Ecobonus 110%, cosa fare nell’attesa dei provvedimenti attuativi: controlli e progetti

Ecobonus 110%, cosa fare in attesa del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e del decreto attuativo MEF? I cittadini possono subito procedere con sopralluoghi degli immobili, controlli sullo stato degli impianti e progetti dei lavori che intendono fare.

Ecobonus 110%, cosa fare nell'attesa dei provvedimenti attuativi: controlli e progetti

Ecobonus 110%, cosa fare nell’attesa dei provvedimenti attuativi? Le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate sulla cessione del credito e lo sconto in fattura, così come il decreto MEF, sono previsti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Il DL Rilancio ha ottenuto la fiducia dalla Camera nella serata dell’8 luglio, e ora manca l’ultimo passaggio, ovvero l’approvazione definitiva del Senato.

In ogni caso, la scadenza per la conversione in legge è fissata entro e non oltre il 18 luglio. Non è detto che i tempi non si abbrevino, vista l’importanza del provvedimento, che sposta risorse e sblocca misure della portata di una Legge di Bilancio.

Considerando anche la pausa estiva, sembra lecito presupporre che l’ecobonus non partirà in modo effettivo prima di fine agosto/inizio settembre. E cosa fare fino ad allora? Si può iniziare a pensare alla parte burocratica, fare i sopralluoghi e capire quali sono i tipi di interventi per cui richiedere il bonus.

Ecobonus 110%, cosa fare nell’attesa dei provvedimenti attuativi: controlli e progetti

In attesa delle istruzioni operative da parte delle Istituzioni, i contribuenti interessati all’ecobonus 110% possono iniziare a curare la burocrazia. È chiaro che in assenza del provvedimento delle Entrate e del decreto MEF è possibile che ci siano delle “zone d’ombra”, ma vediamo in base alla normativa del DL Rilancio cosa si può anticipare.

Progettazione e sopralluoghi, ad esempio, sono attività che si possono già svolgere in queste settimane. Una delle prime cose da fare, con o senza istruzioni operative, è quella di valutare le caratteristiche dell’immobile, per verificare le condizioni degli impianti e delle strutture (affidandosi, ovviamente, a professionisti esperti e onesti. Ricordiamo che le sanzioni per falsi attestati arrivano fino a 15.000 euro).

Si può anche iniziare a informarsi sulla possibilità che ci siano condizioni urbanistiche per avere diritto all’ecobonus 110%.

A questo punto si possono iniziare a progettare i lavori da fare, tenendo conto dei nuovi limiti di spesa e della possibilità di inserire, oltre ai cosiddetti lavori trainanti come il cappotto termico o gli interventi di riduzione del rischio sismico, anche -per esempio- la sostituzione degli infissi.

Ecobonus 110%, acconti con bonifico parlante in attesa dei provvedimenti attuativi

Visto che l’ecobonus è in vigore dal 1° luglio 2020, per i lavori da questa data in poi è possibile versare un acconto (senza il quale difficilmente inizierebbero gli interventi) all’impresa.

In questo caso, però, visto che mancano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sullo sconto in fattura e sulla cessione del credito d’imposta, la somma versata come acconto si potrà solo portare in detrazione, al 110%, in 5 rate annuali di pari importo.

Per questo motivo ricordiamo che è necessario pagare l’acconto tramite bonifico “parlante”.

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