I tassi minimi del BTP Italia Sì escono domani, venerdì 12 giugno. Ma, intanto, come orientarsi guardando al BTP Italia Sì e al BTP Valore?
BTP Italia Sì vs BTP Valore, quale è il migliore? In attesa della pubblicazione dei tassi minimi garantiti sul nuovo arrivato nella famiglia dei BTP Italia è già tempo di fare, con tutti i periodi ipotetici del caso, dei paragoni.
Il consensus degli analisti stima il tasso fisso minimo garantito del BTP Italia Sì tra l’1,80% e l’1,90% annuo, al quale andrà aggiunta l’inflazione FOI di ogni semestre, che ad aprile 2026 si attestava al 2,6% annuo. Con l’inflazione attuale, il rendimento complessivo partirebbe già intorno al 4,4-4,5% annuo lordo, mentre l’ultima emissione del BTP Valore (quella di marzo 2026, la settima della serie) ha tassi definitivi già noti: 2,60% per il primo biennio, 3,20% per il secondo, 3,80% per il terzo, con un premio fedeltà dello 0,8% e un rendimento medio annuo netto di circa il 2,92% per chi lo tiene fino al 2032.
BTP Italia Sì vs BTP Valore: indicizzato vs fisso
Come anticipato, il BTP Valore offre un rendimento certo fin dal primo giorno. Chi lo compra sa già oggi, con precisione, quanto incasserà ogni trimestre, per quanto tempo e quanto riceverà alla scadenza, se detenuto per l’intera duration, con la cedola che cresce nel tempo secondo un meccanismo «step-up». Dall’altra parte abbiamo un meccanismo completamente diverso. La cedola del BTP Italia Sì sarà semestrale e sarà composta da due parti:
- un tasso fisso minimo garantito (quello che esce domani);
- il tasso di inflazione nazionale (l’indice FOI dell’ISTAT) registrato nel semestre di riferimento.
Se l’inflazione sale, la cedola sale; se scende, si riduce. Nello scenario estremo in cui il tasso scendesse sotto zero, il tasso fisso garantisce comunque un rendimento positivo. Volendo semplificare al massimo, nel paragone tra un BTP Valore e il nuovo BTP Italia Sì occorre anzitutto considerare che con il primo sai esattamente cosa guadagni mentre, con il secondo, conosci il minimo che puoi guadagnare, con il rendimento effettivo che dipenderà dalla direzione dell’inflazione nei prossimi cinque anni.
Quali sono le prospettive per l’inflazione?
Con l’inflazione italiana FOI che ad aprile 2026 si attestava al 2,6% annuo, e con la BCE che oggi stesso ha annunciato il primo rialzo dei tassi dopo la lunga stagione di tagli, non è facile prevedere il futuro del quadro macroeconomico.
Se l’inflazione dovesse rimanere in modo stabile al sopra del 2% nei prossimi cinque anni, uno scenario non improbabile in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e da possibili nuove pressioni sui prezzi, nonostante la BCE abbia ripreso ad alzare i tassi (un approccio di politica monetaria che ha l’obiettivo di abbassare i prezzi), il BTP Italia Sì potrebbe offrire un rendimento complessivo superiore al BTP Valore. Sommando un tasso fisso atteso dell’1,85% (come media del consensus) a un’inflazione annua del 2,6%, si arriverebbe a cedole semestrali equivalenti a circa il 4,45% annuo lordo, a livelli molto più alti del BTP Valore emesso a marzo 2026, che ha un tasso cedolare medio lordo del 3,175%, pari al 2,92% netto annuo comprensivo del premio fedeltà.
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Se invece l’inflazione dovesse rientrare verso il target del 2%, o addirittura scendere sotto, lo scenario si ribalterebbe. Ipotizzando un’inflazione all’1,5% e un tasso fisso all’1,85%, il rendimento del BTP Italia Sì scenderebbe attorno al 3,35% annuo lordo, ancora superiore al BTP Valore nei primi due anni ma inferiore nelle fasi finali, quando le cedole step-up del Valore salgono al 3,80%.
Chi compra il BTP Italia Sì punta su un’inflazione persistente.
Chi compra il BTP Valore preferisce la certezza a prescindere da dove andrà l’inflazione.
Occhio alla durata e alla struttura delle cedole
Il BTP Italia Sì ha una durata di cinque anni, con scadenza nel 2031, mentre il BTP Valore di marzo 2026 dura sei anni, fino al 2032 - un anno di differenza che può sembrare marginale, ma non lo è per chi pianifica le proprie esigenze di liquidità.
Attenzione anche alla frequenza delle cedole, perché il BTP Valore paga ogni tre mesi mentre il BTP Italia Sì ogni sei. Qualora si avesse bisogno di un flusso periodico di cassa più frequente, ad esempio per integrare una pensione o per coprire spese ricorrenti, si potrebbe preferire il ritmo trimestrale del Valore.
Il premio finale è invece leggermente più basso sul BTP Italia Sì (0,6%) rispetto al BTP Valore (0,8%).
Meglio 10.000 euro sul BTP Italia Sì o sul Valore?
Sul BTP Valore marzo 2026, chi ha investito 10.000 euro riceve per sei anni i tassi definitivi noti, per un rendimento totale netto stimato circa 1.490 euro, comprensivo del premio fedeltà. La cedola trimestrale netta parte da circa 28 euro a trimestre nei primi due anni e arriva a circa 41 euro nell’ultimo biennio.
Nel caso del BTP Italia Sì, lo ripetiamo ancora una volta, andiamo per ipotesi. Su 10.000 euro investiti per cinque anni, con un possibile tasso fisso all’1,85% e una possibile inflazione FOI al 2,6% annuo, il rendimento semestrale lordo è stimato pari al 4,45% annuo, ovvero circa 222 euro lordi a semestre (194 euro netti). In cinque anni, circa 1.990 euro netti, contando anche il premio finale netto (pari a 52,50 euro).
Se, invece, l’inflazione scendesse all’1,5%, il rendimento annuo lordo del BTP Italia Sì si attesterebbe al 3,35%, equivalente a circa 146 euro lordi a semestre (128 euro netti), per un totale in cinque anni di circa 1.280 euro netti più premio, contro i 1.490 del Valore in sei anni. In questo caso il BTP Valore, peraltro su un anno in più, risulterebbe più redditizio in termini assoluti.
Ma la risposta onesta, in fondo, è che non esiste uno strumento migliore dell’altro in senso assoluto, quanto piuttosto quello più adatto alla propria situazione.
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