Risultati elezioni in Baviera 2018: CSU frena, ci sono rischi per la Germania e per l’Europa?

Domenica 14 ottobre si è votato in Baviera: i risultati parlano di un calo della CSU, con il voto che potrebbe segnare il destino anche della Germania e dell’Europa.

Risultati elezioni in Baviera 2018: CSU frena, ci sono rischi per la Germania e per l'Europa?

Mai tanta attenzione è stata rivolta per delle elezioni statali. Domenica 14 ottobre si è votato nel land della Baviera, con i risultati della consultazione che potrebbero essere molto importante non solo per il futuro della Germania, ma anche dell’Europa.

Primo partito ma in forte calo la CSU, partito gemello della CDU della Merkel e alleato di governo della cancelliera: un mezzo flop alle urne che potrebbe aprire in Germania una crisi politica che, come per effetto domino, potrebbe condizionare le elezioni europee in programma a maggio.

I risultati delle elezioni in Baviera

Domenica 14 ottobre i 9 milioni di cittadini aventi diritto del land della Baviera, il più ricco della Germania, si sono recati alle urne per le elezioni statali. Così come per le politiche, il sistema di voto è puramente proporzionale: tot numero di voti presi e tot seggi assegnati.

Ecco i risultati del voto con tra parentesi il numero di seggi conquistati da ciascun partito.

  • CSU - 37,2% (85)
  • Verdi - 17,5% (38)
  • FW - 11,6% (27)
  • AfD - 10,2% (22)
  • SPD - 9,7% (22)
  • FDP - 5,1% (11)

Con 205 seggi assegnati in totale, la CSU non è riuscita quindi a ottenere la maggioranza assoluta. Il suo candidato Markus Söder per governare avrà bisogno quindi di formare una Grosse Koalition.

Soluzione più probabile a questo punto è una alleanza con FW, una lista civica di impostazione liberale e abbastanza vicina alle linee politiche della CSU. Molto più complessa sarebbe un patto con i Verdi e quasi impossibile uno con la destra di AfD.

Lo scenario

Dal 1958 a governare in Baviera è la CSU (Cristiano Sociali Uniti), partito locale che grazie alla sua forza nel land riesce a eleggere parlamentari anche al Bundestag, dove è uno storico alleato della CDU di Angela Merkel.

Al momento infatti, a Berlino la cancelliera può contare su una maggioranza formata da CDU, CSU e SPD, i socialisti che alla fine dopo un Referendum interno hanno dato il via libera a questa Grosse Koalition.

In questi mesi però c’è stata molta maretta tra i due alleati di ferro. Horst Seehofer, ministro dell’Interno e leader della CSU, ha spinto per una politica sui migranti improntata sulla linea dura, scontrandosi contro la posizione più moderata di Angela Merkel.

Il motivo di questa intransigenza da parte di Seehofer? La risposta è semplice: i sondaggi in merito alle elezioni in Baviera davano la CSU in calo, così per cercare di recuperare terreno si è deciso di puntare forte sulla lotta all’immigrazione. Tutto il mondo è paese.

Alla fine lo strappo è stato ricucito a livello nazionale, ma nel land i Cristiano Sociali alla fine hanno frenato bruscamente come previsto alla vigilia.. Ecco come l’ultimo sondaggio ripreso dal portale Europe Elects dipinge lo scenario in Baviera.

I temuti populisti di destra dell’AfD alla fine non sono riusciti ad andare oltre il 10%, buon risultato comunque. Grande crescita invece dei Verdi (Grune) a discapito dei socialisti di SPD. Molto bene anche la lista civica Freie Wähler (Elettori Liberi), movimento di stampo liberale come FDP. Infine sotto la soglia di sbarramento la sinistra di LINKE.

I rischi per la Germania e l’Europa

Come abbiamo visto, la CSU è scesa alle urne ma è ancora largamente prima forza politica della Baviera. Nel 2013 però Horst Seehofer vinse con il 47,7% dei voti, ottenendo così la maggioranza assoluta di 101 seggi su 187.

Seehofer ha lasciato poi la presidenza nel marzo 2018, quando è diventato ministro dell’Interno del neonato ennesimo governo Merkel. Al suo posto è stato promosso Markus Söder, all’epoca ministro delle Finanze nel land e ora aspirante presidente del partito.

La scelta però di puntare tutto sul pugno di ferro contro i migranti non sembrerebbe aver pagato. La temuta destra di AfD non ha sfondato in Baviera, nell’Est della Germania invece starebbe dilagando, con molti elettori della CSU che contrariati da questa nuova linea politica si sarebbero spostati verso i Verdi e i liberali di FW.

Il risultato è che la CSU non è riuscita a ottenere la maggioranza da sola. Finora dal 1958 questo è successo una sola altra volta: nel 2008 ottenne il 43,4% pari a 92 seggi, tanto che fu necessaria un’alleanza con i liberali FDP.

Uno scenario che appare inevitabile anche dopo il 14 ottobre. Il calo comunque non è stato più marcato del previsto, evitando così un duro colpo anche per la Merkel già molto più debole in patria rispetto al passato.

Una nuova crisi di governo in Germania infatti avrebbe indebolito quell’asse Parigi-Berlino che, da anni, detta legge anche a Bruxelles ma che ora alle elezioni europee di maggio è messo in discussione dall’avanzata dei sovranisti e dei partiti di sinistra.

I risultati del voto in Baviera quindi al momento non sembrerebbero mettere a rischio il futuro politico tedesco e comunitario, con l’Italia spettatrice più che interessata di queste elezioni visto il delicato momento che sta vivendo.

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