BTP Valore, la settima edizione del Titolo di Stato creato dal governo Meloni è terminata, con tanto di grande sorpresa. Il piano volto a nazionalizzare il debito.
Più di 16 miliardi di euro: è quanto lo Stato italiano ha incassato con la settima edizione del BTP Valore, collocato dal MEF da lunedì 2 marzo a venerdì 6 marzo 2026.
Anche quest’ultimo BTP Valore sfornato dal governo Meloni ha avuto successo, sebbene la raccolta non abbia raggiunto i livelli record di sempre, così come non sia riuscita a battere i risultati della sesta edizione dell’ottobre del 2025.
Settima edizione del BTP Valore e prima del 2026. Tassi rivisti al rialzo
Così il MEF alla fine del collocamento del settimo BTP Valore, che stavolta ha preso la forma di un Titolo di Stato con scadenza a 6 anni, al 10 marzo 2032, con premio fedeltà pari allo 0,8% e cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo il meccanismo di step up “2+2+2”.
“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che la settima emissione del BTP Valore, avviata lo scorso 2 marzo, si è conclusa oggi (venerdì 6 marzo per chi legge), con 16.222,584 milioni di euro raccolti e 522.214 contratti registrati.
Accanto all’annuncio dei risultati, in evidenza l’altra notizia che ha fatto la gioia di chi ha deciso di acquistare questo Titolo di Stato, appartenente come tutti i BTP Valore alla categoria di bond sovrani rivolti esclusivamente alla categoria dei piccoli risparmiatori e investitori retail: la decisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze di Giancarlo Giorgetti di ritoccare al rialzo i tassi minimi garantiti.
Motivo: il timore di una inflazione più alta un po’ ovunque, a causa della fiammata dei prezzi del petrolio, del gas e in generale degli energetici.
I tassi cedolari definitivi rivisti al rialzo sono i seguenti:
2,60% per il 1° e 2° anno.
3,20% per il 3° e 4° anno.
3,80% per il 5° e 6° anno”.
Il MEF ha poi annunciato i dettagli del collocamento, rendendo noto che il taglio medio dei contratti che sono stati sottoscritti è stato pari a 31.065 euro.
In generale, dei 522.214 contratti conclusi sul MOT, circa il 63,5% è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si raggiunge circa il 90% del totale.
Significativa la partecipazione degli investitori retail, con una quota pari al 73%, prevalente in modo notevole rispetto a quella del private banking.
Il Tesoro ha fornito ulteriori dettagli, comunicando che, “all’interno della quota sottoscritta dagli investitori retail si stima che circa il 60% abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie e gli uffici postali (sia recandosi fisicamente in filiale sia a distanza), mentre il restante 40% attraverso l’home banking”.
Quasi tutti gli ordini, è stato sottolineato a conferma del forte interesse dei BTP People, sono arrivati dai risparmiatori e investitori italiani.
Occhio a tutti i BTP Valore che sono stati emessi in questi ultimi anni, nell’ambito della strategia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni “Più Titoli di Stato nelle mani degli italiani”.
I risultati della settima edizione del BTP Valore, emesso tra lunedì 2 marzo e venerdì 6 marzo 2026 inclusiLa settima edizione del BTP Valore, lanciata il 2 marzo fino al 6 marzo 2026, si è chiusa con 16.222,584 milioni di euro entrati nelle casse del Tesoro a fronte di 522.214 contratti conclusi, con un taglio medio di 31.065 euro. I tassi minimi garantiti sono stati rivisti al rialzo. (Fonte MEF)
Piano Meloni, più titoli di Stato nelle mani degli italiani
Il piano di Meloni, che ha trovato la sua massima espressione nel BTP Valore, sta funzionando, non tanto grazie allo spirito patriottico di chi ha sottoscritto quei Titoli di Stato definiti sovranisti, quanto per vantaggi obiettivi e per ragioni pratiche: in primis, per il fatto che i BTP continuano a rispondere alla caccia ai rendimenti che diversi investitori retail hanno lanciato negli ultimi anni, andando alla ricerca di asset su cui possano dirottare i loro risparmi.
