Mutui: BCE conferma tassi bassi ai minimi, ma fino a quando?

La BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse ai minimi storici. Per quanto tempo ancora sarà possibile approfittare dei tassi bassi e sottoscrivere un mutuo o una surroga a condizioni così favorevoli?

Mutui: BCE conferma tassi bassi ai minimi, ma fino a quando?

Senza troppe sorprese, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di interesse. Il tasso principale resta fermo a 0,00%, quello sui prestiti marginali allo 0,25%, mentre il tasso sui depositi rimane a -0,50%.

La novità più importante presa oggi dal Consiglio direttivo riguarda il cosiddetto PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme, che sarà incrementato di 600 miliardi di euro e portato a 1.350 miliardi di euro fino a metà 2021, ovvero fino a quando non ci saranno segnali di ripresa dell’inflazione.

Riunione BCE: quali conseguenze sui mutui?

Nonostante lo scenario internazionale dovuto all’emergenza coronavirus, il mercato bancario, e in particolare quello creditizio, sta rispondendo positivamente. Gli istituti di credito hanno liquidità a sufficienza e le richieste di mutui sono supportate da ottime offerte bancarie.

Chi desidera comprare casa con un mutuo o vuole trasferire il vecchio finanziamento in una nuova banca tramite la surroga, oggi può ottenere condizioni molto vantaggiose con tassi a partire da 0,20% (simulazione di un mutuo a tasso variabile della durata di 10 anni e LTV inferiore al 50%).

I tassi dei mutui rimarranno convenienti a lungo?

In seguito alla decisione della BCE di lasciare fermi i tassi di interesse, gli indici di riferimento dei mutui, dunque, continueranno a rimanere a livelli molto bassi. In particolare l’Euribor, il parametro dei mutui a tasso variabile, non dovrebbe subire improvvisi rialzi nel prossimo periodo, per la gioia di chi sta pagando un mutuo con rata indicizzata.

Oggi, la scadenza trimestrale dell’Euribor è scesa a -0,34, registrando il valore più basso degli due mesi, mentre l’Euribor a 1 mese, dopo un periodo di costanti rialzi, è sceso nuovamente in zona -0,50, tornando ai livelli di marzo.

I tassi IRS, il riferimento interbancario dei mutui a tasso fisso, in controtendenza, nelle ultime sessioni sta registrando un aumento, portandosi ai livelli di aprile, quando tutte le scadenze Eurirs erano in territorio positivo.

Oggi, l’IRS a 10 anni è l’unica durata ancora negativa (-0,03), mentre la scadenza a 30 anni, utilizzata come parametro per calcolare la rata dei mutui di pari durata, è attualmente pari a 0,14, in aumento di 10 punti base nel corso dell’ultima settimana.

Nonostante, il leggero rialzo degli indici IRS, chi vuole sottoscrivere un mutuo o una surroga a tasso fisso, oggi ha la grande opportunità di bloccare la rata ai tassi storicamente più convenienti di sempre.

Ad esempio, sottoscrivendo un mutuo di 130.000 euro in 25 anni, si pagherebbe una rata di 475,36 euro, che corrisponde ad un tasso dello 0,75%, per un totale da rimborsare alla banca di 142.608 euro, solamente poco più di 500 euro all’anno di interessi.

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