Imprese, bilancio amaro: oltre 300.000 chiuderanno nel 2020

Violetta Silvestri

28 Dicembre 2020 - 12:21

28 Dicembre 2020 - 12:22

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Le imprese del commercio non alimentare e dei servizi chiudono il 2020 con un bilancio davvero negativo: circa 390.000 spariranno sotto il duplice effetto Covid e crollo consumi. I dati

Imprese, bilancio amaro: oltre 300.000 chiuderanno nel 2020

Le imprese italiane stanno per chiudere un anno davvero drammatico: le stime di Confcommercio appena aggiornate e diffuse parlano di numeri sconfortanti per alcuni settori.

Il 2020 è stato segnato da un duplice vortice, che si è abbattuto su aziende ed esercizi commerciali offrendo poche possibilità di ripresa: la pandemia con le restrizioni e le chiusure e il crollo dei consumi hanno colpito imprese già in affanno.

Il bilancio è quindi amaro: quasi 400.000 aziende sono previste in chiusura definitiva. Tutti i dati e il quadro sull’imprenditoria italiana di alcuni settori in crisi.

Imprese: oltre 300.000 verso la chiusura

Commercio al dettaglio e servizi sono i settori maggiormente danneggiati da questa annata così complessa: Confcommercio ha valutato in 390.000 il numero di imprese che chiuderanno per sempre entro il 2020.

D’altronde i due grandi motori della crisi hanno lasciato un segno molto forte: da una parte il Covid, con tutte le necessarie restrizioni ancora in corso come chiusure di negozi e venditori al dettaglio; dall’altra la diminuzione dei consumi.

Gli italiani, scoraggiati nella domanda da una maggiore povertà - per chi ha perso il lavoro durante la pandemia - e un sentimento di forte incertezza economica sul futuro, si sono rifugiati nel risparmio piuttosto che negli acquisti. Il risultato, quindi, è stato il calo di almeno il 10% delle spese, equivalente a 120 miliardi di euro persi rispetto al 2019.

Il tutto ha avuto un peso enorme su alcuni settori. Il 2020 ha visto questa riduzione dello stock imprese in confronto con l’anno precedente: -21,7% agenzie di viaggi; -17,1% abbigliamento e calzature; -14,4% bar e ristoranti; -14,2% trasporti; -10,1% distributori carburanti. Male anche per i venditori ambulanti, con la sparizione dell’11,8% degli operatori del settore.

Un’impresa su tre, inoltre, è stata costretta a chiudere nella filiera del tempo libero (sport, attività artistica, intrattenimento), per la quale il 2020 è stato davvero drammatico.

Solo la pandemia ha causato la chiusura di 240.000 imprese nel 2020 e la perdita di circa 200.000 lavoratori indipendenti professionisti.

Nella sua analisi, Confcommercio sottolinea che il tasso di mortalità delle aziende per quest’anno si attesta all’11,1% per il commercio e al 17,3% per i servizi, con percentuali più che raddoppiate rispetto al 2019.

Il bilancio per le imprese italiane, quindi, si conferma molto amaro: solo 85.000 nuove attività nate mettono in evidenza un allarme economico importante.

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