Indubbiamente, non sarà mancato qualcuno ammaliato dai vari slogan del governo, tra cui quello storico che ha visto il BTP Valore sponsorizzato, addirittura, come un titolo di Stato per andare in crociera.
Fatto sta che le casse dello Stato italiano hanno ricevuto un bel po’ di decine di miliardi di euro, e che la missione del governo Meloni di nazionalizzare il debito pubblico italiano ha avuto successo, tanto che ormai si parla dei BTP di Meloni.
Quali sono questi BTP?
I Titoli di Stato partoriti dal governo Meloni con l’obiettivo di corteggiare gli investitori retail italiani in primis si confermano i sette BTP Valore, emessi tra il 2023 e gli inizi di marzo del 2026.
L’anno scorso, a fare il suo ritorno è stato anche il BTP Italia.
La nascita del BTP Valore, va ricordato, è stata annunciata con un comunicato che il MEF ha diffuso l’8 maggio del 2023: “Arriva il BTP Valore. La nuova famiglia di titoli di Stato dedicata esclusivamente ai piccoli risparmiatori. Prima Emissione dal 5 al 9 giugno”.
È quella la data in cui è stato ufficializzato il disegno di Meloni volto a massimizzare la partecipazione dei piccoli risparmiatori italiani al debito pubblico made in Italy.
Il primo BTP Valore, emissione dal 5 al 9 giugno 2023
Il collocamento del primo BTP Valore è iniziato lunedì 5 giugno, concludendosi alle 13 di venerdì 9 giugno 2023: i numeri hanno confermato subito il successo dell’emissione, con il Tesoro che, grazie agli ordini fioccati dai BTP People, è riuscito a incassare un importo complessivo pari a 18.191,090 milioni di euro: superiore dunque ai 18 miliardi di euro.
Collocato sul MOT di Borsa Italiana al prezzo uguale a 100 sul mercato, il primo BTP Valore, con durata di 4 anni, ha offerto ai sottoscrittori tassi cedolari minimi pari al 3,25% per il 1° e 2° anno e al 4% per il 3° e 4° anno, che sono stati poi confermati.
La domanda è stata significativa, anche se il record è stato testato dall’emissione del terzo BTP Valore, l’anno dopo. Storico è stato in ogni caso fin dall’inizio l’entusiasmo con cui i risparmiatori italiani hanno risposto alla chiamata alle armi di Meloni.
La quasi totalità degli ordini per il primo BTP Valore è risultata provenire infatti da investitori domestici (circa il 99 per cento).
Così il MEF:
“L’importo complessivamente emesso è stato pari a 18.191,090 milioni di euro a fronte di 654.675 contratti conclusi, con un taglio medio di 27.786 euro. Si tratta del risultato più elevato di sempre in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati, in un singolo collocamento di titoli di Stato per i piccoli risparmiatori (retail).
Pari allo 0,5% il valore del premio di fedeltà che riceveranno gli investitori che hanno sottoscritto il primo BTP Valore nei giorni dell’emissione, per conservarlo fino alla scadenza.
Tra le caratteristiche principali le cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo, in base al (cosiddetto meccanismo di step-up).
I risultati della prima edizione del BTP Valore (5-9 giugno 2023)L’importo complessivamente emesso è stato pari a 18.191,090 milioni di euro a fronte di 654.675 contratti conclusi, con un taglio medio di 27.786 euro. Si tratta del risultato più elevato di sempre in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati, in un singolo collocamento di titoli di Stato per i piccoli risparmiatori (retail). La tabella illustra l'andamento della domanda durante il periodo di collocamento dal 5 al 9 giugno. (Fonte MEF)
Il secondo BTP Valore, emissione dal 2 al 6 ottobre 2023
Il secondo BTP Valore di Meloni ha fatto la sua comparsa qualche mese dopo, collocato dal 2 al 6 ottobre 2023.
