Entro il mese di marzo l’Agenzia delle Entrate provvede alla definizione delle modalità attuative del pignoramento sprint sulle fatture elettroniche. Ecco le principali novità.
Entro il mese di marzo 2026 si attendono le disposizioni attuative del pignoramento su fatture elettroniche per tasse non versate.
Nuova rivoluzione nel mondo dei controlli fiscali antievasione, l’Agenzia delle Entrate punta sempre di più sul controllo della fatturazione elettronica in entrata e in uscita per la determinazione dell’ammontare delle entrate e per intercettare liquidità. Il tutto avvalendosi anche di algoritmi evoluti e Intelligenza artificiale per l’analisi dei dati.
Ecco cosa prevede la Legge di Bilancio 2026 per effettuare i pignoramenti sulle fatture elettroniche.
Controlli fiscali su fatture, scambio dati per il pignoramento
L’adozione della fattura elettronica obbligatoria consente un monitoraggio costante dell’attività delle partite Iva. L’utilizzo dei dati diventa sempre più meticoloso e soprattutto ha diverse sfaccettature. Se in passato si mirava a ricostruire il volume d’affari e individuare discrepanze con le dichiarazioni, ora si fa un passo ulteriore, diventa strumento per il pignoramento.
L’attenzione è puntata sull’ammontare delle fatture in entrata in modo da pignorare le somme al fine di pagare i “debiti” con il Fisco.
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La Legge di Bilancio 2026, articolo 1, comma 117, ha introdotto importanti novità per la riscossione forzata delle imposte non versate. Entro il mese di marzo 2026 si provvede alle disposizioni attuative con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il meccanismo di controlli fiscale anti-evasione sarà attivo.
Le nuove disposizioni prevedono che L’Agenzia delle Entrate debba mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ADER, gli introiti fatturati dai titolari di partita Iva in modo che quest’ultima possa individuare potenziali crediti da pignorare per imposte non versate.
I nuovi controlli fiscali saranno mirati a intercettare liquidità ancor prima che la stessa entri nelle tasche dei contribuenti.
Si prevede che l’Agenzia delle Entrate attingendo al database formato da fatture elettroniche, debba trasmettere semestralmente all’Agenzia Entrate-Riscossione i dati della somma dei corrispettivi delle fatture, emesse nel semestre precedente dai debitori iscritti a ruolo (tra i quali sono compresi i debitori di somme derivanti da accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati in riscossione ad Agenzia delle Entrate-Riscossione), ma anche dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso acquirente o committente.
Attenzione ai pagamenti periodici per l’attività di riscossione
Tali dati erano già utilizzati da Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate in ottica antievasione, ma mai erano stati oggetto di un vero e proprio pignoramento delle somme da terzi al fine di riscuotere coattivamente le somme.
Particolare attenzione sarà posta ai pagamenti periodici. Su tali soggetti sarà concentrata in modo prevalente l’attività di riscossione. A costoro sarà notificato l’atto di pignoramento avente a oggetto debiti non pagati.
Su tali flussi l’Agenzia Entrate-Riscossione avvia, quindi, le procedure esecutive. Per i contribuenti questo potrebbe tradursi in una perdita di liquidità e quindi anche in difficoltà economiche, ma di fatto si tratta di uno strumento mirato a una più facile e certa riscossione.
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