Lagarde: primo Consiglio direttivo della BCE. Le questioni sul tavolo

Lagarde: oggi il primo Consiglio direttivo della BCE. I dettagli sulle questioni da affrontare

Lagarde: primo Consiglio direttivo della BCE. Le questioni sul tavolo

È previsto oggi, 13 novembre, il primo Consiglio direttivo della BCE di Christine Lagarde. L’importante riunione si svolgerà in un clima non proprio disteso per la Banca Centrale Europea.

Dopo l’uscita di Mario Draghi, tra i membri dell’Eurozona serpeggia ancora lo scontento nei confronti della sua politica monetaria, nello specifico verso il taglio dei tassi e l’immissione di liquidità con il QE.

Il compito della nuova governatrice, quindi, è innanzitutto quello di favorire una maggiore coesione tra i Paesi della moneta unica, con lo scopo di avviare politiche condivise ed efficaci.

Al primo Consiglio direttivo della BCE Lagarde è chiamata ad affrontare alcune questioni non semplici per gli equilibri interni ed il funzionamento dell’istituzione economica.

Lagarde al primo Consiglio direttivo della BCE: il nodo trasparenza

Una delle questioni che probabilmente verrà affrontata nel Consiglio direttivo della BCE è la trasparenza. Un tema che la stessa governatrice ha indicato come strategico per rendere più credibile la BCE.

La proposta riguarda la possibilità di arricchire i verbali delle riunioni dell’organo direttivo, in modo da pubblicare resoconti dettagliati su ogni passaggio discusso durante gli incontri.

Non solo, secondo alcuni membri sarebbe auspicabile anche introdurre nei documenti ufficiali le identità di chi prende determinate posizioni.

Sul tema, però, non c’è accordo. L’anonimato continua ad essere difeso da chi preferisce restare in incognito nell’affrontare questioni e decisioni monetarie più complesse e spinose.

Ci sarà una modifica sulla procedura di voto in BCE?

Il Consiglio direttivo che oggi si appresta ad inaugurare Christine Lagarde potrebbe avere come ordine del giorno anche la richiesta di una modifica sulla procedura di votazione in BCE.

I Paesi dell’Eurozona non hanno un’idea comune al riguardo. Alcuni, però, sono favorevoli alla proposta di votare con alzata di mano per ogni singola decisione di politica monetaria.

Non solo, quindi, nei casi in cui si evidenza una situazione di spaccatura o di incerta maggioranza. Questa è stata la strategia utilizzata dallo stesso Mario Draghi. La decisione sul QE, per esempio, è stata adottata senza ricorrere all’alzata di mano.

Oggi in Consiglio la modalità di votazione proposta è prevista soltanto a seguito della richiesta di un singolo Paese membro. Far diventare automatico il sistema dell’alzata di mano per ogni decisione avrebbe sicuramente un impatto diverso. Di nuovo la questione trasparenza sulle posizioni degli Stati diventa cruciale.

Soprattutto in una istituzione particolare quale è la Banca Centrale Europea, composta da 19 governatori nazionali che hanno bisogno di rimettere ai parlamenti i temi di politica fiscale, per la quale mantengono la sovranità.

Per Christine Lagarde, dunque, si apre un primo Consiglio direttivo BCE all’insegna delle sfide al cambiamento.

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