Elezioni Roma 2021, intervista a Monica Lozzi: “Il mio programma come sindaca di Roma”

Intervista a Monica Lozzi sulle elezioni Roma 2021. Cosa propone la presidente del VII municipio, ex 5 Stelle e candidata sindaca di Roma con Italexit.

Elezioni Roma 2021, intervista a Monica Lozzi: “Il mio programma come sindaca di Roma”

Alle prossime Elezioni Comunali di Roma previste per il 2021, Virginia Raggi troverà tra gli avversari alla carica di sindaco anche una sua conoscenza: Monica Lozzi, presidente in carica del VII municipio ed ex esponente di peso del Movimento 5 Stelle romano.

Lozzi, che ha lasciato i pentastellati per entrare nel partito No Europa per l’Italia – Italexit con Paragone fondato da Gianluigi Paragone, già in occasione della conferenza stampa per la presentazione del nuovo movimento politico aveva annunciato la sua presenza nella corsa per il Campidoglio.

In quest’intervista esclusiva a Money.it, Lozzi ci illustra il programma che ha in mente per la capitale, rivelando anche i motivi che l’hanno spinta ad abbandonare il M5S e il suo giudizio negativo sull’amministrazione Raggi.

Domanda: Quali sono i risultati ottenuti durante la sua presidenza del VII municipio e quali si potrebbero replicare a livello comunale?

Risposta: I risultati da noi ottenuti al Municipio VII sono talmente tanti che elencarli tutti è praticamente impossibile. Ci siamo mossi su vari fronti: dalla riorganizzazione degli uffici, alla programmazione degli appalti; quando possibile abbiamo fornito pronte risposte alle emergenze, e nel contempo non abbiamo tralasciato di realizzare nuove opere con il coinvolgimento dei cittadini nella fase progettuale, realizzando tutto nella massima trasparenza.

Siamo stati l’unica struttura di Roma Capitale a utilizzare negli ultimi tre anni il 100% dei fondi stanziati in bilancio, trasformandoli in opere e servizi: un risultato senza precedenti.

Lo stesso impegno lo metteremo nel cercare soluzione ad alcuni dei problemi irrisolti della nostra Città, come i rifiuti ed il trasporto pubblico. Quanto già fatto qui al Settimo potrebbe tranquillamente essere replicato al livello più alto.

D: Roma è veramente ingovernabile come appare? Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere il prossimo sindaco?

R: Roma è senza dubbio difficile da governare, bloccata com’è da una burocrazia elefantiaca, ma non ritengo che sia impossibile da gestire. Anzitutto bisognerebbe riorganizzarla per rendere le mille strutture in cui è divisa più efficienti.

Per far questo è necessario che il prossimo sindaco (o sindaca) non sia solo onesto, ma anche competente, attorniato da una squadra forte e da lui ben coordinata, capace di confrontarsi con i cittadini e avere una visione di Città a lungo termine, non fermandosi solo alle emergenze.

D: La scelta di lasciare il M5S per passare a Italexit è stata molto discussa. Quali sono le ragioni che l’hanno portata a compiere questo passo?

R: Ho lasciato il M5s quando ho preso coscienza del fatto che il movimento di cui facevo parte, che sosteneva di voler cambiare il modo di fare politica e di voler stimolare un cambiamento culturale era solo un’illusione, o meglio, un inganno.

Ho capito che la tanto sbandierata meritocrazia era una bugia, che l’unica preoccupazione per molti eletti è la conservazione di rendite e posizioni, che non c’è alcun confronto democratico sulle questioni più importanti e che a decidere sono i soliti noti, quasi sempre i più esposti mediaticamente.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’indisponibilità a parlare di un futuro di Roma che valorizzasse territori e cittadini, basato su un programma elettorale serio e su persone competenti. Si è voluti andare sull’usato sicuro, replicando un’esperienza non proprio di successo.

A questo punto ho preferito andar via, aderendo ad Italexit semplicemente perché il tema Europa è sempre stato per me fondamentale e, inoltre, perché Gianluigi Paragone è una persona seria e coerente.

D: Come giudica l’operato di Virginia Raggi nel ruolo di sindaca della capitale?
R: Nonostante i risultati ottenuti sul fronte del bilancio e su quello del salvataggio di ATAC, il mio giudizio sulla sindaca è negativo. Ritengo non sia stata all’altezza di un ruolo gravoso, ma che necessitava di tutt’altro piglio, di scelte forti ed indirizzi precisi.

