Francia, Corte dei conti: i sussidi alle rinnovabili hanno pesato per 26 miliardi in nove anni. Altri 87 miliardi sono già impegnati per il futuro.
Il sostegno pubblico alle energie rinnovabili in Francia ha ormai dimensioni tali da incidere in modo strutturale sui conti pubblici.
Il rapporto della Corte dei conti francese pubblicato il 17 marzo scorso offre una fotografia precisa: tra il 2016 e il 2024 il costo cumulato dei meccanismi di supporto a elettricità rinnovabile e biometano ha raggiunto 26,3 miliardi di euro, con una media annua di circa 2,9 miliardi. La dinamica però non è lineare. Dopo una fase di crescita fino a circa 6 miliardi annui, il sistema ha registrato un saldo negativo nel 2022 e 2023 — effetto diretto dell’esplosione dei prezzi energetici — per poi tornare a generare costi netti: 3,9 miliardi nel 2024 e una stima di 7,3 miliardi per il 2025.
Il punto centrale non è solo il flusso annuale già verificatosi, ma lo stock di impegni già assunti. I contratti di sostegno, che durano tipicamente vent’anni, generano obblighi finanziari di lungo periodo stimati in 87 miliardi di euro a fine 2024. Si tratta di impegni che sono fuori dal bilancio dello Stato francese, cioè non contabilizzati come debito immediato ma comunque vincolanti per la finanza pubblica negli anni futuri. Il loro valore effettivo dipenderà dall’andamento dei prezzi dell’energia, e più i prezzi di mercato saranno bassi, maggiore sarà l’esborso per lo Stato. Questo per come è strutturato il sistema di sussidio, basato su contratti alle differenze con un prezzo fissato mediamente alto. [...]
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