Con scadenza a 5 anni ed extra premio finale di fedeltà pari allo 0,5% del capitale investito, questo titolo di Stato, per la prima volta, ha offerto ai risparmiatori italiani la possibilità di ricevere cedole trimestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo.
In questo caso, i tassi cedolari sono stati pari al 4,10 % per il 1°, il 2° e il 3° anno e al 4,50 % per il 4° e 5° anno.
Con data di godimento al 10 ottobre 2023 e scadenza al 10 ottobre 2028, questa seconda edizione del BTP Valore ha consentito al Tesoro di raccogliere durante le 5 giornate di collocamento 17.190,004 milioni di euro, per un numero di contratti registrati pari a 641.881.
Anche in questo caso, per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini è risultata provenire da investitori domestici.
I risultati della seconda emissione del BTP Valore (dal 2 al 6 ottobre 2023)Seconda emissione del BTP Valore. L’importo complessivamente emesso è stato pari a 17.190,004 milioni di euro a fronte di 641.881contratti conclusi, con un taglio medio di 26.781 euro. (Fonte MEF)
Il terzo BTP Valore, emissione dal 26 febbraio al 1° marzo 2024. Il Titolo che ha fatto la storia
Il terzo collocamento del BTP Valore è andato in scena da lunedì 26 febbraio a venerdì 1° marzo 2024.
Con una durata ancora più alta rispetto alle emissioni precedenti, pari a 6 anni, cedole pagate ogni tre mesi con rendimenti prefissati e crescenti nel tempo sulla base del meccanismo “step up” di 3+3 anni, e un extra premio finale di fedeltà dello 0,7 per cento per chi lo acquista tenendolo fino alla sua scadenza, questo Titolo di Stato ha offerto ai piccoli risparmiatori tassi minimi garantiti al 3,25% dal 1° al 3° anno e pari al 4% dal 4° al 6° anno, anch’essi confermati alla fine dell’emissione.
È stata questa emissione del BTP Valore a raccogliere una quantità di richieste record, stracciando i massimi della prima edizione, e facendo la storia di tutti i Titoli di Stato che sono stati offerti al pubblico degli investitori retail.
L’importo complessivo raccolto durante le 5 giornate di collocamento della terza emissione del BTP Valore è ammontato a 18.316,424 milioni di euro, per un numero di contratti registrati pari a 656.369, e un taglio medio di 27.906 euro.
La quasi totalità degli ordini è risultata provenire da investitori domestici. Il Tesoro stesso ha parlato del “risultato più elevato di sempre in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati in un singolo collocamento di Titoli di Stato per i piccoli risparmiatori (retail), a cui è esclusivamente destinato il BTP Valore”.
I risultati della terza emissione del BTP ValoreL’importo complessivamente emesso è stato pari a 18.316,424 milioni di euro a fronte di 656.369 contratti conclusi, con un taglio medio di 27.906 euro. Si tratta del risultato più elevato di sempre in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati in un singolo collocamento di titoli di Stato per i piccoli risparmiatori (retail), a cui è esclusivamente destinato il BTP Valore. (Fonte MEF)
Il MEF ha poi annunciato la quarta emissione del BTP Valore, che ha avuto luogo da lunedì 6 maggio a venerdì 10 maggio 2024.
L’emissione è stata definita “speciale” in quanto ha offerto, come comunicato dal ministero, “l’opportunità di investire in uno strumento di grande successo come il BTP Valore, sia a chi non ha ancora avuto modo di sottoscriverlo nel precedente collocamento, sia a tutti i piccoli risparmiatori e affini a cui è dedicato”.
Con durata di sei anni e premio finale extra pari allo 0,8%, questo BTP Valore ha offerto tassi minimi cedolari garantiti pari al 3,35% per il 1°, 2° e 3° anno e al 3,90% per il 4°, 5° e 6° anno, poi confermati.
L’importo complessivamente emesso è stato pari a 11.226,556 milioni di euro a fronte di 384.295 contratti conclusi, con un taglio medio di 29.213 euro.