Non ha saputo attorniarsi di gente all’altezza, non ha saputo ben coordinare la sua squadra, non è riuscita ad intervenire sull’apparato amministrativo e burocratico in cui è invischiato il Comune di Roma. Non ha avuto un progetto per il futuro, né ha capito la Città.

D: Spostandoci in un’ottica di politica nazionale, lei è entrata in un partito dal nome eloquente. Qual è il suo giudizio sul Recovey Fund? L’Italia potrebbe fare a meno di questi soldi?

R: Premesso che in Italia c’è un enorme bisogno di investimenti sia pubblici che privati, e che quindi la necessità di risorse non è assolutamente messa in discussione, mi preme sottolineare come il problema principale riguardi sia le tempistiche sia le condizionalità e i presupposti su cui si basano il Recovery Fund ed, in generale, le risorse europee.

A voler essere onesti, non trovo nulla di solidale nel Recovery Fund; vedo al contrario un’Europa fredda, capace di strumentalizzare una pandemia mondiale per rendere ancora più succube e debole un’economia, quella italiana, già allo stremo.

Sarebbe stato sufficiente modificare qualche articoletto per consentire alla Banca Centrale Europea di intervenire direttamente per far fronte all’emergenza come hanno fatto peraltro in tutto il mondo. Noi invece, come sempre, ci accontentiamo di misere briciole e gridiamo al successo.

D: Ci sono delle personalità della società civile che coinvolgerebbe per il governo di Roma?

R: Certamente. Ci sono delle personalità che abbiamo già individuato e con le quali stiamo avviando delle interlocuzioni, ma adesso ritengo sia prematuro fare nomi.

D: Sarebbe possibile un’alleanza con altri partiti o apparentamenti in vista del ballottaggio?

R: In questa fase siamo concentrati sui temi che andremo a trattare e sul programma che presenteremo alla cittadinanza, un programma credibile e realizzabile, come già avvenuto durante il nostro governo del Municipio VII.

Riguardo a possibili apparentamenti, auspichiamo il sostegno di altre liste civiche che nulla abbiano a che fare con i partiti classici, per la semplice ragione che i soliti grandi partiti in questi anni hanno dimostrato di voler governare Roma non per il bene dei cittadini e per il miglioramento della Capitale, ma per utilizzare la Città come merce di scambio in nome di interessi ai più vari livelli.

Per questo ci auguriamo l’appoggio della società civile e del mondo dell’associazionismo, e di persone che hanno sempre lavorato per il bene di questa Città senza aspettarsi niente in cambio.

D: Qual è la sua posizione nei confronti delle grandi opere, come ad esempio il progetto Stadio della Roma?

R: Roma ha senza dubbio bisogno di grandi opere, soprattutto nelle periferie fortemente penalizzate per la carenza di grandi infrastrutture legate ad esempio alla mobilità, come i mezzi di trasporto su ferro. Non sono contraria alle grandi opere se sono funzionali a migliorare la qualità della vita delle persone in Città.

Per quanto concerne lo Stadio, è risaputa la mia contrarietà alla location scelta da questa Amministrazione e da quella precedente. Lo Stadio deve essere fatto ma sarebbe stata necessaria una linea politica precisa: al privato spettava il compito di manifestare la propria volontà di realizzare lo Stadio, al Pubblico quello di fornire le corrette linee di indirizzo politico per poterlo costruire.

D: La sua lista civica è in grado di competere con gli altri partiti e vincere le elezioni comunali del 2021?

R: Siamo ben consapevoli che ci aspetta un’impresa titanica, soprattutto perché non avendo alle spalle la struttura di un partito già rodato, partiamo con un grosso gap da dover colmare.

Dalla nostra abbiamo il vantaggio di conoscere approfonditamente la realtà di Roma e tutte le criticità insite nell’Amministrazione della Città. Come dire, le ossa ce le siamo già fatte. Oltretutto siamo certi di poter offrire un buon programma elettorale.

Paghiamo certamente la poca visibilità dal punto di vista mediatico, e questo potrebbe rappresentare un grosso problema, ma l’entusiasmo non ci manca e faremo di tutto per competere con gli altri alla pari.

Abbiamo dimostrato capacità e competenza nel governo di questo Municipio e riteniamo di meritare una chance: per questo cercheremo di conquistarci spazi di visibilità con le unghie e con i denti.

D: Ci potrebbe rilasciare in anteprima l’anticipazione del nome della sua lista civica?
R: Per il momento non posso fornire anticipazioni né sul nome né su altro. A breve saremo pronti per la presentazione ufficiale. Ad oggi posso solo dirvi: “Seguite il colibrì”...

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