Proroga imposte 2020, secco no del MEF: lo Stato ha bisogno di soldi. Scadenza il 20 luglio

No alla proroga delle imposte sui redditi 2020, in scadenza lunedì 20 luglio: il MEF boccia il rinvio lungo dei versamenti a settembre. Lo Stato, anche considerando il calo delle entrate nel periodo di emergenza sanitaria, necessità di risorse, e le partite IVA sono un utile “tesoretto” per l’Erario.

Proroga imposte 2020, secco no del MEF: lo Stato ha bisogno di soldi. Scadenza il 20 luglio

Proroga delle imposte sui redditi al 30 settembre 2020, dal MEF un secco no al rinvio della scadenza ormai alle porte fissata al 20 luglio.

Per i titolari di partita IVA è una vera tegola la risposta fornita dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, nel corso dell’audizione in Commissione Finanze della Camera del 16 luglio 2020.

Il motivo dell’esclusione dell’ulteriore proroga lunga dei termini per i versamenti di Irpef, Ires ed Irap (qualora dovuta), così come imposte sostitutive, risiede in questioni di “cassa”: servirebbero 8,4 miliardi di euro per un’ulteriore rinvio della scadenza del 20 luglio 2020, risorse attualmente non disponibili.

Lo Stato necessita insomma di risorse e le partite IVA dovranno metter mano al portafogli, nonostante siano in tanti a lamentare la mancanza oggettiva di liquidità per pagare le imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi 2020.

Proroga imposte 2020, secco no del MEF: lo Stato ha bisogno di soldi. Scadenza il 20 luglio

Si chiude con una nota amara la querelle relativa alla proroga delle imposte sui redditi. Il termine di versamento di Irpef, Ires, imposte sostitutive - tra cui la flat tax dei forfettari - resta fissato al 20 luglio 2020.

Una scadenza che, si ricorda, è stata già oggetto di una lieve proroga rispetto al termine ordinario, fissato al 30 giugno 2020, per i titolari di partita IVA che esercitano attività per le quali sono approvati gli ISA.

La richiesta di una proroga lunga era motivata non solo dalla situazione economica critica, ma anche dall’impossibilità operativa, per molti intermediari, di procedere in tempo alla predisposizione della dichiarazione dei redditi 2020 dei propri clienti.

Gli adempimenti straordinari del periodo di emergenza (domanda per contributi a fondo perduto, richiesta dei prestiti garantiti dallo Stato, solo per fare due esempi) hanno bloccato l’attività ordinaria degli studi commerciali. Commercialisti in affanno, ma senza ascolto da parte del MEF.

Alla richiesta esplicita di indicazioni da parte dei deputati di Fratelli d’Italia, il Ministro Gualtieri scioglie definitivamente la riserva. La proroga al 30 settembre 2020 dei versamenti delle imposte sui redditi costa troppo: servirebbero 8,4 miliardi di euro, risorse che invece sono ora fondamentali per lo Stato.

Le casse dell’Erario hanno risentito in maniera pesante della proroga delle varie scadenze fiscali del periodo compreso tra marzo ed il mese di maggio. Ben 22 miliardi di euro in meno, che rientreranno soltanto a partire dal mese di settembre, periodo nel quale riparte a pieno regime la macchina del Fisco.

Nessuna nuova proroga delle scadenze del 20 luglio 2020. Resta la possibilità di moratoria su sanzioni ed interessi fino al 30 settembre

La risposta fornita dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non affronta il tema dell’ipotesi di moratoria sulle sanzioni per le partite IVA che pagheranno le imposte sui redditi in ritardo.

Una possibilità, o meglio sarebbe dire un impegno, approvato dalla Camera con l’ok all’Ordine del Giorno presentato dall’Onorevole Alberto Gusmeroli della Lega.

Una sorta di via di mezzo che, se da un lato non prevede una proroga omnibus dei versamenti Irpef ed Ires, dall’altro garantisce una sorta di “salvaguardia” per quei titolari di partita IVA impossibilitati a pagare entro il 20 luglio 2020.

Secondo quanto previsto dall’Ordine del Giorno approvato alla Camera, l’ultima ancora di salvezza per imprese e loro intermediari è rappresentata dalla disapplicazione di sanzioni ed interessi fino al 30 settembre 2020.

Un settembre che si preannuncia bollente sul fronte di scadenze e versamenti: il giorno 16 riprendono i pagamenti di imposte e contributi sospesi. Una mole di pagamenti ed adempimenti per i quali dal Viceministro Misiani arriva l’ipotesi di una rimodulazione.

Ipotesi, e non certezze.

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