Conservazione fatture elettroniche, occhio alla scadenza del 31 gennaio 2026

Nadia Pascale

26/01/2026

Conservazione fatture elettroniche, attenzione a questo adempimento da disporre entro il 31 gennaio 2026. Per la prima volta anche i forfettari sono tenuti a tale obbligo.

Conservazione fatture elettroniche, occhio alla scadenza del 31 gennaio 2026

Entro il 31 gennaio 2026 è necessario porre in conservazione le fatture elettroniche del 2024, per la prima volta l’obbligo tocca anche i contribuenti in regime forfettario. Sempre entro il 31 gennaio è possibile modificare l’elenco delle fatture elettroniche per le quali versare l’imposta di bollo.

Ecco gli adempimenti per la conservazione delle fatture elettroniche e imposta di bollo a cui devono prestare attenzione i titolari di partita Iva entro il 31 gennaio 2026.

Conservazione fatture elettroniche: cos’è

Entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi è necessario provvedere alla conservazione delle fatture elettroniche. Il termine di presentazione della dichiarazione 2024 è scaduto il 31 ottobre 2025 (presentazione dichiarazione Redditi) ne consegue che entro il 31 gennaio è necessario provvedere alla disposizione della conservazione delle fatture elettroniche.

Il contribuente può utilizzare un software di conservazione “a pagamento” registrato presso AGID (Agenzia per l’Italia digitale), messo a disposizione da un intermediario di fiducia, oppure può provvedere attraverso il sistema di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate disponibile nella sezione “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

La fattura elettronica è un sistema di fatturazione che prevede la trasmissione della stessa attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Questo transito consente al Fisco di tracciare tutte le operazioni e, quindi, di contrastare l’evasione fiscale. Non basta solo tale transito, occorre anche conservare le fatture e la conservazione cartacea di fatto è stata soppiantata dalla conservazione digitale, ma attraverso piattaforme che abbiano determinati requisiti.
Si ricorda che le fatture elettroniche devono avere le caratteristiche della immodificabilità, integrità, autenticità e leggibilità.

Accordo di servizio conservazione fatture elettroniche

Per disporre la conservazione delle fatture elettroniche tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è necessario sottoscrivere l’accordo di servizio. Una volta effettuata tale adesione, la conservazione delle fatture elettroniche tramite il portale è automatica e di fatto in ogni momento è possibile accedere attraverso il portale “fatture e corrispettivi” allo storico.

Una volta aderito al sistema di conservazione, il contribuente può scegliere anche la retroattività di tale servizio e quindi importare nel sistema le fatture emesse in data antecedente all’adesione. In questo caso è necessario anche indicare da quale data antecedente aderire al sistema di conservazione dell’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo di conservazione è valido per 10 anni.
Si può accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” con Spid, Cie o Cns.

Conservazione fatture elettroniche e regime forfettario

Per chi ha aderito al regime forfettario, l’obbligo di conservazione da disporre entro il 31 gennaio 2026 è una novità. Infatti, da gennaio 2024 è obbligatoria la fatturazione elettronica per tutti i contribuenti in regime forfettario, quindi, la prima scadenza utile per disporre la conservazione obbligatoria cade il 31 gennaio 2026.

C’è però da dire che per chi ha aperto la partita Iva in questi ultimi anni, fin da subito viene disposto da commercialisti, intermediari il sistema di conservazione delle fatture elettroniche, quindi, tutto avviene in modo automatico. Basta verificare con il proprio professionista o intermediario di fiducia che sia stato predisposto il servizio di conservazione delle fatture elettroniche.

Imposta di bollo fatture elettroniche, entro il 31 gennaio la modifica dell’Elenco B

Disporre la conservazione delle fatture elettroniche relative al 2024 non è l’unico obbligo a cui devono adempiere i contribuenti titolari di partita Iva entro il 31 gennaio.
Ricordiamo, infatti, che, i contribuenti che devono versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del quarto trimestre 2025, entro il 31 gennaio possono modificare gli elenchi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento deve essere effettuato entro il 2 marzo 2026 (la scadenza naturale sarebbe il 28 febbraio, ma è un sabato e il versamento slitta al primo giorno utile non festivo).

L’imposta di bollo è dovuta per ogni fattura che riporta al suo interno un importo escluso, esente o fuori campo IVA per un valore superiore a 77,47 euro. Entro il 15 gennaio sono stati pubblicati gli elenchi delle fatture elettroniche emesse nel quarto trimestre 2025 riportati in 2 elenchi:

  • Elenco A (immodificabile) con i dati delle fatture elettroniche che riportano la dicitura richiesta sull’assolvimento dell’imposta di bollo;
  • Elenco B (modificabile entro il 31 gennaio 2026) con l’elenco delle fatture elettroniche per le quali secondo il contribuente non è dovuta l’imposta di bollo, mentre l’Agenzia ritiene siano dovute.

Entro il 31 gennaio il contribuente, anche tramite intermediario può:

  • accettare l’Elenco B dell’Agenzia delle Entrate ed effettuare il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture indicate e non contrassegnate;
  • eliminare i documenti segnalati dall’Amministrazione finanziaria, fornendo, in sede di eventuale verifica, le relative motivazioni;
  • inserire fatture non considerate nella lista.

Come ricordato, il versamento con il modello F24 deve essere effettuato entro il 2 marzo 2026.

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