Mercati azionari, ecco come guadagnare di più (e rischiare di meno)

Stefano Masa

27 Marzo 2024 - 16:01

Guardando ai mercati azionari internazionali è possibile individuare un sottostante che abbia rappresentato un giusto compromesso tra rendimento e rischio sostenuto.

Mercati azionari, ecco come guadagnare di più (e rischiare di meno)

Investitori non ci si improvvisa. Potrebbe apparire scontato, ma, oggi, guardando alla moltitudine di informazioni alla portata di tutti, il tema degli investimenti e della loro stessa comprensione sembra essere una banalità.

Si parla della necessità di introdurre l’ormai sempre più diffusa e denominata educazione finanziaria, ma, sovente, si tralascia l’aspetto fondamentale di dover, invece, diffondere il vero senso alla base di questa sconosciuta materia: quello di consapevolezza finanziaria. Questa, che per molti potrebbe risultare una sottile differenza, invece, rappresenta il più importante ostacolo da affrontare e superare.

Di fatto, un soggetto “educato” può, talvolta, non corrispondere ad un soggetto “consapevole” di quanto dovrebbe aver appreso. Basta ricordare quelle situazioni di verifica in ambito scolastico che, seppur capitolate in una insperata sufficienza riscontravano, nelle successive giornate, il vuoto più totale.

In tal caso, la formale veste di studente vedeva certificato il superamento della prova sostenuta, ma, la realtà dei fatti, invece, riportava lo stato di un fanciullo privo di conoscenza. Consolidata questa potenziale distonia tra l’essere educati e l’essere consapevoli, dal punto di vista finanziario, la più stretta conseguenza che ne deriva è sinonimo di una pressoché certa bocciatura ovvero: la perdita di denaro.

Pertanto, al fine di poter ovviare all’equivoco tra il sapere ed il pensare di sapere, in sede di una possibile scelta di investimento, si ritiene maggiormente utile perseguire un approccio che mira all’ottenimento di informazioni oggettive che, nella fattispecie della cosiddetta finanza, sono rappresentate dai numeri; a corollario di questi, poi, e solo poi (se necessari) giungeranno tutti gli altri aspetti di natura soggettiva individuabili mediante i consueti report, outlook, giudizi e quant’altro. Lo ribadiamo: alla base, prima, ci sono i numeri. E proprio di numeri, numeri molto interessanti, quest’oggi tratteremo.

Sembra non fare più notizia il continuo andamento rialzista dei mercati azionari. Dovunque lo sguardo possa ricercare informazioni si trovano stime in ottica di nuovi record e, raramente, qualche sporadica raccomandazione alla prudenza che, apparentemente, risulta per lo più dettata da un raro buon senso (soggettivo).

È facile in questo momento poter trarre le conclusioni (ex post) a seguito dei significati rialzi e, parallelamente, è difficile trovare qualcosa di maggiormente performante rispetto all’attualità. Fatta eccezione dei singoli titoli. In questa odierno approfondimento, noi, vogliamo invece riportare l’attenzione su alcuni pilastri portanti che sorreggono una solida asset allocation.

Consapevoli (finanziariamente) dell’abituale tripartizione in capo alle singole asset class (equity, bond e commodities), ad esse, inoltre, si è fatta spazio per la new entry alternative. È ovvio come lo “storico tridente” rappresenti - ancora - il nocciolo duro di un portafoglio (cd. componente core) lasciando alle restanti soluzioni di investimenti una residuale marginalità (cd. componente satellite). A tutto questo, però, molto spesso, viene sottovalutata (tralasciandone quindi l’investimento) la fonte più ambita che genera alpha o più semplicemente ricercato valore aggiunto.

Per poter riscoprire (o scoprire) questo nascosto tesoro, è inutile sottolinearlo, ma sono necessarie svariate ore di attività di ricerca, approfondimento e soprattutto verifica dei numeri verosimilmente infiniti.

Oggi, un primo elemento, l’abbiamo voluto porre all’attenzione di tutti di voi partendo da un quesito: guardando ai mercati azionari internazionali è possibile individuare un sottostante che abbia rappresentato un giusto compromesso tra rendimento e rischio sostenuto?

