Le professioni sanitarie rimangono i lavori più redditizi da svolgere con partita IVA, ma crescono anche i lavori digitali e manuali dei professionisti.
Recentemente è stata condotta un’indagine per analizzare quali sono le professioni più redditizie da svolgere con la partita IVA, tenendo conto del fatturato medio annuo percepito dai lavoratori e dalla crescita registrata nell’ultimo anno.
Dai dati emerge una predominanza delle professioni sanitarie che risultano altamente specializzate e difficilmente sostituibili. Seguono attività di intrattenimento e produzione audio-visiva, e poi anche professioni tecniche come elettricisti e idraulici spinti in particolare dalla transizione energetica.
Vediamo la classifica dei lavori con partita IVA che permettono di guadagnare di più in Italia e quali sono le professioni in maggiore crescita nell’ultimo anno.
Partita IVA, quali sono le professioni più redditizie in Italia?
Secondo un’indagine della tech company Fiscozen, condotta su oltre 40mila partite IVA, le professioni più redditizie riguardano non solo l’ambito sanitario (difficilmente sostituibile dall’AI, al momento), ma anche professioni che richiedono competenze altamente specializzate o tecniche. Il digitale e i social stanno prendendo piede anche nella libera professione, con una crescita particolarmente significativa registrata negli ultimi anni. L’indagine fotografa i settori con i fatturati medi più alti e quelli in maggiore crescita.
Nella classifica delle professioni più redditizie da svolgere con partita IVA ci sono:
- medici specialisti e della diagnostica, tra i quali cardiologi, psichiatri, pediatri, ginecologi e radiologi, che conseguono un fatturato medio annuo di 58.365 euro;
- attività di produzione cinematografica, video e programmi tv, che ottengono mediamente 40.822 euro all’anno;
- elettricisti specializzati in impiantistica civile e industriale, spinti dai bonus edilizi e dalla transizione energetica, con un fatturato medio di 40.062 euro all’anno;
- influencer e content creator, che raggiungono un fatturato medio di 39.947 euro all’anno in crescita del 23% rispetto all’anno precedente;
- attività di ingegneria, che guadagnano mediamente 39.136 euro l’anno;
- dentisti e odontoiatri, anch’essi difficilmente sostituibili, percepiscono circa 38.242 euro l’anno;
- infermieri con un fatturato medio pari a 37.470 euro l’anno (solo per la libera professione).
Bisogna sottolineare che, anche nella libera professione, esiste un gap di genere: gli uomini guadagnano mediamente il 18,3% in più delle donne, ovvero circa 3.343 euro annui. Solo nel settore alloggio e ristorazione le donne riescono a guadagnare mediamente di più rispetto agli uomini.
Le maggiori differenze si registrano nel settore manifatturiero, mentre nell’istruzione si è più vicini alla parità di genere.
Le professioni in maggiore crescita
L’indagine della tech company analizza anche i settori che registrano la crescita maggiore nell’ultimo anno: spiccano gli influencer e content creator, che occupano il quarto gradino del podio e registrano una crescita del +23% rispetto al 2024. Nel corso del 2025 hanno registrato una crescita significativa anche gli operatori immobiliari per conto terzi (+17,6%), i formatori sportivi (+15,7%) e gli agenti assicurativi (+15%).
In attesa di dati più aggiornati e ufficiali sulle nuove aperture di partita IVA dopo la riforma dei Codici Ateco, tra le professioni più ambite ci sono quelle di consulenti imprenditoriali e gestionali, pubblicitari, psicologi e psicoterapeuti.
Un mercato del lavoro in continua evoluzione
Un libero professionista su due sceglie di aprire la partita IVA per avere una maggiore flessibilità e libertà nel proprio lavoro, ma anche per mantenere un maggiore controllo sul tempo e sulle risorse a disposizione. Anche la Generazione Z sembra preferire la libera professione rispetto al lavoro dipendente e sono i dati stessi a confermare questa inversione di tendenza.
Come ha spiegato il CEO di Fiscozen, Enrico Mattiazzi: “La partita IVA non è più un’alternativa al posto fisso, ma una scelta consapevole per costruire un percorso accelerato e personale”.
Il mercato di oggi premia l’iper-specializzazione, come confermano i dati sulla crescita di figura digitali (infleuncer e content creator) a fianco di professionisti sanitari (cardiologi, ginecologi, ecc). “È il segnale che i giovanissimi vedono nella libera professione un modello davvero allineato ai loro valori: meritocrazia, flessibilità e armonia tra vita e lavoro -, prosegue Mattiazzi -. Non è solo una questione di fatturati, ma della libertà di essere padroni del proprio percorso lavorativo”.
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