La frase folle che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe secondo il senatore proferito sul futuro di MPS. Occhio a tonfo azioni.
Ma anche no. Le dichiarazioni rilasciate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su MPS hanno fatto storcere immediatamente il naso alle opposizioni.
Nello specifico, al senatore del M5S Stefano Patuanelli, così come anche al senatore Antonio Misiani, responsabile economico del PD.
Entrambi hanno criticato la premier per aver commentato il dossier della banca senese, parlando di fine del ruolo dello Stato, con Piazza Affari ancora aperta.
Patuanelli (M5S) a Meloni su frase MPS, “Queste cose non sono un talk show”
Così Stefano Patuanelli:
“Dichiarare a borse aperte che ’il ruolo del governo in Mps è finito’ è sbagliato, direi quasi folle. Se davvero lo Stato esce, lo si fa con un piano chiaro, con tempi certi, con una strategia industriale. Non con una dichiarazione a Bloomberg mentre Piazza Affari è aperta”.
Il senatore del M5S non si è fermato qui, spiegando il suo punto di vista e consigliando a Meloni di astenersi dal rilasciare commenti su un caso di Borsa di per sé già molto delicato, con Piazza Affari ancora aperta:
“Qui non è questione di destra o sinistra. È questione di responsabilità istituzionale. Queste cose non sono un talk show. E il governo non può comunicare come se lo fosse”.
L’attacco di Misiani (PD) su commenti Meloni su MPS: “scelta inopportuna e potenzialmente dannosa”
Affondo contro Meloni anche da parte del senatore Antonio Misiani, responsabile economico del PD:
“Annunciare a mercati aperti che il ruolo dello Stato in MPS sarebbe concluso è una scelta inopportuna e potenzialmente dannosa. Quando si parla di un dossier così delicato, che coinvolge risparmiatori, lavoratori e l’equilibrio del sistema bancario, servono prudenza, chiarezza e una linea industriale ben definita. L’eventuale uscita pubblica dal capitale deve essere accompagnata da un percorso trasparente, da obiettivi precisi e da tempi coerenti con la tutela dell’interesse nazionale. Non può essere liquidata con una dichiarazione estemporanea mentre Piazza Affari è in piena contrattazione. Non è una questione di appartenenza politica. È una questione di serietà istituzionale e di rispetto verso i mercati. Il governo ha il dovere di agire con responsabilità, non di inseguire la comunicazione”.
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Meloni scrive la parola fine a MPS. “Il ruolo del governo è terminato”
Le pesanti critiche sono arrivate dopo che, nel corso di una intervista rilasciata a Bloomberg, la premier Giorgia Meloni ha affermato che il ruolo del governo nel dossier del Monte dei Paschi di Siena è giunto al capolinea.
Sulla scia del processo di privatizzazione lanciato dal governo Meloni, Rocca Salimbeni è tornata di fatto nelle mani del mercato, dopo essere stata sotto le ali del Tesoro-MEF per diversi anni, a partire dal 2017, anno della ricapitalizzazione precauzionale che ha reso il Monte dei Paschi di Siena un Monte di Stato, così come è stato ribattezzato.
Ma ora lo Stato detiene una partecipazione pari ad appena il 4,9%, rispetto alla quota del 64% che per diversi anni lo aveva reso regista del destino della banca senese. Dunque, il sipario può calare.
Meloni ha descritto quello di MPS un dossier tra quelli “complessi”, affermando che, a questo punto, “ il ruolo del governo è terminato ”.
Nel commentare la partecipazione del 4,9% che il Tesoro detiene ancora nel capitale di MPS, la Presidente del Consiglio ha fatto notare che l’entità della quota “chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance”.
Di conseguenza, ha continuato la premier, il governo “non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza”. Oggi il Monte dei Paschi di Siena si conferma triste protagonista del Ftse Mib di Piazza Affari, in caduta libera dopo la presentazione del piano 2026-2030, annunciato dalla banca e commentato dal CEO Luigi Lovaglio. Molto male anche i titoli Mediobanca.
Dopo dichiarazioni Meloni azioni MPS scivolano fino a oltre -6% a Piazza Affari
A seguito delle sue dichiarazioni, le azioni di MPS, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, già sotto forte pressione dopo la presentazione del piano del CEO della banca Luigi Lovaglio, sono scivolate fino a oltre il 6%. Molto male anche i titoli di Mediobanca, a picco fino a oltre -5%.
Detto questo, non è certo la prima volta che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla di MPS quando Piazza Affari è aperta.
Di recente, lo aveva fatto nel corso nella conferenza stampa di inizio 2026, quando si era così espressa: “Deteniamo circa meno del 5% delle quote di MPS, non escludo che le cediamo ma non c’è nessuna fretta ”.
Quel riferimento al possibile smobilizzo delle azioni aveva riacceso immediatamente a Piazza Affari le speculazioni su una nuova cessione della partecipazione in mano tuttora al MEF. In quel caso, la reazione dei titoli era stata positiva.
Meloni, gestione dossier MPS “avvenuta con successo. Ora l’istituzione è solida”
Nel definire “MPS uno di quei dossier complessi che abbiamo ereditato ”, Meloni oggi ha riconosciuto al suo governo il merito del risanamento della banca, nel momento in cui ha rimarcato la gestione di quel dossier avvenuta “ con successo ”.
Ora MPS, ha detto, è una “ istituzione solida ”.
La Presidente del Consiglio ha riconfermato di guardare tuttora con favore alla creazione di “ un terzo polo bancario ” in Italia.
Ma ora, con MPS non più nelle mani del Tesoro, “ questo obiettivo non dipende da noi ”.
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