Fattura elettronica, attenti alla truffa dell’IBAN

Fattura elettronica, attenzione alla nuova truffa dell’IBAN. A denunciare il fatto è l’Associazione Nazionale dei Commercialisti che punta ancora una volta il dito contro i rischi legati alla privacy.

Fattura elettronica, attenti alla truffa dell'IBAN

Fattura elettronica ancora sotto attacco, questa volta a causa della nuova truffa dell’IBAN.

A segnalare i tentativi di truffa ai danni dei contribuenti è l’Associazione Nazionale dei Commercialisti, da sempre in prima linea sui rischi causati dall’attuale sistema di fatturazione elettronica.

Diverse banche stanno ricevendo segnalazioni di frodi dovute all’accesso da parte di ignoti alle fatture elettroniche emesse da soggetti fornitori di servizi, società e professionisti. Una truffa che consiste nel cambio delle coordinate bancarie indicate in fattura e che potrebbe portare a gravi perdite economiche per imprese e professionisti.

L’ennesimo fatto che prova come i problemi di privacy legati alla fatturazione elettronica siano tutt’altro che superati, con l’ANC e il Presidente Marco Cuchel che ancora una volta si scaglia contro l’Agenzia delle Entrate.

Fattura elettronica, attenti alla truffa dell’IBAN

Ad allertare i contribuenti sui rischi legati alla fatturazione elettronica è il comunicato stampa pubblicato dall’ANC il 21 febbraio 2019. Secondo le informazioni a disposizione dell’Associazione, si sono registrati casi di istituti di credito che stanno ricevendo segnalazioni di frodi ai danni dei propri clienti.

Dei soggetti sconosciuti riescono ad accedere alle fatture elettroniche emesse dai titolari di partita IVA e, cambiando le coordinate bancarie del soggetto beneficiario del pagamento, dirottano i pagamenti delle somme dovute a seguito di cessioni di beni o prestazioni di servizi.

Una vera e propria truffa dell’IBAN che fa diventare nuovamente attuale il problema della privacy legato al sistema di fatturazione elettronica dell’Agenzia delle Entrate.

Quello che stanno consigliando le banche ai propri clienti è di verificare direttamente con il beneficiario del pagamento la correttezza dell’IBAN indicato nella fattura, prima di autorizzare qualsiasi operazione di pagamento.

Ma i problemi non finiscono qui: sul sito dell’Agenzia delle Entrate ad oggi è possibile emettere fatture a nome di soggetti ignari, con pochi e semplici click.

I rischi di truffa legati alla fatturazione elettronica

La modifica all’IBAN è soltanto uno dei rischi legati all’attuale sistema di fatturazione elettronica.

Quello che l’ANC sottolinea è che ad oggi il rischio di violazione della privacy dei contribuenti è tutt’altro che archiviato, con danni potenzialmente enormi per le imprese.

Tra le criticità vi è la procedura di “Intermediario non delegato” sul sito Fatture e Corrispettivi: in sostanza, qualsiasi intermediario anche non in possesso di delega può emettere fattura a nome di soggetti terzi totalmente ignari di ciò.

Il Presidente dell’ANC si scaglia duramente contro l’Agenzia delle Entrate ed il MEF. L’Amministrazione finanziaria, che dovrebbe occuparsi di risolvere le enormi criticità per i contribuenti, è preoccupata soltanto a far far credere che l’operazione fattura elettronica sia un successo.

Il riferimento è ai dati pubblicati lo scorso 19 febbraio dalle Entrate: sono 228 milioni le fatture inviate da parte di oltre 2,3 milioni di contribuenti. Numeri importanti ma soltanto in apparenza: la media di invii è di due fatture al giorno a contribuente.

Inoltre, tenuto conto che la platea dei soggetti obbligati alla fatturazione elettronica è di oltre 4 milioni, ci sono circa 2 milioni i contribuenti che non fatturano.

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