Chi evade più tasse in Italia? La classifica 2026

Patrizia Del Pidio

12 Giugno 2026 - 14:00

Chi evade di più le tasse in Italia? Basandoci sulle dichiarazioni 2025, quali sono le partite Iva e i professionisti che dichiarano meno di quello che guadagnano?

Chi evade più tasse in Italia? La classifica 2026

Le dichiarazioni dei redditi 2025 mostrano quali sono i profili di rischio maggiori per l’evasione fiscale. Chi evade più tasse in Italia? A rispondere a questa domanda sono i dati del dipartimento Finanze del ministero del Tesoro sulle dichiarazioni 2025 (anno di imposta 2024) che evidenziano che esistono categorie che dichiarano redditi troppo bassi rispetto al giro di affari che hanno. In particolare ci sono settori in cui solo il 30% degli operatori riesce a superare l’esame delle tasse, mentre in altri la maggior parte dei contribuenti risulta in regola con l’Erario.
L’evasione delle tasse, quindi, è una questione di categoria professionale? La mappa del rischio evasione fiscale disegna delle zone vastissime di evasione con professionisti e attività commerciali che dichiarano cifre irrisorie, a cui è difficile credere (figuriamoci se ci crede il Fisco).

Il voto nell’affidabilità della dichiarazione ha una soglia minima individuata nell’8 che nelle pagelle fiscali sta a indicare proprio il minimo per ritenere affidabile la dichiarazione stessa.

Ristoratori, venditori ambulanti, panettieri, tassisti, servizi di Ncc e concessionarie d’auto sono solo alcuni dei contribuenti che il Fisco, in base alle dichiarazioni 2025, ritiene inaffidabili.

Chi sono i meno virtuosi nella classifica?

Gli affidabili del Fisco

Le dichiarazioni 2025 confermano una netta distinzione tra categorie professionali affidabili e meno affidabili fiscalmente. Tra le categorie che rimangono nelle regole del Fisco troviamo i medici, i commercialisti, i consulenti del lavoro, gli ingegneri e coloro che esercitano professioni sanitarie.

Anche se negli ultimi anni l’affidabilità fiscale delle partite Iva è in aumento (ma di questo si deve ringraziare il concordato preventivo biennale) ci sono ancora categorie che tendono ad allontanarsi dalle regole e per questo hanno un’affidabilità fiscale in netto calo.

Come abbiamo detto, nell’affidabilità fiscale, la sufficienza è rappresentata da un punteggio ISA di almeno 8. I redditi dei contribuenti con Isa superiore a 8 hanno un divario molto ampio con i redditi di chi ha punteggi inferiori all’8.

Un esempio è dato dai medici, la categoria più affidabile del 2025:

  • quelli con ISA superiore all’8 in media dichiarano un reddito annuo di 102.800 euro;
  • quelli con ISA inferiore all’8 dichiarano in media un reddito annuo di soli 37.000 euro.

Distanze simili si riscontrano per i commercialisti: con punteggio superiore all’8 dichiarano in media 139.200 euro, con punteggio inferiore il reddito medio dichiarato è di 50.900 euro.

Lo stesso scostamento si registra per i dentisti. In questa categoria il 57,7% ha una valutazione superiore a 8 e dichiara in media 105.400 euro, il restante 42,3%, però, con punteggio inferiore all’8 dichiara in media 42.700 euro.

Le categorie più sospette

I peggiori nell’affidabilità fiscale sono ristoratori, ambulanti, tassisti, noleggiatori con conducente (Ncc) e concessionarie. Per i ristoratori i redditi dichiarati oscillano da una media di 65.400 euro per i più affidabili a una di 15.600 per i meno affidabili. Lo scarto tra i redditi, come si può notare, è particolarmente marcato.

Il calo più evidente è quello delle farmacie che registrano una flessione del 20,3% rispetto all’anno prima. Il dato delle farmacie, però, va letto con qualche precauzione perché si deve considerare che il fatturato delle farmacie è interamente tracciato grazie alle detrazioni sanitarie che i clienti chiedono. L’arretramento dei guadagni in questo settore va letto come un ridimensionamento del fatturato dopo i volumi molto elevati del periodo pandemico.

Un arretramento è stato registrato anche da altre categorie come:

  • tabaccai -6,3%;
  • bar e pasticcerie -2,6%;
  • negozi di arredamento -1,3%;
  • macellai -1,2%.

Come si decide l’affidabilità?

In Italia ci sono quasi 6 milioni di partite Iva e piccole imprese che pagano le tasse annualmente sulla base delle dichiarazioni degli anni precedenti, anche se, grazie all’avvento della fattura elettronica non sarebbe difficile adottare un sistema pagamento per cassa dichiarando quello che si incassa e quello che si spende mese per mese, calcolando la differenza tra le due voci. Tuttavia, il pagamento avviene l’anno successivo.

L’algoritmo determina l’affidabilità fiscale di ciascun contribuente analizzando il dichiarato degli ultimi 5 anni dando un voto (dall’8 in poi si è affidabili, dal 6 in giù si è oggetto di controlli preventivi). Ma anche l’algoritmo può sbagliare pensando che sia affidabile chi da sempre dichiara meno e svolge parte dell’attività in nero e che sia non affidabile chi, magari, per un anno si trova a dichiarare meno per qualsiasi motivazione (malattia, maternità, spese straordinarie, entrate inferiori a quelle degli anni precedenti).

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