BTP Italia di Meloni, BTP Italia di Draghi e del passato. La storia

Laura Naka Antonelli

30/05/2025

Il BTP Italia lanciato dal governo Meloni ha raccolto 6,5 miliardi di euro nei tre giorni dedicati ai piccoli risparmiatori. I numeri del governo Draghi e del passato.

BTP Italia di Meloni, BTP Italia di Draghi e del passato. La storia

Fari puntati sul nuovo e terzo BTP Italia emesso dal MEF del governo Meloni, che ha raccolto un numero di ordini di tutto rispetto dal pubblico dei piccoli risparmiatori, come emerge dai numeri relativi alla prima fase del collocamento: quella dedicata, per l’appunto, agli investitori retail, in attesa dell’ultima chiamata, che è rivolta invece agli investitori istituzionali, che potranno sottoscrivere il bond nella giornata di oggi.

Sempre oggi, venerdì 30 maggio 2025, il verdetto finale, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Giancarlo Giorgetti che alzerà il velo sugli ordini complessivi che il nuovo Titolo di Stato indicizzato all’inflazione dell’Italia ha raccolto dai BTP People, sulle richieste che sono arrivate invece dagli istituzionali e sul tasso cedolare (tasso reale annuo), che potrà essere confermato all’1,85% o rivisto al rialzo.

Nei primi tre giorni di collocamento, in attesa dei dati ufficiali, questo nuovo Titolo di Stato ha raccolto più di 6 miliardi di euro, di cui più di 5 miliardi di euro nei primi due giorni.

Riassumendo le giornate della prima fase di collocamento, nel giorno del suo debutto, martedì 27 maggio, gli ordini complessivi per questo BTP Italia hanno superato la soglia di 3 miliardi di euro, attestandosi a quota 3,14 miliardi di euro, a fronte di circa 86.000 contratti.

Mercoledì 28 maggio, nel secondo giorno di collocamento per il BTP Italia, il MEF ha raccolto grazie all’emissione del BTP Italia 2,14 miliardi di euro, a fronte di 63.946 contratti sottoscritti. Ieri, ultimo giorno di collocamento rivolto ai piccoli risparmiatori, la raccolta si è attestata a quota 1,244 miliardi di euro, con contratti pari a 39.723. Gli ordini complessivi per questo terzo BTP Italia di Meloni sono così stati pari a 6,5 miliardi.

BTP Italia emessi durante il governo Draghi. Come è andata?

Viene naturale chiedersi come sono andate le edizioni precedenti dei BTP Italia del passato, ricordando che l’interesse verso i Titoli di Stato è condizionato da diverse variabili inerenti, oltre che alla gestione dei conti pubblici da parte del governo di turno, anche ad alcuni parametri economici chiave che caratterizzano il Paese in quel momento (ergo crescita del PIL e dell’inflazione) così come, altro fattore molto significativo, alla politica monetaria della BCE, ovvero alle decisioni sui tassi di interesse dell’area euro e ad altri interventi e programmi della Banca centrale europea.

Per non parlare del cosiddetto sentiment: se i mercati sono stretti nella morsa di una tempesta perfetta, è molto probabile infatti che si rifugeranno più negli asset considerati sicuri, che non in quelli considerati più rischiosi. Per fare un esempio: nelle terribili sessioni in cui sui mercati è esploso il panico, con i dazi reciproci annunciati da Trump il 2 aprile scorso, lo shopping si è diretto più a favore dei Bund tedeschi che dei BTP italiani.

Fatta questa premessa, va ricordato che tre sono stati con questo ultimo i BTP Italia emessi dal governo Meloni.

Durante il governo Draghi, c’è stata invece solo una emissione del BTP Italia.

Il BTP Italia da considerare è quello che corrisponde all’emissione, lanciata dal MEF dal 20 al 23 giugno 2022: i risparmiatori individuali e affini (cosiddetti retail) hanno potuto sottoscrivere il Titolo nei tre giorni del 20, 21 e 22 giugno, mentre il collocamento riservato agli investitori istituzionali ha avuto luogo il 23 giugno 2022.

Quel BTP Italia ha presentato la grande novità del doppio premio di fedeltà, pari all’1% complessivo del capitale nominale inizialmente sottoscritto, riservato solo ai risparmiatori retail che lo hanno acquistato nelle giornate di collocamento, ovvero fra il 20 e il 22 giugno.

Per la precisione, il Tesoro ha garantito per quel BTP Italia con durata 8 anni un premio intermedio, pari allo 0,4% del capitale nominale acquistato non rivalutato, solo agli investitori individuali che hanno acquistato il Titolo durante l’emissione e che lo conserveranno fino al termine dei primi quattro anni (28 giugno 2026).

