Scatta l’allarme gas in Europa. Le riserve stanno scendendo sotto la soglia di guardia e una nuova ondata di freddo potrebbe mettere in crisi molti Paesi
L’inverno 2026 sta mettendo a dura prova le riserve di gas dell’Europa. Secondo una recente rilevazione di Gas Infrastructure Europe il livello di stoccaggio medio è al 34,82% della capacità complessiva. Lo scorso anno eravamo al 39%. E se il freddo dovesse prolungarsi fino a marzo inoltrato, c’è il serio rischio di scendere sotto la soglia critica del 30%, secondo gli esperti di settore dell’agenzia di stampa Reuters.
L’Italia è al sicuro mentre la Germania rischia grosso
La buona notizia per l’Italia è che le nostre scorte di gas sono al momento al 51,44% della loro capacità complessiva. Siamo lontani dal 60% dello scorso anno ma la situazione è relativamente tranquilla.
Lo è molto di meno in Germania. Il principale possessore di riserve di metano in Europa, ha un livello di stoccaggio attuale di poco superiore al 24% e le istituzioni stanno iniziando a pensare a misure d’emergenza in caso di nuove ondate di gelo.
Allargando il quadro, risulta che i consumi di questo inverno hanno quasi completamente prosciugato le riserve di gas accumulate nei depositi lo scorso anno.
Il GNL potrebbe “salvare” l’Europa
Il rischio di chiudere l’inverno con gli stoccaggi pieni al 30% è concreto, quindi, e per riportare le riserve al livello con cui l’Europa ha iniziato la stagione fredda del 2025 serviranno circa 60 miliardi di metri cubi di importazioni di gas secondo Reuters.
Il problema è che non tutto il gas importato potrà essere stoccato. La maggior parte di esso andrà impiegato per coprire un fabbisogno quotidiano che continua a crescere da molti anni a questa parte.
In questo quadro estremamente complesso, si torna a parlare di Gas Naturale Liquefatto come strumento per coprire la maggior parte della domanda. GNL che, però, andrà acquistato a caro prezzo dopo la decisione dell’UE di chiudere i rapporti energetici con la Russia.
La questione del gas russo
A inizio gennaio l’Unione Europea ha deciso che entro il 2027 eliminerà totalmente le importazioni di GNL e gas provenienti dalla Russia. Stiamo parlando di una riduzione delle forniture stimata in 33 miliardi di metri cubi da qui al 2028 e che rischia di mettere a dura prova tutti i Paesi del Vecchio Continente.
Un ammanco che, come già accennato, verrà colmato dagli acquisti di GNL la cui produzione dovrebbe raggiungere quest’anno il record storico di 185 miliardi di metri cubi.
La nota positiva per l’Europa è che secondo gli esperti dell’AIE, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la produzione globale di GNL crescerà del 7% nel 2026 e proseguirà la sua salita anche nei prossimi anni grazie ai nuovi flussi provenienti dal Messico, dal Canada e dagli Stati Uniti.
Secondo gli addetti ai lavori tra il 2025 e il 2030, la capacità complessiva della produzione di GNL, favorita anche dal peso crescente del Qatar, dovrebbe raggiungere i 300 miliardi di metri cubi. Ovvero il 50% in più dei livelli attuali.
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