Perché gli abitanti di un piccolo villaggio tedesco pagano l’elettricità tre volte meno della capitale

Ilena D’Errico

1 Febbraio 2026 - 22:06

Costi elettrici ridotti a un terzo rispetto a quelli di Berlino e la piena indipendenza energetica. Ecco cos’hanno fatto in questo villaggio tedesco.

Perché gli abitanti di un piccolo villaggio tedesco pagano l’elettricità tre volte meno della capitale

I costi dell’elettricità sono un problema per tutti, ma i tedeschi se la passano particolarmente male nell’ultimo periodo. In base ai dati della Commissione Ue del 2025 è infatti la Germania il Paese con l’elettricità più cara d’Europa, con una media compresa tra 0,38 e 43 euro per ogni kWh. Ovviamente ci sono sempre valori che si distaccano dalle medie, anche notevolmente, ma con 0,12 euro per kWh Feldheim è più di un’eccezione. Nel piccolo villaggio tedesco gli abitanti pagano l’elettricità tre volte in meno rispetto alla capitale, che invece supera del 34% la media europea. Quella del piccolo Comune di Feldheim, però, non è fortuna e neanche un insieme casuale di fattori, ma un vero e proprio traguardo raggiunto con impegno, pazienza, lungimiranza e unione.

Feldheim, il villaggio energeticamente indipendente

Feldheim non è un villaggio qualunque, detenendo il primato come primo Comune energeticamente indipendente ottenuto già nel 2014. Non è strano se si pensa che i primi passi verso l’energia verde e autonoma nel villaggio sono stati compiuti più di 30 anni fa, quando la maggior parte d’Europa non aveva ancora colto le potenzialità del green. Non si parla soltanto di risparmi e salvaguardia ambientale, ma anche di autonomia, benessere della cittadinanza e partecipazione civica.

Con un lento e graduale processo di trasformazione gli abitanti di Feldheim hanno trasformato il Comune con turbine eoliche, impianti fotovoltaici, centrali a biogas e pannelli solari, tant’è che già dieci anni fa spendevano il 30% in meno in bolletta rispetto al resto dei connazionali. Un esempio perfetto di cooperazione tra istituzioni e cittadinanza, in cui l’impegno comune per il benessere e la capacità di sfruttare adeguatamente il territorio hanno portato risultati concreti.

Era il 1990 quando l’amministrazione di Feldheim ha installato le prime turbine eoliche per sfruttare i fortissimi venti della zona, ma rapidamente le turbine hanno superato di numero le abitazioni, che comunque ospitano quasi 8.000 abitanti. Sono molte le società che hanno contribuito a realizzare questo sistema e che tuttora ne garantiscono il funzionamento e l’estensione, a partire da Energiequelle di Michael Raschemann.

Quest’ultimo ha partecipato all’installazione delle prime turbine eoliche quando era ancora uno studente di ingegneria, mettendo così le basi per la trasformazione del villaggio e la fondazione di un’azienda attiva a livello internazionale. Durante ogni passaggio i cittadini sono stati informati e ascoltati, apprezzando peraltro da subito la novità, di cui hanno beneficiato per primi gli agricoltori, in un circolo benefico di risparmio che ha unito la collettività.

E pagano l’elettricità tre volte meno

I costi dell’elettricità di Feldheim sono straordinari perché si tratta di un esempio unico, la dimostrazione esistente che la lungimiranza e la costanza pagano. Bisogna infatti sapere che nel 2010 il villaggio si è dotato di una propria rete di trasmissione elettrica, raccogliendo contributi da famiglie, imprese e agricoltori locali accanto ai finanziamenti dell’Unione europea e quelli statali. L’idea è stata spinta per ridurre i costi alla luce delle tariffe aggiuntive pagate per l’elettricità prodotta localmente e trasportata, ma si è dimostrata particolarmente conveniente negli anni seguenti.

Lo scoppio della guerra in Ucraina e le sanzioni occidentali alla Russia hanno segnato un punto di rottura negli equilibri energetici di tutta l’Europa, trascinando anche la Germania in una crisi di sovrapprezzi e poca disponibilità. Feldheim, però, è rimasta un’oasi verde, con elettricità sempre disponibile e prezzi contenuti, peraltro vendendo buona parte di quanto prodotto. Certo, anche il piccolo Comune deve affrontare delle sfide nel contesto attuale, visto che gli impianti di biogas hanno costi di manutenzione crescenti e i sussidi statali sono in bilico, ma ha sicuramente basi solide e funzionali per rinnovarsi ancora.

Le caratteristiche speciali di Feldheim non si trovano ovunque, ma lo spirito è quello da imitare. Pensiamo per esempio a un altro villaggio tedesco virtuoso, Wildpoldsried, che produce con le rinnovabili il quintuplo dell’energia corrispondente al proprio fabbisogno. Per ora, comunque, sembra che si tratti di casi isolati, piccoli fari in un’Europa che arranca per l’autonomia energetica anche andando più cauta sulla sostenibilità.

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