Perché Ethereum scende ancora oggi: deflussi dagli ETF, la Fed di Warsh lascia i tassi fermi

Ufficio Studi Money.it

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Il prezzo cede l’1,7% e scivola sotto i 2.320 dollari, al terzo giorno di deflussi dagli ETF spot su ETH, mentre la Fed guidata da Kevin Warsh mantiene i tassi fermi al 3,75%-4% nella sua prima riunione da presidente.

Perché Ethereum scende ancora oggi: deflussi dagli ETF, la Fed di Warsh lascia i tassi fermi

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Scivola ancora, Ethereum. Nella tarda mattinata del 29 ottobre 2026 la criptovaluta tratta a 2.316,8 dollari, in calo dell’1,73% nelle ultime 24 ore, dopo aver toccato un minimo di 2.294,88 dollari. Ieri la chiusura era già arrivata a 2.355,15 dollari, in flessione rispetto al giorno prima: il movimento di oggi prosegue quindi un ribasso che dura da alcune sedute, non lo apre.

Il mercato guarda ancora agli ETF

Dietro la debolezza c’è un deflusso che va avanti da tre giorni dagli ETF spot statunitensi su Ether: è partito con quasi 89 milioni di dollari usciti il 26 ottobre, si è un po’ attenuato nei due giorni successivi - 60 milioni il 27, poco più di 21 il 28 - ma non si è ancora fermato. In tutto, circa 170 milioni di dollari in tre sedute, con l’ETHA di BlackRock, il fondo più grande del comparto, che da solo ne ha incassati quasi 45, in parte compensati da afflussi su altri prodotti concorrenti. Visto da più lontano, però, il quadro resta meno allarmante di come suona sulla carta: dal lancio dei prodotti i flussi netti cumulati restano ampiamente positivi, oltre 12,5 miliardi di dollari, con masse in gestione per 14,27 miliardi. La correzione di queste tre sedute si inserisce dentro un’adozione che, nel complesso, tiene ancora.

La Fed di Warsh lascia i tassi fermi

A pesare sul sentiment più ampio è anche la prudenza verso la politica monetaria americana. Il 28 ottobre la Federal Reserve ha reso nota la sua decisione, la prima guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh, confermato dal Senato USA a maggio in sostituzione di Jerome Powell. Nel comunicato ufficiale della Fed del 28 ottobre 2026 il FOMC ha lasciato l’intervallo obiettivo dei tassi fermo al 3,75%-4%, ribadendo che «l’inflazione resta elevata». Il voto, 10 a 2, non è stato unanime: le due consigliere dissenzienti, Lisa D. Cook e Beth M. Hammack, avrebbero preferito alzare i tassi di un quarto di punto, segno che dentro il board la preoccupazione sui prezzi resta viva. Con i tassi fermi e toni ancora cauti sull’inflazione, gli asset più sensibili al rischio - criptovalute comprese - hanno risposto con altrettanta cautela.

Il quadro più ampio, del resto, racconta la stessa storia: l’intero mercato delle criptovalute ha perso nelle ultime 24 ore tra l’1,3% e l’1,7% di capitalizzazione, il Bitcoin è sceso di oltre l’1,6%, e l’indice Fear & Greed di Alternative.me è scivolato su un livello neutro, molto peggio di una settimana fa. Il calo di oggi su Ethereum, insomma, non è un fatto isolato: è la correzione del comparto che si riflette, con un po’ più di intensità, su un titolo già indebolito dal proprio trend.

Il quadro tecnico

Il quadro tecnico, va detto, era fragile anche prima del dato sui tassi. Alla chiusura di ieri il prezzo viaggiava già sotto tutte le medie mobili di breve e medio periodo, ma restava sopra quella a 200 sedute, a 2.159,87 dollari: il tipo di divergenza che di solito indica una correzione dentro un trend di fondo ancora costruttivo, non un’inversione vera e propria. L’RSI a 37,7 raccontava la stessa debolezza, e il minimo toccato oggi si avvicina ormai alla banda inferiore di Bollinger, intorno ai 2.300 dollari: un’area che nelle prossime sedute dirà molto su quanto possa durare ancora la correzione.

C’è anche un fronte meno legato al prezzo e più alla tabella di marcia del progetto: diverse testate di settore hanno riportato nei giorni scorsi che l’Ethereum Foundation ha rinviato l’attivazione sul testnet Hoodi del prossimo aggiornamento, per problemi di compatibilità tra una proposta tecnica e alcuni contratti già esistenti. Non è stata ancora indicata una nuova data. Conta poco per chi guarda al prezzo di oggi, ma è il tipo di dettaglio che chi segue più da vicino la roadmap tecnica di Ethereum tiene d’occhio.

Il ribasso, va ricordato, dura ormai da settimane: lo avevamo raccontato in perché il prezzo di Ethereum è sceso del 14% in un mese e cosa prevedono ora gli analisti, che resta il riferimento più completo sulle cause strutturali di questa fase. Sul fronte Bitcoin, invece, è il nostro approfondimento Cosa c’è dietro il calo del prezzo del Bitcoin? a spiegare perché l’intero comparto si sia raffreddato proprio in questi giorni.

Un dettaglio che la cronaca delle ultime sedute rischia di far perdere di vista: su dodici mesi il bilancio di Ethereum resta positivo. Il ciclo ribassista delle ultime settimane pesa, ma non cancella da solo un anno di guadagni.

La vera domanda, più che quella sui tassi, riguarda proprio gli ETF: se i deflussi di queste tre sedute si esauriranno nei prossimi giorni, o se stanno diventando qualcosa di più di una semplice correzione tecnica.

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