5 gioie per chi ha comprato il BTP Italia Sì 1,60% a una settimana di negoziazioni

Stefano Vozza

29 Giugno 2026 - 17:34

Come si sta comportando sul mercato secondario l’ultima obbligazione retail MEF? Sta reggendo alle tensioni dei mercati o è già crollata?

5 gioie per chi ha comprato il BTP Italia Sì 1,60% a una settimana di negoziazioni

Da martedì 23 giugno l’ultimo bond retail di casa MEF (ISIN ordinario IT0005713547) è divenuto operativo e lo sarà fino al suo ritiro dal mercato, il 23/06/’31. Tecnicamente si tratta del giorno di regolamento e godimento, cioè: è il tempo nel quale avviene lo scambio tecnico soldi liquidi/titoli fruttiferi tra il cash dei creditori e i bond del debitore (regolamento); è il tempo a partire dal quale i titoli producono frutti a beneficio di chi li ha comprati (godimento), e che il MEF li pagherà ogni 6 mesi. Per chi li liquiderà anzitempo, invece, saranno i neo acquirenti a riconoscere il controvalore e il rateo pro tempore maturato.

5 gioie per chi ha comprato il BTP Italia Sì 1,60% a una settimana di negoziazioni

Tuttavia, lo sbarco di un bond sul MOT, il mercato secondario, è uno dei momenti più temuti dagli investitori. Le valutazioni del titolo potrebbero reggere alle tensioni di comparto, ma anche no e scivolare alla prima occasione utile. Tutto si gioca su due fattori: l’appetibilità del titolo di turno e, a cascata, la forza della domanda sull’offerta e viceversa. I più forti tra venditori e acquirenti dettano legge e impongono il loro prezzo, rispettivamente, di vendita o acquisto dello strumento.

Al riguardo il BTP Italia Sì si sta comportando molto bene. Nei primi 5 giorni di contrattazione i prezzi sono risultati estremamente stabili:

  • 23/06: min-max a 100,02 e 100,25 con chiusura a 100,22;
  • 24/06: apertura e max a 100,28, min a 100,17 e chiusura a 100,23;
  • 25/06: min-max a 100,20 e 100,34 con chiusura a 100,27;
  • 26/06: prezzi min-max a 100,24 e 100,34 e chiusura a 100,27;
  • 29/06: ha aperto a 100,30, e al momento è il massimo di giornata, e sta prezzando a 100,24 (–0,03%) dopo aver formato un minimo a 100,22.

A grandi linee, il BTP sta prezzando nel mini range 100,15-100,35 ma si hanno ancora poche candele per trarre giudizi più forti e significativi.

Prezzi di mercato sopra la pari

Un altro pregio dell’Italia Sì è che, appunto, prezza sopra la pari e non era affatto scontato. Ci sono bond che barcollano i primi giorni intorno alla parità e poi si stabilizzano sotto 100. Nel caso dei 4 BTP Futura, per esempio, titoli retail “speciali” al pari dell’Italia Sì, hanno visto 100 quasi solo in origine e poi prezzato costantemente sotto la pari. Anzi, i più “speciali” di essi hanno anche abbondantemente sfondato (al ribasso) quota 70 nell’autunno ’23.

Per l’Italia Sì, invece, il mercato sta attribuendo un piccolo premio rispetto al valore nominale quotandolo sopra cento. La circostanza è positiva perché non trasmette tensione a chi lo possiede. In caso di sopraggiunte necessità valuterebbe con serenità la rivendita anticipata, magari incassando anche una plusvalenza in conto capitale.

Duration e liquidità dell’obbligazione agganciata all’inflazione

Altre due “gioie” riguardano la duration moderata e i volumi tradati. Il primo aspetto era già prevedibile alla vigilia del lancio, in virtù di due considerazioni:

  • la vita fruttifera del titolo di soli 5 anni, per una duration modificata del 3,25 (dati: Borsa Italiana). In pratica il bond è solo discretamente sensibile alle variazioni dei tassi di riferimento rispetto ai colleghi BTP più lunghi;
  • gli inflation-bond scaricano il grosso delle tensioni sulla componente variabile della cedola, e molto meno sui corsi. Basta vedere quanto prezzano oggi altri BTP Italia (in parte diversi dal BTP Italia Sì) rispetto ai pari durata a cedola fissa per averne prova. Il BTP Italia Jun32 (1,85%) prezza 101,56 e negli ultimi 12 mesi i corsi sono oscillati da 100 a 103. Invece il BTP Tf 2,5% Dc32 oggi prezza 96,20 e nell’ultimo anno ha avuto prezzi più “ballerini” con valori min-max tra 93 e 98.

Altrettanto incoraggiante è il tema volumi, sia in termini di contratti che di controvalori giornalieri. Da martedì 23 a venerdì 26 i primi sono stati, nell’ordine, pari a 572, 466, 452 e 310. Alle ore 13 di lunedì 29 si sono conclusi già 127 contratti per 2.793.000 € di controvalore (dati: Borsa Italiana). Anche i secondi sono partiti fortissimi a 32,8 mln di € martedì 23 per chiudere a 13,71 mln venerdì 26. Si evince un’elevata liquidità sul titolo a beneficio di chi intende acquistarlo o venderlo, e senza grossi spread bid/ask.

Dunque, nessun segnale di vendite copiose del titolo e, anzi, un’accoglienza più che favorevole da parte degli operatori di mercato.

5 gioie per chi ha comprato il BTP Italia Sì 1,60% a una settimana di negoziazioni

Infine c’è che il rendimento resta ancora competitivo, con l’effettivo a scadenza del 4,48% (3,91% netto, dati Borsa Italiana). Il bond non è concepito per far arricchire l’investitore quanto, aspetto non secondario, tutelare il potere d’acquisto del capitale ivi investito. Qualunque sarà l’inflazione media del prossimo lustro, e nessuno la conosce, neanche le Istituzioni, l’Italia Sì garantirà sempre un rendimento reale positivo. Anzi, laddove dovesse risultare media o alta, potrebbe risultare tra i pochi a ritorni reali positivi.

L’inflazione di periodo sarà sempre coperta e riconosciuta dall’emittente, che in più corrisponderà lo 0,8% lordo semestrale. Di contro non ci sarà più il premio fedeltà per i neo acquirenti che, peraltro, lo pagheranno sopra cento, almeno ai corsi attuali.

Nel complesso, un 5-giorni di debutto sul MOT incoraggiante per i sottoscrittori della prima ora. A questo punto si tratterà di attendere l’esito delle prossime ottave per capire se l’impostazione dei primi giorni verrà confermata, ribaltata o rafforzata.