Fed, quali opportunità dal rialzo dei tassi?

Claudio Carella

29 Aprile 2023 - 07:48

Quando il pessimismo è così diffuso che anche gli “esperti” alzano bandiera bianca, quello è un buon segnale per investire.

Fed, quali opportunità dal rialzo dei tassi?

Questa settimana sono stati pubblicati i dati economici sull’economia USA, ed il mio primo commento è stato: “Bad News, Good News”.
La contrazione oltre le attese del PIL ad 1,1% contro un dato atteso di 1,9%, se da un lato mostra un rallentamento della crescita ed è dunque una Bad News, dall’altro certifica che le politiche monetarie restrittive stanno sortendo gli effetti desiderati nella lotta all’inflazione, ed i dati possono portare a pensare che ci sarà un soft landing, scenario sempre auspicato.
Più in dettaglio, notiamo che i sussidi di disoccupazione sono scesi e, se ciò indica una contrazione, mostra comunque un mercato del lavoro resiliente, mentre anche i consumi sono stati leggermente sotto attese.

Tutto questo ci presenta un quadro per i dati di inflazione che sono positivi, ma nonostante questo, i rendimenti dei Governativi ieri sono saliti e di conseguenza, al momento, è molto probabile un rialzo dei tassi da parte della FED mercoledì 3 maggio. La probabilità che ciò avvenga è data al 90%, ed io credo sarà 25bp, e forse l’ultimo di questa lunga serie.
In questo quadro complesso ma che sembra stia trovando pian piano un suo equilibrio, Wall Street ha messo a segno un bel rialzo, trainata dal Nasdaq e dai Titoli Growth ed in particolare dalla forza prima di Microsoft e dopo di Meta. Proprio Meta, che da tanti era stata data se non proprio per spacciata qualche mese fa, sicuramente in forte crisi. E tutti in attesa di un forte ridimensionamento delle quotazioni. Ebbene, come spesso accade sui mercati finanziari, i numeri, gli utili ed i bilanci raccontano poi un’altra storia e, per chi ha venduto sulle voci degli “esperti”, è solo l’ennesima occasione persa.

Diciamoci la verità, oggi il timore è il calo degli utili, la recessione in arrivo, il pessimismo diffuso. E poi sempre la guerra sullo sfondo. C’è proprio da aver davvero paura.
Questa è l’incertezza.
L’ho scritto molte volte e mi ripeto: l’incertezza è il nostro habitat naturale, e non va pertanto rifiutata ma gestita. Avete mai sentito parlare di investimenti fatti in assenza di incertezza? Ma se tutto dovesse esser certo e definito, quale potrebbe essere il premio al rischio per un investimento?
Cosa faranno le Banche Centrali? Come si muoverà la FED e la BCE?
Ma se invece almeno noi partissimo dai dati e non dalle nostre paure?

Al momento già 258 aziende dello S&P500 hanno comunicato gli utili delle trimestrali del 1° trimestre del 2023, e mediamente il calo degli utili del trimestre è stato del 2,56% ma con un fatturato che è cresciuto del 4,89%, mentre erano attesi numeri ben peggiori.
Tra i settori favoriti, come detto spesso da inizio anno, il Growth e di conseguenza i consumi discrezionali (+23,72%) e tecnologici (+5,83%).
Possiamo forse parlare di recessione? Ma tutti i nostri campioni di “esperti”, non davano la recessione attesa nel 2023? Ma se nel primo trimestre, come scritto all’inizio, gli USA sono cresciuti dell’1,1%, forse gli “esperti” sbagliano ancora oggi e ripetutamente? E se noi, piccoli risparmiatori o investitori navigati, facessimo scelte finanziarie in base alle news che leggiamo ogni giorno, spesso infiocchettate in parole che, per essere meglio vendute, fanno leva sulle nostre emozioni negative, e non invece in base ai nostri obiettivi strategici, non correremmo forse il rischio di compromettere tutto? Più che rischio in questo caso, sarebbe una certezza.

I dati, al netto del rialzo FED che avremo con ogni probabilità mercoledì prossimo, non certificano forse ciò che Powell auspicava, e cioè un soft landing dell’economia USA, scenario ideale per contenere l’inflazione senza sacrificare oltre ogni limite l’economia?
Quindi, credetemi, quando il pessimismo è così diffuso che anche gli “esperti” alzano bandiera bianca, quello è un buon segnale per investire. Esiste un indicatore, come si dice in gergo, contrarian, che definisce questa situazione di mercato.
Non mi riferisco solo al mercato azionario che, in ogni caso, resta sempre il mio preferito e questo anche in ottica di protezione da inflazione, ma anche al mercato obbligazionario che, oggi, presenta indiscutibili ottimi punti di ingresso, opportunità uniche (come unici sono stati rialzi dei rendimenti nel 2022), come si nota nel seguente grafico preso da Bloomberg:

Punti di ingresso per investimenti Punti di ingresso per investimenti Le opportunità sono sia nel mercato azionario che in quello obbligazionario.