I risultati della quarta edizione di BTP ValoreL’importo complessivamente emesso dal MEF con la quarta edizione del BTP Valore è stato pari a 11.226,556 milioni di euro a fronte di 384.295 contratti conclusi, con un taglio medio di 29.213 euro.
Quinto BTP Valore, la trovata di Meloni prende il nome di BTP Più
Il BTP Più ha fatto il suo esordio dal 17 al 21 febbraio 2025, presentandosi alla stregua di primo titolo dedicato ai piccoli risparmiatori della famiglia BTP Valore con l’opzione del rimborso anticipato del capitale.
Con durata otto anni, cedole fisse pagate ogni tre mesi sulla base di un meccanismo “step up” in due fasi di quattro anni ciascuna e tasso cedolare più elevato nella seconda fase, come nel caso dei precedenti BTP Valore, il BTP Più ha messo sul piatto dei BTP People, per la precisione, l’opzione del rimborso anticipato alla pari alla fine del quarto anno: una opzione da esercitare su tutto o su una quota parte del capitale investito, consentita soltanto agli investitori che hanno acquistato il titolo durante il periodo di collocamento e lo deterranno continuativamente fino alla data di esercizio dell’opzione.
L’altra grande novità arrivata con il BTP Più è che, per la prima volta nella storia dei BTP Valore, i tassi cedolari di questo nuovo Titolo di Stato sono stati rivisti al rialzo al 2,85% per i primi 4 anni e al 3,70% per i successivi 4.
Ottima anche in questo caso la domanda: alla fine del collocamento, il MEF ha annunciato che l’importo complessivamente emesso è stato pari a 14.905,670 milioni di euro a fronte di 451.831 contratti conclusi, con un taglio medio di 32.989 euro.
I risultati della quinta edizione del BTP Valore, ergo BTP PiùL’importo complessivamente emesso dal MEF, con la quinta edizione del BTP Valore che ha preso la forma del BTP Più, è stato pari a 14.905,670 milioni di euro a fronte di 451.831 contratti conclusi, con un taglio medio di 32.989 euro.
Dopo il BTP Più emesso nel mese di febbraio del 2025, in data 23 aprile 2025 il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Giancarlo Giorgetti ha annunciato il ritorno del BTP Italia.
Così come nel caso dei BTP Italia precedenti, anche questa ventesima emissione è stata emessa in due fasi.
Nella prima fase di collocamento, partita il 27 maggio 2025 e conclusasi giovedì 29 maggio 2025, il Titolo è stato offerto ai BTP People, ovvero ai piccoli risparmiatori (retail).
Nella seconda fase di venerdì 30 maggio 2025, il Titolo è stato offerto invece agli investitori istituzionali.
Il nuovo e terzo BTP Italia emesso dal governo Meloni ha iniettato nelle casse dello Stato italiano un ammontare totale di 8.790,678 milioni di euro, dunque quasi 8,8 miliardi di euro.
Il tasso cedolare (reale) annuo definitivo è stato confermato all’1,85%, pagato in due cedole semestrali.
Va ricordato che il BTP Italia è un Titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione italiana (Indice FOI, senza tabacchi - Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi).
Le cedole sono corrisposte ogni 6 mesi insieme alla rivalutazione del capitale per effetto dell’inflazione dello stesso semestre.
Per coloro che hanno sottoscritto il BTP Italia emesso alla fine di maggio e che lo deterranno fino alla scadenza, il MEF ha assicurato un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito.
Tra le differenze tra il BTP Italia e i BTP Valore, il fatto è che in questo secondo caso le cedole vengono pagate trimestralmente, mentre, nel caso del BTP Italia, la corresponsione delle cedole avviene su base semestrale.
Va ricordato, inoltre, che i BTP Italia non sono rivolti esclusivamente agli investitori al dettaglio, in quanto possono essere sottoscritti anche dagli investitori istituzionali, contrariamente ai BTP Valore, che sono Titoli di Stato italiani creati ad hoc dal governo Meloni allo scopo di dare corpo al sogno di BTP autarchici et similia, e che sono per questo motivo rivolti “esclusivamente ai risparmiatori individuali, persone fisiche o affini (i cosiddetti sottoscrittori retail)”, come si legge nella loro carta di identità pubblicata dal Tesoro.
