Altro che virtuosi. L’economia sommersa in Germania schizza oltre i 500 miliardi di euro

Ilena D’Errico

29 Gennaio 2026 - 22:56

Anche tra i Paesi più virtuosi d’Europa l’evasione fiscale e le attività illecite possono impennare.

Altro che virtuosi. L’economia sommersa in Germania schizza oltre i 500 miliardi di euro

La Germania viene considerata una nazione di virtuosi, con politiche fiscali efficaci e controlli rigorosi che tengono a bada l’evasione fiscale. Eppure, senza contare che il tasso di evasione non è nemmeno sempre basso come si pensa, la crisi non fa sconti a nessuno. L’economia sommersa del Paese è schizzata oltre i 500 miliardi di euro, raggiungendo nel 2025 il valore più alto da più di 10 anni. Non è tutto, perché le stime prevedono un ulteriore aumento di questo valore durante il 2026 in corso, visto che non ci si aspettano miglioramenti sensazionali per l’economia tedesca.

L’economia sommersa in Germania oltre i 500 miliardi di euro

Le stime sul valore dell’economia sommersa in Germania provengono da Friedrich Schneider, finanziere dell’Università di Linz e dell’Istituto di ricerche economiche applicate di Tubinga, che ha calcolato 510 miliardi di euro nel 2025 e 538 miliardi di euro nel 2026. Questo ci porta a una crescita del 5,5% solo quest’anno. In ogni caso, si tratta di un fenomeno in crescita difficile da arginare, perché dovuto a un complesso di fattori concomitanti. Tra le principali cause citate da Schneider troviamo l’aumento della disoccupazione e il basso ritmo di sviluppo dell’economia tedesca, che producono un effetto assai noto alla stragrande maggioranza dei Paesi del mondo.

Se il reddito derivante dall’occupazione è insufficiente vengono incentivate le attività illecite o comunque non dichiarate, indipendentemente da quanto virtuosi siano i cittadini e da quanto rigorosi siano i controlli. Soltanto questi fattori faranno aumentare l’economia sommersa di un valore che l’esperto quantifica in 9,5 miliardi di euro se rapportati alla differenza di inflazione, ma comunque assai pesanti nell’insieme. Tra le cause secondarie che provocano l’ingrandimento dell’economia sommersa in Germania, invece, Schneider colloca l’aumento del salario minimo all’inizio del 2026 (da 12,82 euro a 13,90 euro l’ora) e l’incremento della soglia di reddito per l’occupazione marginale (quest’ultima rilevante proprio per le agevolazioni fiscali e contributive, più che altro per l’esonero dall’obbligo assicurativo).

Misure che, a ben vedere, dovrebbero aiutare i cittadini tedeschi e contrastare l’evasione, ma che secondo l’esperto costeranno circa 2,4 miliardi di euro nell’economia sommersa. Se però guardiamo l’esempio italiano, che non soltanto ci tocca da vicino ma è anche fortemente indicativo quanto a tasso di evasione, riusciamo bene a farci un’idea delle motivazioni. Di fatto, gli incentivi fiscali hanno da sempre un effetto duplice, perché si mescolano la forte convenienza vincolata entro standard rigidi e l’aumento del costo del lavoro per le aziende, senza tuttavia che cambino le percentuali di domanda e offerta.

L’aumento del salario minimo obbliga i datori di lavoro a pagare di più a parità di ore lavorate dai dipendenti, incentivando la riduzione oraria (fittizia o meno) e il lavoro nero, che resta benaccetto per arrotondare. D’altra parte, pur di usufruire al massimo delle agevolazioni, l’occupazione marginale viene simulata con grande sforzo, anche perché bastano pochi euro di differenza per trovarsi in un sistema ben più penalizzante. Da qui i vari stratagemmi per ridurre fittiziamente ore e compensi, facendo confluire parte del denaro nell’economia sommersa, in un circolo vizioso che danneggia ulteriormente l’economia della nazione.

Chiaramente, non sono le misure in quanto tali a rappresentare il problema, ma hanno la loro influenza in uno scenario instabile come quello della Germania odierna. Per quanto ci sia una situazione ancora sotto controllo, con un rapporto tra economia sommersa e produzione economica inferiore alla media di 20 grandi Paesi industrializzati, la crescita sta seguendo un andamento progressivo da non sottovalutare. Dal 2021, in particolare, è stato registrato un aumento di 3 punti percentuali, più tre volte rispetto alla media degli stessi Paesi. Ecco perché sono opportuni interventi mirati, come la riduzione dell’Iva nel settore alberghiero, prima che il danno all’economia tedesca e alla sicurezza sociale dei cittadini cresca ulteriormente.

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