In attesa della Fed, il prezzo del petrolio continua a scendere

Violetta Silvestri

13/12/2023

Nel giorno della riunione Fed, i riflettori sono puntati sul prezzo del petrolio in continuo calo. Il greggio teme una politica monetaria ancora aggressiva e un eccesso di offerta.

In attesa della Fed, il prezzo del petrolio continua a scendere

Nel giorno della Federal Reserve, il prezzo del petrolio ha esteso le perdite nel commercio asiatico, dopo il calo di oltre il 3% ai minimi di sei mesi nella sessione precedente a causa di preoccupazioni per l’eccesso di offerta e la domanda.

Alle ore 8.20 circa, in attesa che si aprano le Borse europee, i futures sul WTI viaggiano sui 68 dollari al barile, con una diminuzione dello 0,58% e quelli sul Brent a 72 dollari al barile, a -0,59%.

Le quotazioni petrolifere restano sotto i riflettori dopo che hanno registrato la serie di perdite settimanali più lunga dal 2018, con ribassi di circa più di un quarto rispetto al picco di quest’anno di fine settembre. Le previsioni di un rallentamento della crescita dei consumi cinesi e i persistenti rischi di recessione negli Stati Uniti rendono cupe le prospettive della domanda.

In questo contesto di debolezza, la riunione Fed gioca un ruolo rilevante per il prezzo del greggio. Il mercato petrolifero, infatti, si è indebolito negli scambi notturni. I dati sull’inflazione statunitense per novembre più solidi del previsto hanno rafforzato l’opinione che difficilmente la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse all’inizio del prossimo anno, con conseguente riduzione dei consumi.

Prezzo del petrolio in calo per questi motivi

Il prezzo del petrolio è vulnerabile alle decisioni delle banche centrali, in quanto la politica monetaria restrittiva, con tassi di interesse a livelli record, frena investimenti, consumi e quindi la domanda in generale. Con un contesto di crescita indebolito, anche l’uso del greggio diminuisce e i prezzi si deprimono.

Per questo, la riunione Fed di oggi mercoledì 13 dicembre potrebbe avere delle ripercussioni sulle quotazioni, soprattutto se Powell manterrà un tono prudente e piuttosto pessimista sulla possibilità di iniziare a tagliare i tassi all’inizio del 2024. Un costo del denaro più basso aiuterebbe i consumi e la domanda stessa di petrolio.

Nel frattempo, la media settimanale delle esportazioni di greggio russo è balzata ai massimi da luglio, hanno detto gli analisti dell’ANZ. Il dato aggrava le preoccupazioni per un eccesso di offerta e getta dubbi sul recente accordo di tagli della produzione da parte dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e dei suoi alleati, OPEC+.

Anche la US Energy Information Administration ha aumentato le sue previsioni per l’offerta nel 2023 di 300.000 barili al giorno a 12,93 milioni di barili al giorno, rispetto al suo rapporto precedente.

Le prospettive ribassiste mettono il petrolio sulla buona strada per continuare a scendere durante la settimana, dopo sette settimane consecutive di ribassi.

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