Detto questo, anche il BTP Italia è emesso per cercare di attrarre l’interesse del pubblico degli investitori retail.
I risultati della prima fase di collocamento del BTP Italia rivolta agli investitori retailBTP Italia di Meloni sottoscritto alla fine di maggio 2025. Il MEF ha reso noto che, nel corso della Prima Fase del collocamento (dedicata a investitori individuali e affini), dal 27 al 29 maggio, sono stati conclusi 190.125 contratti per un controvalore pari a 6.533,255 milioni di euro. Il taglio medio dei contratti è risultato pari a 34.363 euro.
Sesto BTP Valore come è andata la sesta scommessa di Meloni sui BTP People
Sesta edizione del BTP Valore, raccolti 16,5 miliardi di euro.
Il sesto BTP ’di Meloni’ ha consentito allo Stato italiano di incassare 16,5 miliardi di euro circa, per la precisione 16.572,074 milioni di euro raccolti, a fronte di 506.992 contratti registrati.
Si è trattato di un Titolo di Stato con scadenza a 7 anni al 28 ottobre 2032, emesso dal Tesoro nei giorni compresi tra lunedì 20 ottobre e venerdì 24 ottobre 2025 inclusi.
I tassi cedolari definitivi di questo BTP Valore, che hanno confermato quelli minimi garantiti e che sono stati stabiliti sulla base del meccanismo di step up 3+2+2 anni sono stati i seguenti:
2,60% nei primi tre anni.
3,10% nei due anni successivi.
4% negli ultimi due anni.
Assicurato a chi ha acquistato il Titolo durante la fase di collocamento e lo deterrà nel proprio portafoglio fino alla scadenza un premio finale extra pari allo 0,8% del capitale nominale investito.
Il MEF di Giorgetti ha annunciato che, dei 506.992 contratti conclusi sul MOT di Borsa Italiana), circa il 61,8% per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, l’incidenza è stata dell’89,1%.
Prevalente è stata la partecipazione dei BTP People, ergo dei piccoli risparmiatori, o anche investitori retail italiani.
I risultati della sesta edizione del BTP Valore, emesso tra lunedì 20 ottobre e venerdì 24 ottobre 2025 inclusiLa sesta emissione del Btp Valore, avviata il 20 ottobre 2025, si è chiusa con 16.572,074 milioni di euro raccolti e 506.992 contratti registrati, con un taglio medio di 32.687 euro. (Fonte MEF).
BTP di Meloni, vantaggi in termini di ISEE e assist agenzie rating. Ma la BCE?
In generale i BTP Valore finora emessi, così come il BTP Italia, beneficiano di alcuni vantaggi, tra cui l’esclusione dal calcolo dell’ISEE.
Memori del nodo del debito pubblico monstre dell’Italia, a fronte dei continui appelli del governo Meloni volti a incitare i BTP People a rilevare nuove fette di debito pubblico italiano, gli analisti hanno sempre consigliato in generale di fare acquisti di Titoli di Stato italiani, nell’ambito di una strategia di diversificazione del portafoglio.
La fiducia degli investitori è stata supportata dall’impegno che il governo Meloni ha mostrato di avere nel rimettere in riga i conti pubblici dell’Italia.
Certo, c’è ancora molto lavoro da fare, ma anche le agenzie di rating hanno riconosciuto i progressi compiuti dall’esecutivo italiano
Tutto ok, dunque, anche se le prossime emissioni dei BTP di Meloni potrebbero dover fare i conti con un rischio da non sottovalutare: quello rappresentato dal trend dei tassi di interesse deciso dalla BCE.
Finora, molti investitori hanno fatto shopping di bond in generale dell’area euro e soprattutto dei BTP, infatti, proprio anticipando futuri tagli dei tassi da parte della Banca centrale europea. D’altronde, i tagli hanno di norma l’effetto di zavorrare i rendimenti del mercato obbligazionario.
