Manovra Meloni, l’austerità cambia volto ma non sostanza. Intervista a Gabriele Guzzi

Redazione

30 Dicembre 2025 - 11:26

Siamo davvero di fronte a una discontinuità rispetto alle politiche economiche precedenti o l’Italia si muove dentro un perimetro già tracciato, quello dell’austerità? Ne parliamo con Gabriele Guzzi.

Manovra Meloni, l’austerità cambia volto ma non sostanza. Intervista a Gabriele Guzzi

Ogni legge di bilancio viene presentata come un momento di verità politica. Anche la manovra economica del governo Meloni non fa eccezione: annunciata come pragmatica, responsabile e “realistica”, viene raccontata dall’esecutivo come il punto di equilibrio possibile tra promesse elettorali, vincoli europei e necessità sociali. Ma la domanda di fondo resta inevasa: siamo davvero di fronte a una discontinuità rispetto alle politiche economiche degli ultimi decenni o, ancora una volta, l’Italia si muove dentro un perimetro già tracciato, quello dell’austerità permanente?

Dietro le cifre della manovra — tra tagli selettivi, rimodulazioni della spesa, interventi parziali sul lavoro e una pressione fiscale che fatica a ridursi — si intravede un problema più profondo e strutturale. Non si tratta solo delle scelte di un singolo governo, ma dei margini di manovra reali concessi a uno Stato che ha progressivamente rinunciato agli strumenti fondamentali della politica economica: sovranità monetaria, autonomia fiscale, capacità di programmare investimenti di lungo periodo.

In questo quadro, il dibattito pubblico tende spesso a fermarsi alla superficie: chi difende la manovra in nome della “responsabilità”, chi la critica per la sua insufficienza sociale. Raramente, però, si mette in discussione l’architettura complessiva entro cui queste scelte diventano quasi obbligate. È proprio qui che la questione italiana si intreccia con quella europea.

Ne abbiamo parlato con Gabriele Guzzi, economista, docente e filosofo tra i più brillanti della nuova generazione, per provare a spostare lo sguardo oltre la contingenza politica. L’analisi dei vincoli di bilancio, delle regole europee e dei rapporti di forza continentali diventa così il punto di partenza per interrogarsi sulle reali possibilità di sviluppo dell’Italia e, più in generale, dell’Europa.

L’intervista è anche l’occasione per entrare nel cuore delle tesi sviluppate nel suo libro Eurosuicidio, un lavoro radicale e documentato che mette sotto accusa l’impianto stesso dell’Unione Europea così come è stata costruita. Secondo Guzzi, la marginalità economica e geopolitica dell’Italia — e sempre più dell’intero continente — non è un’anomalia né il frutto di cattive gestioni occasionali, ma l’esito coerente di scelte fondative precise: dall’introduzione della moneta unica alla rinuncia alla sovranità economica, fino alla progressiva compressione degli spazi democratici e decisionali degli Stati.

La manovra Meloni, allora, diventa un caso di studio emblematico: non tanto per ciò che promette, quanto per ciò che rivela. Quanto spazio resta oggi alla politica economica nazionale? È ancora possibile immaginare un’alternativa reale dentro i trattati europei? E l’austerità, davvero superata a parole, continua invece a operare sotto nuove forme?

Gabriele Guzzi

Gabriele Guzzi è economista e scrittore. Si è laureato con lode in Economia alla LUISS e all’Università Bocconi. Ha lavorato come economista a Palazzo Chigi e presso il Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In ambito accademico e divulgativo è stato presidente di Rethinking Economics Bocconi e ha collaborato con lavoce.info.
È dottore di ricerca in Economia (indirizzo Storia del pensiero economico) all’Università Roma Tre, dove ha discusso una tesi sul rapporto tra Heidegger e Marx nella genealogia metafisica della teoria del valore. È stato borsista di ricerca presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino e attualmente insegna Storia economica all’Università di Cassino.
Collabora con Limes, Il Fatto Quotidiano, Econopoly – Il Sole 24 Ore e Rai Radio. In ambito letterario ha pubblicato la silloge poetica Un volto da un vuoto (Pequod, 2023), vincitrice del Premio Flaiano Poesia Under 30 e del Premio Laurentum-SIAE per i giovani talenti. Nel novembre 2025 è prevista l’uscita del saggio Eurosuicidio. Come l’Unione Europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci (Fazi Editore), con prefazione di Lucio Caracciolo.

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