Manifestazione centrodestra 2 giugno: multe in arrivo per Meloni e Salvini?

La protesta contro il Governo è sfuggita di mano trasformandosi in un vero e proprio corteo. Partecipanti e organizzatori rischiano una multa salata per divieto di assembramento, ma per la Meloni è un’ingiustizia. Cosa è successo.

 Manifestazione centrodestra 2 giugno: multe in arrivo per Meloni e Salvini?

In occasione della Festa della Repubblica il centrodestra all’opposizione ha organizzato una manifestazione in Piazza del Popolo a Roma contro il Governo e la cattiva gestione dell’emergenza sanitaria, ma la cosa è degenerata.

Adesso manifestanti e promotori della protesta (in primis Matteo Salvini e Giorgia Meloni) rischiano la multa per aver violato il divieto di assembramento. Questo perché la mobilitazione del centrodestra doveva essere “simbolica” con al massimo 300 partecipanti invece si è trasformata in un corteo itinerante per le vie del centro. Cosa espressamente vietata dall’articolo 1 del DPCM in vigore dal 18 maggio 2020 che ammette soltanto le “manifestazioni statiche”.

Ma Giorgia Meloni non ci sta, e con uno tweet rovente accusa il Governo di avere un atteggiamento “dittatoriale” visto che nei confronti delle manifestazioni spontanee del 25 aprile ci sono state misure “più morbide”.


Non è la prima volta che la leader di Fratelli d’Italia parla di Conte come di un dittatore, staremo a vedere se stavolta il Presidente del Consiglio ignorerà la provocazione o deciderà di intervenire.

L’unica certezza è che se la denuncia fosse confermata per Salvini, Meloni e gli altri partecipanti alla manifestazione potrebbe scattare la multa da 400 a 3000 euro.

Manifestazione centrodestra 2 giugno: “due pesi e due misure”

Nonostante l’invito a non partecipare, l’affluenza alla protesta dei partiti di Destra nel giorno della Festa della Repubblica è diventata presto ingestibile per via della grande affluenza.

Gli stessi leader politici avevano chiesto di stare a casa e lasciare che la manifestazione restasse simbolica, eppure la situazione è sfuggita di mano sfociando in assembramenti di persone per le vie di Roma.

Adesso coloro che hanno partecipato potrebbe ricevere a casa una multa per violazione del divieto di assembramento, e tra questi anche Salvini e Meloni.

“Leggo che la Digos starebbe visionando tutti i video della manifestazione che abbiamo fatto ieri a Roma, per mandare multe e sanzioni a chi ha partecipato. Quando tutti eravamo in casa e non si poteva neanche partecipare ai funerali dei propri cari, ci sono state centinaia di persone che sono scese in piazza per manifestare il 25 aprile. Nessuna multa per loro. Nessuna multa quando hanno sfilato i centri sociali, nessuna multa quando decine di persone si assembravano da Conte per inaugurare l’ultima campata del ponte di Genova”.

Così prosegue la Meloni su Twitter, secondo la quale il Governo avrebbe avuto un atteggiamento di favore nei confronti degli esponenti della sinistra che hanno manifestato - nonostante il divieto assoluto - in occasione della Festa della Liberazione.

Ma è davvero così?

L’accusa - l’ennesima - della leader di Fratelli d’Italia in realtà non sembra essere fondata poiché anche in occasione del 25 aprile le Forze dell’ordine sono intervenute in molte città per impedire gli assembramenti e comminare le sanzioni, soprattutto a Roma e a Bologna, dove i manifestanti sono stati più numerosi.

Senza dubbio la protesta della Destra contro il Governo era un fatto più che lecito - in quanto espressione del diritto alla manifestazione del pensiero - ma non si può negare che gli organizzatori abbiano perso il controllo della folla, cosa che può mettere seriamente a rischio la salute pubblica.

Eppure secondo Giorgia Meloni le multe probabilmente in arrivo non sono dovute alla violazione del divieto di assembramento ma al fatto che gli esponenti dell’opposizione siano “scomodi al regime”. Parole dure che difficilmente verranno ignorate.

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