Il premio finale, invece, pari allo 0,6% del capitale nominale sottoscritto non rivalutato, è stato assegnato a quanti hanno acquistato il BTP Italia nei giorni del collocamento e lo conserveranno fino alla scadenza.

Il rendimento offerto, collegato al tasso di inflazione nazionale, è stato pari a un tasso di interesse (reale) annuo minimo, poi confermato, pari all’1,60%.

Nella prima fase di collocamento di questo BTP Italia emesso ai tempi del governo Draghi, dal 20 al 22 giugno 2022, sono stati conclusi 211.432 contratti per un controvalore pari a 7.260,503 milioni di euro.

Gli ordini dei piccoli risparmiatori sono ammontati dunque a più di 7,2 miliardi.

La seconda fase, dedicata agli investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore nel quarto giorno del collocamento del 23 giugno, ha visto un controvalore complessivo domandato interamente accolto, pari a 2.179,498 milioni di euro.

In tutto, il MEF del governo Draghi ha così raccolto con quella emissione del BTP Italia un totale di 9.440,001 milioni di euro, dunque di più di 9 miliardi di euro.

Il BTP Italia del governo Draghi: gli ordini per il Titolo di Stato emesso nel giugno del 2022

Andando a guardare a come sono andate le cose nei giorni della prima fase di collocamento: nel primo giorno, sono stati raccolti più di 3,4 miliardi di euro dal Tesoro di Draghi (3.416.820.000), per un numero di 88.590 contratti sottoscritti.

Nel secondo giorno, gli ordini sono stati di quasi 2,5 miliardi di euro (2.445.930.000), a fronte di 74.415 contratti sottoscritti.

Nel terzo giorno, gli investitori retail hanno fatto shopping di quasi 1,4 miliardi di euro (1.397.753.000), a fronte di 48.427 contratti.

La partecipazione degli investitori retail all'ultimo BTP Italia del governo Draghi La partecipazione degli investitori retail all’ultimo BTP Italia del governo Draghi Nel corso della Prima Fase del collocamento (dedicata a investitori individuali e affini) dell'ultimo BTP Italia emesso durante il governo Draghi, dal 20 al 22 giugno 2022, sono stati conclusi 211.432 contratti per un controvalore pari a 7.260,503 milioni di euro. (Fonte MEF).

Il BTP Italia che ha fatto la storia, quel record di ordini in tempi di pandemia Covid-19

Se c’è un BTP Italia che ha fatto sicuramente la storia, tra i 20 che con questo ultimo BTP Italia di Meloni sono stati emessi fino a oggi, è stato quello della 16esima emissione, a causa del momento drammatico che l’Italia (e il mondo) hanno attraversato in quel periodo.

Sono stati più 22 miliardi gli euro raccolti dall’allora governo Conte con l’emissione del BTP Italia, Titolo di Stato decisamente ad hoc, presentato alla stregua di “ nuova emissione a sostegno di sanità e ripresa economica ”, dedicato al finanziamento degli interventi relativi all’emergenza Covid-19, tenutasi nelle due fasi fra il 18 ed il 21 maggio 2020.

Nel corso della prima fase, riservata come sempre agli investitori retail, sono stati conclusi 383.966 contratti per un controvalore pari a 13.997,606 milioni di euro, dunque quasi 14 miliardi di euro.

Nella seconda fase del collocamento, dedicata agli investitori istituzionali, sono state inoltrate ed accolte 746 proposte di adesione, per un controvalore emesso pari a 8.300,000 milioni di euro, a fronte di un totale richiesto pari a 19.546,876 milioni di euro (coefficiente di riparto pari a circa il 42,5 per cento).

L’importo emesso complessivamente dal MEF del governo Conte, considerando i numeri della prima e della seconda fase, è stato così pari a 22.297,606 milioni di euro.

L’altro BTP Italia record

Ma c’è stato un altro BTP Italia che ha raccolto una cifra tanto ingente: è quello che è stato emesso dal 5 novembre all’8 novembre 2013.

Si è trattato della quinta emissione di questo bond sovrano che ha fatto il suo debutto nella storia dei Titoli di Stato nel marzo 2012, ai tempi del governo Monti (dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013).

Quella quinta emissione ha consentito al governo Letta (in carica dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014) di raccogliere 22.271,853 milioni di euro, dunque più di 22 miliardi di euro, a quei tempi il record, poi superato dal BTP Italia emesso ai tempi della pandemia Covid-19 dal governo Conte.