La corsa agli acquisti potrebbe essere però a questo punto frenata dalla possibile decisione della Banca centrale europea, data da alcuni ormai per certa, di dire basta alle sforbiciate dei tassi, che ha annunciato nell’anno compreso tra il 6 giugno del 2024 e il 5 giugno del 2025. In tutto, ben otto.
C’è chi sostiene che, più che essere di nuovo abbassati, i tassi dell’area euro saranno addirittura rialzati, e anche tra poco tempo: questo elemento potrebbe dunque portare gli investitori non solo a non avere più fretta di acquistare i BTP, nel caso dell’Italia, ma a venderli, in attesa di acquistare Titoli che potrebbero presentare rendimenti più alti.
BTP Valore post rumor BTP autarchico tra critiche e successi
Tornando alla ratio del BTP Valore, va ricordato che l’obiettivo ultimo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è quello di nazionalizzare, in sostanza, il debito pubblico italiano, al fine di proteggerlo il più possibile dalle speculazioni degli investitori stranieri.
Secondo i sostenitori della strategia di Meloni, frenati dall’amor di Patria, in caso di turbolenze dei mercati finanziari e di tempeste più o meno perfette, i BTP People italiani sarebbero infatti più propensi a tenere in portafoglio i Titoli di Stato di casa, mossi da un presunto spirito patriottico, rispetto agli investitori esteri.
Secondo i critici, l’amor di Patria dei BTP People non sarebbe invece così forte da sconfinare in uno spirito masochistico e, dunque, tale da convincere gli italiani a resistere alla tentazione di vendere i BTP, in momenti di panico più o meno conclamati.
Detto questo la strategia di Meloni, riassunta nella famosa frase che risale agli inizi del 2023 “Più titoli di Stato nelle mani degli italiani”, rimane in essere, e continua a essere portata avanti dal Tesoro con determinazione.
Sono passati infatti più tre anni da quando sulle prime pagine dei giornali, alla fine del 2022, facevano la loro comparsa i primi rumor sull’arrivo imminente di un nuovo BTP, inizialmente presentato dalla stampa come “BTP autarchico”, o anche “BTP sovranista o patriottico”: un BTP tutto italiano pensato per far cadere nelle reti del debito pubblico di casa, secondo diverse critiche di altrettanti economisti ed esperti), esclusivamente il pubblico degli investitori retail: BTP People veri e/ o aspiranti tali.
Comunque la si veda, una cosa è certa. Il governo Meloni può sbandierare la frase “Mission Accomplished”, visto che i BTP People, evidentemente e almeno fino a oggi, come ha dimostrato l’ultimo BTP Valore appena emesso, continuano a rispondere ai suoi appelli volti a blindare il debito sovrano.
Le frasi di Meloni sui BTP agli italiani: Per ridurre la dipendenza dai creditori stranieri
Nel motivare la sua strategia “Più titoli di Stato nelle mani degli italiani”, nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano Il Sole 24 Ore agli inizi del 2023, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlò di un piano volto “a mettere al sicuro il nostro debito da nuovi shock finanziari e attrarre la fiducia dei risparmiatori e degli investitori, anche nel medio periodo”.
Meloni così aggiunse: “Vogliamo ridurre la dipendenza dai creditori stranieri, aumentando il numero di italiani e residenti in Italia che detengono quote di debito”.
Agli inizi del 2024, Meloni lanciò un appello diretto agli italiani benestanti: “Auspichiamo che chi sta messo un po’ meglio ci dia una mano a mantenere il debito italiano in mano italiana”, disse nel corso di un’altra intervista.
Nel primo giorno di emissione della terza edizione del BTP Valore dal 26 febbraio al 1° marzo 2024, la presidente del Consiglio sbandierò inoltre i risultati appena arrivati: “Il BTP Valore ha raccolto 6 miliardi di euro alla prima giornata, è un record assoluto”.
Scherzando, la premier aggiunse: “Se vi avanza qualche soldo da investire bene in una nazione seria, con un governo longevo, ci sarebbe questo BTP Valore a cui mi permetto di fare pubblicità”.
