La neo obbligazione sbarca sul mercato in un contesto di rialzo degli yield a beneficio di chi presta i propri soldi
Sono ore di fermento in casa MEF, ramo Dipartimento del Tesoro. Dopo l’asta del BOT a 12 mesi di mercoledì 10, e la riapertura della dual tranche di lunedì 8 di due benchmark a 7Y e a 30Y, per lunedì è in arrivo il neo Italia Sì. Un’obbligazione con cedola composta da due anime, una fissa e una variabile legata, appunto, al tasso di crescita dei prezzi nazionali nel semestre di riferimento.
Intanto giovedì 11 il Tesoro ha collocato un BTP triennale a tasso fisso e costante che ben si è comportato in sede d’asta. Vediamo quanto frutterà nei mesi a venire, anticipando che è partito forte il neo BTP 3Y con rendimento maggiore della cedola annua del 3,00%.
Identikit dell’obbligazione che durerà 39 mesi
Al neo triennale è stato assegnato il codice ISIN IT0005716839, e come da previsione sono andati a ruba i 4 mld di € in offerta dal MEF. Anzi, la domanda è stata superiore, a 6,461 per un rapporto di copertura dell’1,62. Altri 1,2 sono stati assegnati nell’asta supplementare del giorno dopo.
L’obbligazione ha data emissione lunedì 15, ed è coincidente con quella di godimento e regolamento, per cui non ci sono dietimi da conteggiare. Considerato che la scadenza è tra 39 mesi e non 36 esatti (36 è un multiplo di 12, mentre 39 no) s’intuisce che c’è la cedola corta. Essa verrà pagata a metà settembre, mentre le successive saranno tutte piene, a cadenza semestrale, ad ogni 15/03 e 15/09 di ogni anno fino al 15/09/’29. I coupon, nello specifico, sono pari a:
- 0,75% lordo la cedola corta, parametrata ai 92 giorni del semestre in corso;
- 3,00% lordo annuo nei tre di vita fruttifera, ossia l’1,50% semestrale, l’1,3125% al netto della ritenuta d’acconto del 12,50%.
Quanto guadagnerà il sottoscrittore della prima ora?
Tuttavia, al termine delle procedure d’asta di giovedì il prezzo di aggiudicazione è stato 99,96 per un rendimento lordo del 3,03% (dati: MEF). Ora mettiamoci nei panni di un sottoscrittore della prima ora e immaginiamo un investimento ipotetico di 10mila €. Bene, quanto renderanno da qui al termine? Gli incassi da cedola saranno pari a:
- 65,625 € netti il prossimo 15 settembre, il metà-semestre;
- 131,25 € netti in ognuna delle successive 6 cedole piene (787,50 € in tutto);
- 3,50 €, infine, al tempo del rimborso finale del capitale, grazie all’acquisto sotto cento fatto in origine.
Sommando le varie componenti si ottengono all’incirca 856 €. Tuttavia, questo è il netto di una sola parte di tasse allo Stato visto che c’è da sottrarre anche l’imposta di bollo del 2X1.000 (circa 20 €/anno su 10mila). Infine abbiamo le spese di gestione del titolo da riconoscere al proprio intermediario. Solo a questo punto si può parlare di guadagno netto definitivo, ma non è il punto di arrivo.
Per capire se l’investimento ha tutelato, bruciato in parte, o fatto crescere il capitale, bisogna considerare l’inflazione di periodo. Solo dal confronto tra le due grandezze si può dire se il potere d’acquisto dei 10mila € di partenza è stato, nell’ordine, tutelato, bruciato o fatto crescere.
Il rendimento premia il rischio di mercato?
Da venerdì 12 il BTP Fx 3% Sep29 è in negoziazione continua sul MOT di Borsa Italiana e prezza sui 100,17 centesimi, per un effettivo a scadenza al di sotto del nominale. Già, da emissione al rimborso bisogna mettere in considerazione le fluttuazioni dei prezzi sopra e sotto la parità, il c.d. rischio di mercato.
L’alternativa al rischio potrebbe essere la “sicurezza” dell’investire in liquidità, cioè di tenere i soldi liquidi su c/c o libretto? Difficile rispondere e, ancor di più, riuscire a dare una risposta affermativa.
Bisogna distinguere, infatti, il concetto di disponibilità immediata di denaro con quello della sua “sicurezza”. Sul primo fronte, sia libretto che c/c sono imbattibili, ma sul secondo i dubbi abbondano.
Nel tempo, nel nostro caso 39 mesi, la scrittura contabile “10.000 €” resta invariata, anzi no. Ogni anno la banca e/o le Poste prelevano 34,20 € e li girano allo Stato in nome e per conto nostro, nei tempi, modi e casi previsti dalla Legge. Poi ci sono i costi di tenuta c/c se oneroso, la maggior parte, mentre i libretti in genere no. Anche questi soldi vengono addebitati sul rapporto attivo e, in definitiva, riducono il saldo iniziale. Poi c’è l’inflazione che nei futuri 3,25 anni possiamo stimarla intorno al 5-7% cumulato.
Morale, i 10mila € contabili sono scesi grosso modo di 700-800 € tra spese vive e perdite in termine di potere d’acquisto. Davanti a simili payout questi strumenti possono ancora definirsi “più sicuri” di un bond sovrano?
Quanto potrebbero rendere 10.000 € in 3 anni sul BTP o sul miglior conto corrente?
Un’opzione spesso bistrattata, ma potenzialmente utile per sfruttare liquidità e rendimento, potrebbe essere l’ETF monetario. Certo, il prodotto prevede una serie di requisiti minimi non sempre alla portata del piccolo risparmiatore-investitore. Vale a dire il questionario Mifid compilato, il dossier titoli attivo e, soprattutto, una buona conoscenza di come funziona, come sfruttarlo, e dei rischi annessi.
Presentandolo a grandi linee, sono fondi passivi che investono in attività molto liquide e di brevissimo termine, capaci di replicare il trend dei tassi area euro. Non sono gratuiti, ma prevedono un TER e una commissione di compravendita, e sono liquidi (optare per ETF ad elevate masse gestite) e non hanno scadenze.
Quanto rendono? In linea di massima, più o meno quanto i tassi BCE. Immaginando un loro trend medio futuro (da qui a settembre 2029) in area 2,00% si tratterebbe di ipotetici 600 € lordi in 39 mesi su 10mila di capitale. La cifra andrà poi depurata dalle tasse (ritenuta fiscale del 26% o 12,50% a seconda dei casi) e dai costi di gestione, ovviamente.
Si arriva così al risultato finale che, prendendoci una licenza espressiva, potrebbe essere un “doppio ibrido”. Da un lato, tra la minore disponibilità immediata tipica del c/c o libretto ma anche il minor rischio di mercato. Dall’altro, tra i minori yield del BTP Fx 3% Sep29 ma i maggiori guadagni di un c/c e libretto remunerato o il cash puro tenuto liquido.