pensione in virtù delle novità su cosa cambia con la legge del 2012 è descritta dalla tabella seguente:

Categoria201220172018
Uomini e donne del settore pubblico 66 anni 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi
Donne del settore privato 62 anni 65 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi
Donne autonome 63 anni e 6 mesi 65 anni e 9 mesi 66 anni e 3 mesi

Va però precisato che le età di pensionamento indicate sono quelle previste nel 2012 dalla legge Fornero. I requisiti anagrafici indicati sono infatti soggetti ad adeguamento in relazione alla speranza di vita e quindi sono soggetti a revisione nel corso degli anni. Novità a riguardo sono state fornite recentemente dalla Ragioneria dello Stato, con le previsioni su quando andare in pensione in futuro.

La legge Fornero per le pensioni ha imposta anche novità in materia di adeguamento alla speranza di vita. La prossima verifica sui requisiti per le pensioni è prevista proprio in virtù degli effetti della legge Fornero per il 2019 e da allora la frequenza con la quale viene effettuato il calcolo che avverrà ogni 2 anni invece di 3.

Riforma pensioni: il problema degli esodati

Una delle problematiche che è legata a cos’è la legge Fornero è quella relativa agli esodati. La categoria comprende al suo interno tutte quelle persone che a causa degli effetti delle novità della riforma pensioni del 2012 si sono trovate contemporaneamente senza lavoro e senza trattamento pensionistico per un periodo di tempo più o meno lungo.

Alcune persone infatti avevano deciso di lasciare il proprio lavoro in vista della pensione con i requisiti di accesso antecedenti la riforma del 2011. A causa del subitaneo cambiamento sui criteri d’accesso al trattamento pensionistico si sono ritrovate a non avere più un lavoro, né tanto meno una pensione una pensione. Le stime parlano di circa 350 mila lavoratori vittime delle mutata condizioni imputabili alla legge Fornero.

Per venire incontro alle esigenze degli esodati della riforme Fornero sulle pensioni sono state varate da vari governi ben 8 salvaguardie per attutire gli effetti imprevisti causati dal decreto “Salva Italia” del 2011.

Quali sono gli effetti delle novità sulla riforma delle pensioni

Un recente studio promosso dall’Inapp ha cercato di far luce ad anni di distanza sugli effetti della riforma Fornero, permettendo di comprendere meglio cos’è la legge del 2012 e cosa cambia per il mondo del lavoro. La ricerca indica come le novità sulle pensioni abbiano portato ad una diminuzione delle assunzioni stimata a poco oltre le 43 mila unità.

Le novità indicate dallo studio del 2017 dal titolo “Riforma delle pensioni e politiche di assunzione: nuove evidenze empiriche” ha avuto modo di mostrare come tra gli effetti della legge Fornero si registra anche un aumento del personale inserito all’interno di percorsi di formazione professionale.

La riforma Fornero sulle pensioni avrebbe portato il 2,2% delle imprese a rimandare assunzioni già programmate. I settori nei quali si è registrata una maggiore contrazione delle assunzioni a causa delle novità della legge Fornero sono quelli dei servizi finanziari e assicurativi, dei trasporti e dell’industria.

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