I corteggiamenti ai BTP Valore sono successivamente andati avanti, a colpi di slogan e campagne promozionali, che hanno sollevato anche più di una perplessità, alimentando dubbi sulla stessa credibilità del Tesoro.
Non solo BTP Valore, Carnevale-Maffè alza il velo sull’inganno dello spread
Diverse le perplessità manifestate dagli economisti, e non solo. In evidenza il commento dell’economista e professore alla Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè, che ha spiegato anche l’inganno rappresentato dal trend ribassista dello spread BTP-Bund: “Celebrare non è merito nostro”, ha osservato l’economista a Money.it. Semplicemente, “noi abbiamo smesso di fare casino”.
Ancora l’economista:
“Lo spread è sotto controllo e sta decrescendo, perché stanno crescendo i tassi di interesse della Germania, non perché i nostri siano decresciuti più di tanto. Basta guardare un qualsiasi grafico che riassuma il trend dei rendimenti per capire che sono due anni, tre anni quasi che i rendimenti decennali oscillano attorno al 3,4% e il 3,5%”.
Il trend dà un messaggio ben preciso, ovvero che “non è vero che noi abbiamo ridotto il costo del servizio al debito pubblico, che è il tema vero a cui guardare”, ha sottolineato ancora Carnevale-Maffè.
L’economista a Money.it: no a promesse di crociere sul Mediterraneo, che sono invece sul Titanic
Sempre a Money.it, il professore ha bocciato in toto l’idea del governo Meloni di nazionalizzare il debito pubblico italiano.
“L’obiettivo del governo dovrebbe essere l’educazione finanziaria e non lo spaccio, manipolatorio, con promesse di crociere sul Mediterraneo, che invece sono sul Titanic”.
Ancora, così il professore della Bocconi, riferendosi all’offerta di BTP Valore da parte del governo Meloni:
“È un’operazione di manipolazione. Il governo emetta il suo debito e lo offra agli investitori istituzionali. Pensare di mettere il debito pubblico - che è un asset class comunque rischioso - nei portafogli degli italiani, disintermediando la consulenza finanziaria, è un’operazione diseducativa. Non bisogna vendere caramelle ai bambini drogandole con tassi di prelievo fiscale che sono la metà di quelli del capitale investito in logica produttiva. E le ragioni sono del tutto disfunzionali, perché in questo modo viene assunto implicitamente il rischio di un default. Nel dire di desiderare che il debito italiano sia in mano agli italiani, io sto sostanzialmente ammettendo un rischio di default e sto ammettendo di essere pronto a fare un’operazione di repressione finanziaria”.
Di fatto, ha continuato l’economista, “quand’è che vuoi piazzare il debito ai tuoi cittadini? Quando sai che i tuoi investitori internazionali potrebbero abbandonarti. E perché ti abbandonano? Perché vai in default.”
In questa ultima settima edizione del BTP Valore, un attenti è stato lanciato anche da Luca Damigiano, Responsabile Private Banking di AcomeA SGR che, pur definendo il Titolo di Stato “uno strumento di investimento interessante”, ha sottolineato la necessità che non si equipari questo bond a una sorta di “bene rifugio universale”:
“Il crescente appeal dei BTP retail non deve essere interpretato come un cambio permanente nella funzione degli asset difensivi. Il BTP Valore rappresenta uno strumento interessante per alcune finalità: generazione di reddito regolare; allungamento dell’orizzonte di detenzione tramite premio fedeltà; stabilizzazione della componente obbligazionaria. Tuttavia, non può assurgere a ruolo di bene rifugio universale”.
E ancora Damigiano ha ricordato che “un singolo BTP può essere attraente oggi, ma un portafoglio ben costruito deve attraversare nel tempo cicli diversi, tassi diversi, regimi di volatilità diversi e rendimenti attesi in continua evoluzione”. Insomma, il consiglio per costruire un buon portafoglio di investimenti, insomma, deve essere “integrare, non inseguire”.