Detrazione Iva per le fatture a cavallo d’anno 2025-2026, arrivano i chiarimenti dell’UE

Nadia Pascale

17 Febbraio 2026 - 10:30

Storica sentenza dell’Unione Europea: la detrazione Iva per le fatture a cavallo d’anno è un diritto. É vietato ai Paesi Membri negare la detrazione.

Detrazione Iva per le fatture a cavallo d’anno 2025-2026, arrivano i chiarimenti dell’UE

L’Unione Europea con una storica sentenza cambia le regole per la detrazione Iva per le fatture a cavallo d’anno 2025-2026, per i titolari di partita Iva vi è un allineamento tra la conclusione delle operazioni e la detrazione Iva.

Un’impresa può ridurre l’Iva dovuta allo Stato con quella già versata sui beni o servizi acquistati nell’ambito della propria attività economica. Questo processo, detrazione Iva sugli acquisti, è importante nell’ambito della pianificazione fiscale dell’azienda.
Ma come funzionano le fatture a cavallo d’anno? Cosa prevede la normativa italiana e cosa stabilisce la sentenza Ue T-689/24 dell’11 febbraio 2026?

Fatture a cavallo d’anno, cosa sono e come sono trattate fiscalmente

Principio generale del nostro ordinamento è che per poter detrarre l’Iva sugli acquisti è necessario sia stata ricevuta e contabilizzata la fattura elettronica relativa a tali operazioni. Possono aversi dei dubbi interpretativi per le fatture a cavallo d’anno, dubbi generati da fatture per acquisti di un anno diverso rispetto all’anno in cui sono contabilizzate.

É noto che la fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dal momento dell’operazione, la fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui l’operazione è conclusa. La regola generale prevede che la fattura ricevuta e annotata entro il giorno 15 del mese successivo può essere considerata nella liquidazione del mese precedente, se l’operazione è stata effettuata in tale mese. L’ultima parte dell’art. 1, comma 1, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100, stabilisce un’eccezione di fondamentale importanza: la disposizione non vale per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente.

Questo vuol dire che possono esservi operazioni del 2025 per le quali le fatture sono state contabilizzate a inizio del 2026, come ci si regola in questi casi? A porre un freno ai dubbi arriva una sentenza dell’Unione Europea, la T-689/24 dell’11 febbraio 2026.

Detrazione Iva fatture a cavallo d’anno: divieto di negare la detrazione

Nella sentenza si ribadisce il principio per cui diritto alla detrazione è un principio fondamentale che non può essere limitato da vincoli formali sproporzionati. I giudici semplificano stabilendo che la detrazione dell’Iva sugli acquisti deve essere riconosciuta per le fatture a cavallo d’anno se la fattura è disponibile prima della presentazione della dichiarazione Iva.

Ad esempio, in Italia la dichiarazione Iva 2026 relativa al 2025 deve essere presentata entro il 30 aprile 2026. Se la fattura per un’operazione a cavallo d’anno è a disposizione del contribuente prima di tale data, deve essere riconosciuta la detrazione Iva per l’anno in cui in effetti l’operazione si è compiuta.
L’Unione Europea va oltre e stabilisce il divieto di negare la detrazione.

In realtà tale principio è già contenuto nella Legge di Delega alla riforma fiscale, ma di fatto questa parte della delega ancora non è stata attuata e di conseguenza in Italia continuava a essere in vigore il principio per cui la detrazione deve avere in considerazione l’anno di contabilizzazione e registrazione della fattura e non quello di reale competenza dell’operazione. Ora l’Italia non ha più tempo per adeguare la normativa e deve attuare le nuove disposizioni.

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