In Ue siamo secondi solo alla Grecia per quota di lavoratori in proprio, mentre Francia e Germania hanno più dipendenti. Intanto le nuove partite IVA arrancano.
Una Repubblica fondata sul lavoro, in buona parte autonomo.
L’Italia è notoriamente un Paese di piccole (meno di 50 dipendenti) e microimprese (sotto i dieci), con un tessuto produttivo largamente costituito da artigiani, commercianti, agricoltori e professionisti. Un popolo di lavoratori indipendenti molto più vasto rispetto alle altre principali economie europee, che hanno una maggiore presenza di grandi aziende e una diffusione più ampia del lavoro dipendente.
Non è un principio che vale sempre anche se di fatto, salvo appunto qualche eccezione, gli Stati che si basano maggiormente sul lavoro dipendente tendono ad avere un alto Pil pro capite; al contrario, dove è più diffuso il lavoro autonomo l’economia è di solito meno forte. L’Italia rientra in questa seconda categoria, dato che ha una quota di lavoratori autonomi, sia uomini, sia donne, inferiore in Europa soltanto a quella della Grecia. [...]
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