Azioni MPS scattano dopo parole Meloni. E c’è anche il premio

Laura Naka Antonelli

09/01/2026

Effetto Meloni sulle azioni MPS, cosa è successo oggi. E occhio alla nota che riguarda le altre banche italiane.

Azioni MPS scattano dopo parole Meloni. E c’è anche il premio

Effetto Meloni sulle azioni della banca MPS-Monte dei Paschi di Siena, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari.

Le parole che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pronunciato nel corso della conferenza stampa di inizio anno della giornata di oggi, venerdì 9 gennaio 2026, hanno portato i titoli di Rocca Salimbeni a scattare ai massimi della sessione, prima di limare i guadagni e chiudere la seduta odierna in rialzo dello 0,71%, a 8,992 euro.

Monte dei Paschi di Siena, nelle mani del MEF una quota pari a poco meno del 5%

Meloni ha risposto a una domanda sul futuro della partecipazione che il MEF detiene nel capitale del Monte: una quota che è diventata decisamente risicata, pari a poco meno del 5%, sulla scia del processo di privatizzazione che proprio il governo Meloni ha avviato e portato avanti in tre tempi.

I tre atti con cui il Tesoro ha collocato sul mercato azioni MPS hanno rivoluzionato l’azionariato della banca senese, tagliando la partecipazione di Via XX Settembre dal 64% ottenuto con la ricapitalizzazione precauzionale del 2017 - che ha fatto dello Stato il principale azionista del Monte dei Paschi di Siena - a una quota pari ad appena il 4,863%.

La nuova MPS - che nel 2025 è riuscita a centrare il target Mediobanca espugnando Piazzetta Cuccia ora è passata sotto il controllo in primis della holding della famiglia Del Vecchio Delfin, presieduta da Francesco Milleri, che detiene la fetta più alta del capitale, pari al 17,533%, e del Gruppo Francesco Gaetano Caltagirone, in possesso di una quota del 10,262%.

La quota in mano al MEF è ora inferiore anche a quella del terzo maggiore azionista dell’istituto, che è BlackRock, che detiene il 5,021%.

Nelle mani del Tesoro una quota di MPS sotto il 5%. Meloni dice che cosa può accadere ora

Ma cosa farà a questo punto il Tesoro tuttora azionista di MPS? Rimarrà nel capitale o uscirà del tutto dal Monte?

A questa domanda ha risposto oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio 2026.

Oggi noi deteniamo circa meno del 5% delle quote di Mps, non escludo che le cediamo ma non c’e’ nessuna fretta”, ha detto la premier.

Tanto è bastato per riaccendere a Piazza Affari le scommesse su una possibile ulteriore cessione della partecipazione in mano tuttora al MEF.

Nessun rally imponente, ma i titoli MPS sono scattati sul Ftse Mib della borsa di Milano fino a testare i massimi intraday, attorno a 9,09 euro.

Meloni non si è detta preoccupata dell’indagine in corso avviata dalla Procura di Milano sull’operazione con cui il Monte ha conquistato Mediobanca, sottolineando che “la Procura mi sembra abbia detto che nelle azioni del Governo non c’è niente di illegittimo ”.

La premier ha poi rimarcato il suo sogno di dar vita a un terzo polo bancario, puntualizzando tuttavia che, ora che la quota di MPS in mano al Tesoro è così esigua, “il Governo non ha autorità o mezzi per fare niente in merito”.

Azioni MPS, il nuovo target price di BofA. Che premia anche altre azioni di banche italiane

Le azioni MPS sono scattate così fino a +1,7%, per poi ridurre i guadagni, forti anche della benedizione che è arrivata dagli analisti di Bank of America, che hanno annunciato di considerare i titoli della banca senese la migliore scelta all’interno del settore bancario italiano.

Gli esperti non hanno citato solo l’effetto della conquista di Mediobanca, ma anche il capitale in eccesso della banca senese e la possibilità che MPS continui a beneficiare ancora di una ulteriore fase di consolidamento, dunque di operazioni di M&A o di risiko bancario, in Italia.

Gli analisti hanno così confermato il rating Buy sulle azioni del Monte dei Paschi di Siena, rivedendo al rialzo il target price da 9,7 euro a 10,5 euro.

Gli esperti non si sono fermati qui, comunicando la loro view anche sulle azioni di altre banche italiane, tutte quotate sul Ftse Mib, così come anche su Poste Italiane.

BofA ha reiterato la propria fiducia non solo in MPS ma anche nei confronti di UniCredit, rimarcando il Buy e migliorando il prezzo obiettivo da 71 a 80 euro.

I nuovi target price su titoli BPM, BFF Bank. C’è l’upgrade anche per Poste Italiane

Nel caso di Intesa SanPaolo, il rating è stato confermato a Neutral, a fronte di unj target price alzato da 5,5 a 6 euro.

Ribadito il rating Neutral anche per le azioni Banco BPM, con il target price alzato a 12,5 euro per azione da 10,8 euro, mentre su BFF Bank l’upgrade ha portato il TP a 14,4 euro per azione dai precedenti 13 euro, con la valutazione confermata a Buy.

La divisione di ricerca di Bank of America si è espressa anche su Poste Italiane, ribadendo in questo caso il rating sul titolo a Underperform, e aumentando il prezzo obiettivo a 18,5 euro per azione da quello precedente di 16,6 euro.

Tornando al caso specifico delle azioni MPS, il recupero di oggi porta il bilancio degli ultimi 5 giorni di contrattazioni delle azioni a una perdita del 3.6% circa.

Nell’ultimo mese, i titoli della banca senese sono balzati di oltre il 10%, a dispetto dell’indagine lanciata dalla Procura di Milano, mentre negli ultimi tre mesi le azioni hanno segnato un rally superiore a +25%.

Dall’inizio del 2026 (YTD) il trend è stato di un lieve calo (-1,3%).

Il titolo Monte dei Paschi di Siena viaggia comunque a un valore superiore rispetto a quello dello stesso giorno del 2025 di quasi +28%.

Continuano dunque a fioccare a Piazza Affari i nuovi giudizi sulle azioni delle banche italiane, dopo la carrellata di altri annunci, mentre c’è chi segnala il fattore da tenere assolutamente d’occhio nel 2026. E chi invece lancia anche un allarme.

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