Teoricamente, la risposta migliore sarebbe quella che riscontra un elevato ritorno assumendo un rischio contenuto. Ma, come detto, questa è teoria. Domanda: e se, invece, questo binomio win win fosse presente e sotto gli occhi di tutti? Bene. La risposta che forniamo è questa: c’è, esiste, è reale e, come si può immaginare, non è conosciuto ai molti. Moltissimi possiamo dire. Stiamo parlando di un indice azionario, internazionale, settoriale che, anche dal punto di vista razionale, trova una sua ragion d’essere nella vita di tutti i giorni. Pertanto, nulla a che vedere con opportunità futuristiche, AI, cyber security, eccetera, ma, bensì, solo e semplicemente i nostri consumi quotidiani.

Fonte: MSCI Index Factsheet Fonte: MSCI Index Factsheet Feb 29, 2024

Nello specifico si tratta del noto (ai pochi) MSCI World Consumer Staples Index che, riprendendo una sua descrizione estratta da un comune documento contenente le informazioni chiavi sottostanti a tale strumento oggetto di investimento, riporta: «concepito per riflettere l’andamento delle azioni quotate di alcune società in vari paesi sviluppati. Le azioni sono emesse da società operanti nel settore dei beni principali di consumo. Il settore dei beni principali di consumo comprende, ad esempio, i prodotti alimentari, la vendita al dettaglio di prodotti alimentari e i prodotti per la casa e per l’igiene personale. La ponderazione di una società nell’indice dipende dalla sua capitalizzazione relativa, determinata in funzione del valore complessivo del flottante (azioni prontamente disponibili) di una società rispetto a quello delle altre società».

Guardando al dettaglio della scheda informativa del provider MSCI i sopracitati paesi sviluppati sono 23 ossia «Australia, Austria, Belgium, Canada, Denmark, Finland, France, Germany, Hong Kong, Ireland, Israel, Italy, Japan, Netherlands, New Zealand, Norway, Portugal, Singapore, Spain, Sweden, Switzerland, the UK and the US» mentre, la tipologia di società, sono le consuete large e mid cap.

Comparazione MSCI World Usd (linea rossa) e MSCI World Consumer Staples Index (linea blu) Comparazione MSCI World Usd (linea rossa) e MSCI World Consumer Staples Index (linea blu) Grafico giornaliero 2000/2024

Svelato “il cosa”, ora, è doveroso “il quanto” di questo sconosciuto “artificio finanziario”. Raffrontando le serie storiche dell’indice MSCI World Usd con quelle del competitor settoriale, il parallelismo è oggettivamente a vantaggio di quest’ultimo.

Partendo dal gennaio 2000: il sottostante azionario internazionale mondiale passa da quota 1.420 agli attuali 3.400 punti. Viceversa, il ritrovato World Consumer Staples Index, vede i propri valori lievitare da area 84 agli odierni 282 punti. A voi il commento. Inoltre, se quest’arco di tempo fosse troppo ampio, anche in occasione di un più circoscritto e recente orizzonte (2010-2022) la performance settoriale (da 116 a 278 punti) evidenzia il sopravvento rispetto a quella della compagine azionaria (da 1.166 a 2.607 punti).

Solo comprendendo lo scorso anno si può riscontrare un avvicendamento al primo posto (MSCI World capofila) di questa gara a due. Sdoganata l’efficienza in termini quantitativi (rif. performance), adesso, è necessaria una sintesi - oggettiva – in ambito qualitativo (rif. rischio). Sempre dalla scheda informativa di MSCI emergono i seguenti valori percentuali di deviazione standard annualizzata contestualizzati a specifici time frame (tre, cinque e dieci anni): 13,58%, 13,39% e 11,79% per il World Consumer Stample versus i 17,05%, 18,05% e 14,90% del macro indice World.

Anche in questo caso, a voi il commento.

Oggi, con i numeri alla mano, abbiamo cercato di sopperire ad una eventuale mancanza di consapevolezza finanziaria nonostante ci siano moltissimi e svariati maestri dediti alla unica e sola educazione. Osservando questi ultimi anni, la crescita dei mercati azionari ha, di fatto, sopperito e rafforzato la credenza di sapere attraverso guadagni inaspettati, ma, tutto questo non può continuare all’infinito. Iniziamo, subito, adesso, a renderci conto di questa, presente, realtà. Se così non fosse, l’alternativa, è subito svelata: copiose perdite di denaro.