Il movimento di oggi
Il prezzo di Ethereum scende del 3,82% alle 10:33, a 2.218,32 dollari, contro la chiusura precedente di 2.306,50 dollari. Pesa, sullo sfondo, la notizia di un attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari su Binance, di cui si parla più avanti. Nel corso della seduta la quotazione ha comunque oscillato anche tra un massimo di 2.249,97 e un minimo di 2.181,59 dollari.
Non è un episodio isolato: il 29 ottobre la criptovaluta aveva già chiuso in flessione del 2,17%, tra 2.357,64 e 2.294,88 dollari. Nell’ultima settimana Ethereum perde il 2,10%, nell’ultimo mese il 6,63%, mentre su base annua resta comunque in progresso del 18,04%. Le cause di questa debolezza sono state raccontate da Money.it nei giorni scorsi, negli articoli su deflussi dagli ETF e Fed di Warsh e sul calo del 14% in un mese.
Il contesto
Nella notte Binance, il principale exchange al mondo per volumi di scambio, ha reso noto di aver subito un attacco informatico. Lo ha fatto in un annuncio ufficiale pubblicato il 30 ottobre alle 02:23: la società parla di un «incidente di sicurezza» nel corso del quale un aggressore avrebbe ottenuto accesso a un container di servizio, da cui ha poi inviato transazioni di prelievo non autorizzate.
Binance indica come possibile punto di partenza il laptop compromesso di un ingegnere DevOps dell’azienda, l’accesso che avrebbe permesso all’attaccante di muoversi all’interno dei sistemi. Al momento, precisa la società, non risultano prove di una fuga delle chiavi private dei wallet degli utenti. Il danno stimato è di 6,3 miliardi di dollari: di questi, circa 3 miliardi sono già stati congelati on-chain, afferma Binance, grazie alla collaborazione di partner blockchain e delle forze dell’ordine.
Depositi e prelievi sulla piattaforma restano sospesi in via temporanea, in attesa del completamento dei controlli di sicurezza, e Binance non ha indicato una tempistica per la riapertura. La società ha dichiarato che coprirà integralmente le eventuali perdite residue attingendo al fondo di garanzia SAFU e a risorse aziendali proprie, assicurando che «i fondi degli utenti sono al sicuro»: una dichiarazione della società, al momento non verificabile in modo indipendente. Un report tecnico dettagliato arriverà a indagine conclusa, insieme a un aggiornamento della Proof of Reserves una volta completate le misure di rimedio.
Quanto ai wallet coinvolti, la stampa finanziaria internazionale — che Binance non ha confermato direttamente — riporta cifre per singolo asset: circa 1,5 miliardi di dollari in bitcoin, 900 milioni in ether, oltre a stablecoin come USDT (1,5 miliardi, in parte già congelati da Tether) e USDC (oltre 800 milioni, in parte bloccati da Circle). Sono stime parziali, che non vanno sommate meccanicamente al totale di 6,3 miliardi indicato dall’exchange.
Sempre secondo queste fonti, alcuni analisti di sicurezza blockchain avrebbero ipotizzato un collegamento con gruppi legati alla Corea del Nord, in particolare il cosiddetto «Lazarus Group» — ipotesi priva di qualunque conferma ufficiale, da trattare con la massima cautela. Nelle ore immediatamente successive alla notizia, sempre secondo la stampa, bitcoin ed ether avrebbero accusato cali aggiuntivi rispettivamente del 4,8% e del 5,7% circa: una finestra oraria diversa da quella del dato di prezzo di Ethereum riportato in apertura.
Non è possibile dire quanto l’attacco pesi esattamente sul -3,82% registrato oggi da Ethereum, in una fase di mercato comunque segnata da una maggiore avversione al rischio.
Il quadro tecnico
Sul breve periodo Ethereum è sotto tutte le medie mobili principali. Ha rotto i supporti indicati per la giornata — 2.281,71 e 2.256,92 dollari — portandosi sotto quella a 20 sedute (2.409,08 dollari) e quella a 50 (2.530,41 dollari).
Resta invece sopra la media a 200 sedute, a 2.159,98 dollari: l’unico riferimento di lungo periodo ancora superiore al prezzo attuale, e finora l’ultimo argine strutturale.
L’RSI a 14 sedute, uno degli indicatori che misurano la velocità del movimento, è a 33,4: area debole ma non ancora ipervenduta. Lo conferma l’ADX a 14 sedute, a 25,2, che segnala un trend più definito del solito, con il -DI (26,7) sopra il +DI (16,0) a certificare il prevalere dei venditori. Nella stessa direzione vanno lo stocastico (%K 10,7, %D 23,3) e il MACD, a -58,329 e sotto la linea del segnale.
La banda inferiore di Bollinger è a 2.287,54 dollari. Il livello più vicino al prezzo attuale resta però il ritracciamento del 50% di Fibonacci, a 2.200,72 dollari, sul rialzo tra 1.596,47 e 2.804,96 dollari; tra gli altri riferimenti, la media mobile a 100 sedute è a 2.333,15 dollari.
Trend di medio periodo e volatilità
Allargando l’orizzonte, il quadro è meno netto. Il massimo delle ultime 52 settimane resta a 2.804,96 dollari e il minimo a 1.512,37, con un ribasso massimo dall’inizio dell’anno di circa il -35,49%: la misura che racconta meglio quanto sia stato volatile il 2026 di Ethereum.
La regressione lineare sulle ultime 60 sedute ha pendenza negativa (-0,09% al giorno), ma un R² di appena 0,10 — un valore che misura quanto il trend sia regolare, e qui indica un andamento discendente poco solido dal punto di vista statistico.
Più indicativo è l’esponente di Hurst, 0,64: sopra la soglia di 0,5, segnala che i prezzi tendono a proseguire nella direzione già intrapresa piuttosto che a invertirla di colpo. Il ciclo dominante individuato dall’analisi dura circa 120 sedute, e il prezzo attuale si trova vicino al suo punto di minimo — un dato ciclico, da leggere come tale, non come un segnale di inversione imminente.
Nell’ultimo mese le oscillazioni si sono intensificate: la volatilità storica annualizzata sale dal 23,22% delle ultime 20 sedute al 33,50% delle ultime 60. L’escursione media giornaliera resta all’1,41%, mentre l’ATR a 14 sedute — l’ampiezza media delle oscillazioni di prezzo — vale 80,91 dollari, pari al 3,51% del prezzo attuale. Le resistenze più vicine restano a 2.344,46 e 2.382,43 dollari; più in alto i massimi relativi a 2.423,04 e, soprattutto, 2.538,84 dollari, un’area testata già tre volte nelle scorse settimane.
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