Una nuova tassa per finanziare la Sanità. Il piano della Germania che fa discutere

Andrea Fabbri

15 Febbraio 2026 - 05:24

Scoppia la polemica sulla proposta della SPD tedesca di tassare tutti i redditi, pensioni comprese, per finanziare la sanità. Cosa sta succedendo in Germania

Una nuova tassa per finanziare la Sanità. Il piano della Germania che fa discutere

Sembra davvero finita l’epoca della Germania come “locomotiva d’Europa”. Il Paese sta vivendo una crisi senza precedenti, sia a livello economico che sociale, e la coalizione di governo formata dalla CDU (Unione Cristiano Democratica) e dal SPD (Partito Socialdemocratico) sta cercando di adottare misure sempre più “estreme” per evitare il fallimento del welfare e dei servizi.

L’ultima proposta arriva dalla SPD e ha fatto molto discutere: il Partito Socialdemocratico chiede che vengano tassati tutti i tipi di reddito, pensioni comprese, per finanziare il sistema sanitario.

La proposta choc della SPD per risollevare la sanità

Pochi mesi fa il cancelliere Friedrich Merz dichiarò in un evento pubblico che “lo stato sociale come lo conosciamo oggi non è più finanziabile”, ufficializzando di fatto la crisi del welfare tedesco.

È in questo quadro che la SPD ha lanciato la sua proposta di tassare tutti i tipi di reddito per rifinanziare una sanità in forte crisi, riducendo, allo stesso tempo, i contributi tradizionali per l’assicurazione sanitaria.

L’obiettivo della proposta è quello di coinvolgere anche le persone che fino a questo momento non hanno contribuito in modo equo al finanziamento delle strutture di assistenza. Per ampliare il bacino di contribuenti, il partito di coalizione propone di tassare oltre al reddito da lavoro dipendente, anche le plusvalenze e i redditi da locazione.

In più, nella bozza di proposta svelata dai media tedeschi, la SPD richiede l’estensione dei contributi pensionistici obbligatori ai dipendenti pubblici, ai lavoratori autonomi e ai rappresentanti eletti.

La crisi del welfare tedesco

La frase pronunciata la scorsa estate da Merz, ha certificato la crisi di quello che per anni è stato considerato uno dei welfare più efficienti d’Europa. Almeno all’estero, perché in patria non sono mai mancate le critiche per un sistema ritenuto incapace di reintegrare in maniera stabile nella società e nel lavoro le persone in difficoltà e, al contrario, di fare troppo per i fannulloni.

Probabilmente è questo il pensiero di Merz che tra le prime misure prese da Cancelliere ha abolito il reddito di cittadinanza. Il vero problema dello stato sociale tedesco, però, non sarebbero i contributi alle fasce più deboli, bensì una burocrazia sempre più farraginosa e inefficiente. Un sistema in cui i sussidi vengono erogati da diversi uffici rivelandosi inefficaci per chi ne ha bisogno ed estremamente costosi per i conti pubblici.

Nei prossimi anni non sono dunque da escludere tagli massicci, riduzione dei servizi e delle coperture sanitarie che proposte come quella della SPD cercheranno di mitigare.

Meno welfare e più armi

In Germania la situazione è esplosiva anche per un altro motivo. Da una parte si annunciano tagli su pensioni, sanità, istruzione, strade e ferrovie. Dall’altro si prepara un piano di spese militari da 500 miliardi di euro in 4 anni. Un piano che, per fortuna, è stato recentemente bocciato con parole durissime dalla Corte dei Conti.

E nel frattempo l’AFD, il partito di estrema destra, continua a salire nei sondaggi e oggi è considerato al 25% come la CDU di Merz.

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