Partite IVA, nessun aiuto per i professionisti: rinvio contributi bocciato dal Governo

Partite IVA, nuova tegola per i liberi professionisti: il Governo boccia la richiesta di rinvio delle scadenze per gli iscritti alle Casse private di previdenza. Il primo no alla delibera dei Consulenti del Lavoro.

Partite IVA, nessun aiuto per i professionisti: rinvio contributi bocciato dal Governo

Partite IVA, il Governo boccia il rinvio dei contributi per i liberi professionisti iscritti alle Casse private di previdenza.

Il primo secco no è arrivato all’Enpacl, ente di previdenza dei consulenti del lavoro, con la mancata approvazione da parte del MEF e del Ministero del Lavoro della delibera con la proroga delle scadenze per i contributi previdenziali.

Il motivo risiede nelle ripercussioni che potrebbe avere la proroga delle scadenze sul bilancio statale. Una motivazione che però non convince i professionisti titolari di partita IVA, già esclusi dai contributi a fondo perduto.

Partite IVA, nessun aiuto per i professionisti: rinvio contributi bocciato dal Governo

Le iniziative intraprese dalle Casse di previdenza dei liberi professionisti rischiano di fare un buco nell’acqua. Le delibere approvate negli ultimi mesi, ai fini della rideterminazione delle scadenze dei contributi, non trovano il via libera da parte dei Ministeri vigilanti.

Sebbene si tratti di Enti privati, le scelte adottate dalle Casse delle partite IVA iscritte agli albi diventano operative solo dopo l’approvazione del MEF e del Ministero del Lavoro. Un via libera che non c’è per quel che riguarda il rinvio delle scadenze per pagare i contributi previdenziali.

A denunciare la chiusura del Governo, l’ennesima contro le partite IVA iscritte a Casse private, è l’Associazione Nazionale Giovani Consulenti del Lavoro, che esprime “forte disappunto e biasimo”.

Una bocciatura disposta in quanto il rinvio delle scadenze per il versamento dei contributi dovuti dai liberi professionisti potrebbe avere un impatto negativo ed insostenibile per la finanza pubblica. Una motivazione che però non convince, guardando nello specifico alla situazione dell’Enpacl.

La Cassa di categoria dei consulenti del lavoro ha potuto sempre dimostrare di rientrare nei parametri di sostenibilità previsti dalla riforma Fornero. Ricordiamo infatti che la legge n. 201 del 2011 ha previsto l’obbligo per gli enti di previdenza privati di garantire la sostenibilità, con i saldi previdenziali, a 50 anni.

L’Enpacl, comunica l’Associazione Nazionale Giovani Consulenti del Lavoro, negli ultimi anni ha registrato un costante miglioramento sui saldi pensionistici. Perché quindi bocciare la delibera per il rinvio dei contributi?

La scelta del Governo e la chiusura a misure di aiuto per una grossa fette di partite IVA appare scarsamente condivisibile, anche considerando le difficoltà economiche causate dall’emergenza sanitaria.

Niente aiuti ai professionisti, contributi da pagare entro il 2020

Quella dei consulenti del lavoro è la prima delle delibere bocciate da MEF e Ministero del Lavoro, ma non sarà l’ultima, considerando le motivazioni alla base del diniego alla proroga delle scadenze contributive.

A chiedere il rinvio dei contributi e la rateizzazione lunga fino al 2022 sono stati, ad esempio, anche Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri ed architetti così come l’Enpav per i veterinari.

Come riportato dal Corriere, il problema principale risiede nel rinvio al prossimo anno o in alcuni casi al 2022 del termine per saldare la somma dovuta, come tra l’altro previsto per imposte e contributi INPS sospesi.

Pare che invece non vi saranno problemi per le delibere della Cassa dei commercialisti o dell’Enpam, che hanno disposto rinvii delle scadenze ma entro la fine del 2020.

Il quadro che emerge è però sconfortante. Le partite IVA iscritte ad enti di previdenza privati, dopo il no ai contributi a fondo perduto, il ritardo e le complicazioni per l’erogazione del bonus di 1.000 euro, si trovano a dover fare i conti con l’ennesima porta chiusa in faccia.

Una situazione per la quale si muove l’AdePP, chiedendo al Governo di aprire un tavolo di trattativa sul tema degli aiuti:

“Bisogna trovare una linea comune altrimenti si tramuterebbe in un provvedimento punitivo del governo nei confronti del mondo dei professionisti”, afferma il Presidente Olivetti.

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