Ecobonus 110%, sanzioni fino a 15.000 euro per i falsi attestati

Ecobonus 110%, per chi rilascia attestati o asseverazioni infedeli ci sono sanzioni salate, fino a 15.000 euro per ogni documento falso: ecco cosa prevede il DL Rilancio.

Ecobonus 110%, sanzioni fino a 15.000 euro per i falsi attestati

Ecobonus 110%, con la novità del DL Rilancio si possono fare i lavori in casa gratis, ma occhio ai falsi attestati o alle dichiarazioni infedeli: le sanzioni previste sono particolarmente salate.

Per ottenere la super detrazione infatti sarà necessario ottenere vari documenti, come l’Ape (Attestato di Prestazione Energetica) e il visto di conformità.

L’Agenzia delle Entrate e il Ministero per lo Sviluppo Economico controlleranno la veridicità dei dati contenuti nei suddetti documenti, oltre a verificare che i richiedenti siano in possesso dei requisiti che danno diritto al credito d’imposta del 110%.

In caso di dichiarazioni false, non solo si decade dal beneficio, ma si va incontro a pesanti sanzioni, fino alle conseguenze penali.

Ecobonus 110%, sanzioni fino a 15.000 euro per i falsi attestati

L’ecobonus al 110% è senza dubbio tra le novità più attese del DL Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio.

In fase di conversione in legge il testo potrebbe subire delle modifiche, ma per ora atteniamoci a quanto presente nel decreto pubblicato in GU.

Si potrà richiedere il super ecobonus per i lavori a partire dal 1° luglio 2020 fino alla fine del 2021: visto che manca poco alla data di inizio, ha preso il via la corsa ai documenti necessari.

Il problema è che, come sempre, fatta la legge e trovato l’inganno. La denuncia arriva da Federcontribuenti: ci sono sul web già moltissime società che vendono certificati energetici fasulli.

In cosa si incappa quando si sceglie una soluzione del genere? Le conseguenze non sono banali: sanzioni salate, perdita dei benefici e illecito penale.

Il DL Rilancio prevede infatti sanzioni penali dove il fatto costituisca reato. Ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli verrà applicata una sanzione amministrativa da 2.000 fino a 15.000 euro, per ciascun documento falso reso: sarà il Ministero dello Sviluppo Economico a vigilare.

Il visto di conformità dovrà essere rilasciato da tecnici abilitati, che dovranno certificare il rispetto dei requisiti previsti (miglioramento di due classi energetiche o il raggiungimento della classe energetica più alta possibile) e la congruità delle spese sostenute. Una copia del visto di conformità dovrà essere inviato all’ENEA, seguendo le modalità previste dal decreto attuativo del Mise di prossima emanazione.

In caso di interventi legati alla riduzione del rischio sismico, l’asseverazione va prodotta dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

Anche in questo caso, i professionisti incaricati certificano che la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

I soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabiltà civile, con un massimale adeguato al numero di attestazioni rilasciate e all’importo degli interventi. In ogni caso, la polizza non potrà essere inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e allo Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati.

Ecobonus 110% e documenti falsi: recupero delle somme dall’Agenzia delle Entrate

In caso di mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante.

Non solo: l’importo che l’Amministrazione Finanziaria recupererà sarà maggiorato con l’applicazione di interessi e sanzioni.

L’Agenzia delle Entrate quindi controllerà tutta la documentazione presentata dal contribuente, e in mancanza dei requisiti le sanzioni scattano sia nei confronti del contribuente, sia verso i fornitori, qualora venisse riscontrato il “concorso in violazione” insieme al cliente.

Non resta che attendere i decreti attuativi e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. A tal proposito, pare che il Governo stia lavorando a un unico portale, in cui far confluire tutte le comunicazioni relative all’ecobonus 110.

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