Anche l’Eurogruppo d’accordo sulla revisione del Patto di stabilità

Il falco Dombrovskis annuncia l’ok dell’Eurogruppo sulla revisione del Patto di stabilità

Anche l'Eurogruppo d'accordo sulla revisione del Patto di stabilità

L’Eurogruppo verso la ridiscussione del Patto di stabilità e crescita. Nonostante alcune premesse, sembra che nella nuova Commissione europea ci sarà spazio per una revisione delle regole che al momento vincolano in maniera forse troppo stringente la spesa al debito.

Un’eventualità che non era sembrata possibile dopo la nomina a vicepresidente con delega ai Servizi finanziari di Valdis Dombrovskis, che si pensava potesse oscurare il ruolo del neo Commissario all’Economia Paolo Gentiloni.

Eurogruppo d’accordo su revisione Patto di stabilità

Ma è stato proprio il falco lettone ad annunciare che, nel corso di una riunione dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze hanno accettato l’idea dello European Fiscal Board di semplificare le regole per incrementare trasparenza e prevedibilità.

L’obiettivo della riforma - ancora in fase di colloquio - sarebbe quello di focalizzarsi su debito e spesa pubblica, al fine di individuare parametri più facilmente osservabili da parte dei vari ministri dell’Economia.

Il focus sulle regole - che vige adesso - prende in considerazione principalmente il deficit strutturale, un parametro calcolato artificialmente che va rivisto di frequente e su cui i dicasteri nazionali non hanno controllo.

Revisione stabilità, Gualtieri: “Processo delicato”

Il Patto di Stabilità, definito e siglato nel 1997, mette dei limiti all’indebitamento dei Paesi appartenenti all’Eurozona, ed è stato modificato nel 2005, 2011 e 2013. Adesso è diventato così complicato che la Commissione ogni anno pubblica un manuale di 100 pagine per spiegare come funzionano le regole.

Ma gli elementi chiave sono due: il limite al rapporto deficit/Pil fissato al 3% e il debito pubblico a meno del 60% del Pil. Cambiare queste regole, comunque, impiegherà molto tempo.

“È importante essere prudenti nella revisione del Patto di stabilità perché è un processo lungo, complesso e delicato”, ha messo in guardia il ministro Roberto Gualtieri. “Dai colloqui di oggi è emerso, comunque, che i governi sono d’accordo che il processo di revisione delle regole fiscali deve andare avanti”.

L’anno scorso il nostro Paese ha sfiorato la procedura d’infrazione perché il suo debito, il secondo più alto dell’Unione al 133% del Pil, aveva ricominciato a salire invece che a scendere.

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