Come si calcola la cedola del nuovo BTP Italia Sì e perché è meno vantaggiosa rispetto al passato

Pietro Pisello

10/06/2026

Il nuovo BTP Italia Sì introduce un diverso meccanismo rispetto alle precedenti emissioni del BTP Italia, con impatti sulla struttura del rendimento.

Come si calcola la cedola del nuovo BTP Italia Sì e perché è meno vantaggiosa rispetto al passato

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha recentemente annunciato l’emissione del nuovo BTP Italia Sì, il titolo di Stato con cedole indicizzate all’inflazione che consente agli investitori di beneficiare di un rendimento “reale” sempre garantito.
Non si tratta di uno strumento completamente nuovo. In passato sono già state effettuate diverse emissioni di titoli simili, sebbene con alcune differenze rispetto all’attuale versione.

La prima riguarda proprio il nome: “BTP Italia”, senza il suffisso “Sì”.
L’aspetto più importante, tuttavia, riguarda il meccanismo di calcolo delle cedole, che presenta alcune modifiche rispetto al passato. Anticipiamo fin da subito che la struttura del precedente BTP Italia risultava, sotto alcuni aspetti, leggermente più favorevole per il risparmiatore.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le principali differenze tra i due strumenti e come viene determinato il rendimento delle cedole.

BTP Italia Sì, cos’è e come funziona

Il nuovo BTP Italia Sì è un titolo di Stato indicizzato all’inflazione che sarà collocato dal 15 al 19 giugno 2026, fino alle ore 13:00, salvo chiusura anticipata dell’offerta.
L’emissione è riservata esclusivamente al mercato retail, quindi a persone fisiche e piccoli risparmiatori. Si tratta di uno strumento che presenta caratteristiche particolarmente interessanti per chi desidera proteggere il proprio capitale dall’aumento dei prezzi.

Il titolo avrà una durata di 5 anni e scadrà nel 2031. Inoltre, gli investitori che lo sottoscriveranno in fase di emissione e lo manterranno fino alla scadenza avranno diritto a un premio fedeltà aggiuntivo dello 0,6% del capitale investito.
A differenza dei tradizionali titoli a tasso fisso, il BTP Italia Sì riconoscerà un rendimento composto da due componenti: una quota minima garantita e una quota variabile legata all’andamento dell’inflazione italiana.

Le cedole semestrali saranno quindi calcolate come somma di: un tasso fisso minimo garantito, che verrà corrisposto anche in presenza di deflazione, e un tasso di inflazione nazionale registrato nel semestre di riferimento, misurato attraverso l’indice FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi) pubblicato dall’ISTAT.
Al momento non è ancora noto il valore del tasso fisso minimo garantito, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunicherà il 12 giugno 2026, pochi giorni prima dell’avvio del collocamento.
Ma come già anticipato in apertura, il meccanismo di calcolo delle cedole del nuovo BTP Italia Sì presenta delle differenze rispetto a quello previsto nelle precedenti emissioni.

BTP Italia e BTP Italia Sì, cosa cambia?

Il nuovo BTP Italia Sì presenta caratteristiche leggermente diverse rispetto alle passate emissioni. Il titolo prevede infatti una cedola calcolata come somma di due componenti: una parte fissa, garantita anche in caso di deflazione, e una legata all’andamento dell’inflazione.
C’è però un dettaglio importante, passato un po’ inosservato, che lo differenzia dal BTP Italia tradizionale. Quest’ultimo prevedeva la rivalutazione non solo della cedola, ma anche del capitale investito direttamente nel corso del tempo. Un meccanismo che, conti alla mano, fa una certa differenza nel calcolo dei rendimenti rispetto a quanto avviene con questa nuova formula.
Facciamo un esempio pratico. Ipotizziamo una cedola fissa dell’1,5% annuo (cioè lo 0,75% ogni sei mesi) e un’inflazione nel semestre dell’1,5%.

Con il vecchio BTP Italia, la cedola semestrale totale sarebbe pari al 2,261%. Questo succede perché lo 0,75% fisso non viene calcolato sul capitale iniziale, ma sul capitale già aumentato dell’1,5% dall’inflazione (generando un piccolo effetto «interessi sugli interessi»), a cui poi si somma la rivalutazione stessa.
Nel nuovo BTP Italia Sì, invece, la cedola si ferma al 2,25%: un valore ottenuto molto più semplicemente sommando lo 0,75% di tasso fisso e l’1,5% di inflazione, calcolati sempre sul capitale di partenza.
Insomma, pur trattandosi di una differenza contenuta, il meccanismo del BTP Italia tradizionale, a parità di tasso e di scadenza, risulta leggermente più favorevole. L’intento del Tesoro è stato però quello di semplificare il più possibile il meccanismo di calcolo, rendendolo più immediato e comprensibile per tutti i risparmiatori.