Rapporto deficit/Pil: cos’è e perché è così importante

Cos’è il rapporto deficit/Pil, perché è così importante ai fini della manovra e qual è la differenza con il rapporto debito/Pil

Rapporto deficit/Pil: cos'è e perché è così importante

Che cos’è il rapporto deficit/Pil? Una domanda più lecita che mai soprattutto alla luce delle recenti discussioni relative alla prossima legge di bilancio.

La relazione tra le due misure è in realtà piuttosto temuta. Stando a quanto sancito dal Patto di Stabilità e di Crescita del 1997, infatti, ciascuno Stato dell’Unione monetaria è tenuta ad avere un rapporto deficit/Pil non superiore al 3%.

Il superamento della suddetta soglia imporrebbe al Consiglio Ue di avviare una procedura per deficit eccessivo, mentre lo Stato inadempiente sarebbe costretto ad adottare delle misure correttive tali da riportare il rapporto sotto il 3%. Eppure, nonostante quanto detto, per capire che cos’è il rapporto deficit/Pil e qual è la sua importanza occorre prima effettuare delle precisazioni aggiuntive.

Cos’è il rapporto deficit/Pil: la differenza con il debito

Molto brevemente, con il termine deficit pubblico si intende la differenza negativa tra le entrate e le uscite di uno Stato. Un disavanzo primario, misurato al netto degli interessi che quello stesso Stato sostiene per finanziare il proprio debito pubblico.

Il deficit viene calcolato in rapporto al Pil in modo da definire la possibilità di ripagare il debito accumulato. Così facendo la misura è in grado di ignorare il processo inflativo.

Appare evidente che, nonostante siano spesso (erroneamente) utilizzati come due sinonimi, i termini deficit e debito pubblico stanno ad indicare due concetti distinti. Il primo, come già detto, è la differenza negativa tra entrate e uscite di uno Stato e non deve superare il 3%, mentre il secondo indica il debito dello stesso Stato nei confronti di un soggetto economico creditore e non deve superare il limite del 60%.

Una differenza fondamentale quella appena descritta, da tenere costantemente a mente per comprendere al meglio cos’è il rapporto deficit/Pil e la sua importanza, sia per il Governo che per l’Italia intera.

L’importanza di rispettare il tetto del 3%

Come accennato in precedenza, il Patto di Stabilità firmato nel 1997 ha introdotto un limite massimo del 3% al rapporto deficit/Pil, il tutto con l’obiettivo di armonizzare le diverse politiche di bilancio pubbliche e fissare i requisiti di adesione all’Unione economica e monetaria europea.

Ecco perché, una volta compreso cos’è, bisogna capire come cresce il rapporto deficit/Pil. Quando un governo sceglie di attuare riforme e politiche più espansive sta implicitamente parlando di aumentare la spesa. Nel momento in cui ad un incremento delle uscite non corrisponde un adeguato e conseguente aumento delle entrate ecco che il deficit aumenta e di conseguenza il rapporto sale.

Proprio per questo motivo la misura torna suo malgrado sulle prime pagine dei giornali ogni qualvolta si parla di legge di bilancio. È esattamente quello che sta accadendo in Italia, dove il Ministro dell’economia Tria e il vice-presidente Di Maio si stanno rendendo protagonisti di un acceso scontro sulle cifre. Il primo sta cercando di agire con cautela, mentre il secondo sta proponendo di portare il rapporto deficit/Pil oltre il 4%. La giornata di oggi sarà fondamentale per capire in che direzione si muoverà l’esecutivo nostrano.

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