Cottarelli a Money Talks: “BTP sicuri solo con l’Europa, ma il debito ci soffoca. Senza crescita e figli il sistema non regge”. L’allarme sui conti e il monito ai risparmiatori.
Dopo la grande ondata di risparmiatori italiani che sono tornati a scommettere in massa sui titoli di Stato, Carlo Cottarelli lancia un monito che invita alla prudenza e alla consapevolezza. Ospite della nuova puntata di Money Talks, il podcast di Money.it, l’economista ed ex Commissario alla spending review ha analizzato i rischi reali che gravano sul debito pubblico italiano. Come? Scardinando alcune certezze e indicando le condizioni necessarie affinché i BTP restino un investimento sicuro.
L’ombrello della BCE e lo scudo europeo
Alla domanda diretta sulla sicurezza dei titoli di Stato italiani, Cottarelli non si nasconde dietro giri di parole, ma lega la tenuta dei nostri conti a un fattore esterno determinante: l’Europa.
“I BTP sono sicuri finché c’è l’ombrello della Banca Centrale Europea e dei meccanismi di protezione europei”,
ha dichiarato il Professore.
La solidità del risparmio italiano non poggia solo sulle gambe dell’economia nazionale, ma sulla volontà politica di Francoforte e Bruxelles di mantenere stabile l’area Euro. Senza questo «ombrello», la percezione del rischio potrebbe cambiare. E tanto
La trappola degli interessi
Il vero allarme lanciato da Cottarelli non riguarda tanto l’insolvenza immediata, quanto l’insostenibilità del costo che l’Italia deve pagare per rifinanziare il proprio debito. Ogni punto di spread in più si traduce in miliardi sottratti ai servizi essenziali.
“Noi paghiamo ogni anno qualcosa come 80 o 90 miliardi di interessi sul debito pubblico. Sono soldi che potrebbero essere usati per le scuole, per la sanità, per ridurre le tasse, e invece finiscono semplicemente per pagare chi ci presta i soldi”,
ha ammonito Cottarelli durante l’intervista.
Debito buono o spesa corrente?
Il nodo centrale resta come vengono spesi i soldi raccolti tramite le emissioni di BTP. Cottarelli critica aspramente l’uso del debito per finanziare bonus e spesa corrente invece di investimenti produttivi che possano generare crescita.
“In Italia ogni volta che si prova a tagliare un euro, chi grida di più sono i pochi che ci perdono tanto, mentre i milioni di cittadini che ci guadagnerebbero non se ne accorgono nemmeno”,
ha spiegato, sottolineando come la mancanza di un «mandato politico» per tagliare la spesa improduttiva stia strangolando le prospettive di sviluppo del Paese.
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