Superbonus 110%: certificazioni e documenti necessari per ottenere l’agevolazione

Ecobonus e sismabonus 110%, tante le certificazioni che servono per ottenere l’agevolazione, a partire da APE, asseverazione tecnica e visto di conformità. Vediamo, in base allo stato di avanzamento dei lavori, quali sono i documenti necessari.

Superbonus 110%: certificazioni e documenti necessari per ottenere l'agevolazione

Superbonus 110%, quali sono i documenti e certificazioni necessari per richiedere l’agevolazione fiscale?

Il perimetro normativo dell’ecobonus e del sismabonus al 110% ha declinato i documenti da produrre durante le varie fasi del lavoro, dalla progettazione al termine: sono stati pubblicati sia i decreti attuativi del Mise sui requisiti tecnici e sulle asseverazioni, così come il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sullo sconto in fattura e la cessione del credito.

I documenti e la certificazione da produrre sono numerosi: 36, che diventano 38 se non si è proprietari. Una lotta con la burocrazia, insomma, ma è anche vero che i controlli e i paletti sono più che necessari vista la portata dell’agevolazione, che consente di fare i lavori in casa praticamente a costo zero. E dunque, senza le giuste verifiche, il rischio di incorrere in vere e proprie truffe è dietro l’angolo.

Vediamo quali sono i documenti e le certificazioni che i contribuenti interessati all’agevolazione fiscale devono ottenere per poter accedere alla super detraziona, alla cessione del credito o allo sconto in fattura.

Ecobonus 110%: che documenti e certificazioni servono?

Visto che l’ecobonus al 110% permette di fare i lavori in casa praticamente a costo zero, è chiaro che il decreto Rilancio ha previsto una serie di documenti a certificazioni da ottenere, prevedendo anche sanzioni severe in caso di false dichiarazioni.

Ma procediamo con ordine: innanzitutto, se si tratta di lavori in condominio e quindi interessano parti comuni degli edifici, serve la delibera dell’assemblea condominiale.

Il requisito minimo per accedere all’ecobonus 110% è il miglioramento della classe energetica. Questo miglioramento deve essere di due classi o comunque deve raggiungere la classe energetica più alta.

Per garantire tale miglioramento bisogna produrre l’APE, ovvero l’Attestato di Prestazione Energetica: va rilasciato da un tecnico abilitato come “dichiarazione asseverata” prima e dopo l’inizio dei lavori.

I tecnici abilitati devono anche asseverare il rispetto dei requisiti previsti dal decreto attuativo MEF-Mise, prendendo anche in considerazione la congruità dei limiti di spesa. Questa asseverazione tecnica va anche trasmessa all’Enea tramite apposita comunicazione telematica.

Va ottenuto anche il visto di conformità, al quale sono vincolati la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura, per le cui specifiche tecniche bisogna consultare il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Ecobonus 110%: documenti e certificazioni per la cessione del credito

Ora che abbiamo fatto un’infarinatura delle certificazioni necessarie per richiedere l’agevolazione, procediamo nel dettaglio con l’elenco dei documenti.

Innanzitutto, serve il documento attestante la proprietà dell’immobile, ovvero il titolo di detenzione/possesso dell’immobile, che dipende dal soggetto che vuole richiederlo:

  • il proprietario: il certificato sarà rilasciato dai pubblici registri;
  • il detentore (locatario, comodatario): serve sia contratto di locazione/comodato registrato che la dichiarazione di consenso da parte del proprietario;
  • il familiare convivente del possessore/detentore: è necessario il certificato dell’anagrafe che attesti la convivenza; il titolo di possesso (certificato immobiliare o contratto registrato); la dichiarazione di consenso da parte del proprietario.

Per quanto riguarda i costi, servirà una dichiarazione sostitutiva d’atto notorio con cui si dichiara che le spese sostenute o da sostenere saranno a proprio carico.

Saranno necessarie altre due dichiarazioni sostitutive d’atto notorio: una per dichiarare che l’immobile non viene utilizzato per attività di imprese o professionale, l’altra per la produzione dei documenti per il trasferimento del credito di imposta.

Nel caso di richiedenti non proprietari e titolari di diritti reali, serve la busta paga mensile, il contratto di lavoro o comunque una documentazione che attesti il possesso di reddito nell’anno in cui si sostengono le spese.

Infine, se previsto, serve il titolo edilizio o autocertificazione inizio/fine lavori.

Sismabonus 110%: i documenti necessari per l’agevolazione

Anche i contribuenti interessati al sismabonus 110% devono produrre una certa dose di documenti per ottenere l’agevolazione.

Non è necessario certificare il miglioramento della classe sismica, ma va comunque documentata tramite asseverazione tecnica l’efficacia degli interventi effettuati.

L’incaricato di rilasciare il visto di conformità per la cessione del credito o lo sconto in fattura dovrà accertare che ci siano le asseverazioni necessarie all’inizio e alla fine dei lavori, o anche per ogni stato di avanzamento degli interventi.

Infine, i certificatori devono stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale non inferiore a 500.000 euro e comunque adeguato al numero delle asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi.

In questo modo si garantisce sia ai propri clienti che al bilancio statale il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. La mancanza di queste certificazioni o la non veridicità delle stesse comporta l’esclusione dal superbonus.

Superbonus 110%: documenti necessari e fasi di lavoro

Come abbiamo visto, sono davvero numerosi i documenti da produrre per richiedere l’agevolazione, e molti di questi sono certificazioni tecniche. Facciamo quindi il punto della situazione, dividendo documenti e certificazioni in base alla fase di avanzamento dei lavori e seguendo quanto riportato dal sito specializzato inGENIO.

A inizio lavori servono:

  • autodichiarazione del cliente che attesti di eventuali precedenti bonus casa di cui ha usufruito negli ultimi 10 anni;
  • visura catastale;
  • Ape stato iniziale;
  • analisi preventiva e fattibilità (ovvero se avviene il salto di 2 classi energetiche);
  • relazione tecnica ai sensi della legge 10/1991;
  • dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
  • pratica edilizia;
  • prospetti in dwg;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • dati e trasmittanza serramenti sostituiti;
  • documentazione fotografica intervento;
  • certificazioni serramenti nuovi;
  • dati e certificati nuovi oscuranti;
  • schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa.

Quando lo stato di avanzamento dei lavori è arrivato almeno al 30%, sarà il turno di:

  • comunicazione inizio lavori;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • fatture SAL e computi metrici quantità realizzate;
  • documentazione fotografica e Sal;
  • asseverazione modulo allegato 2 comma 13 dell’articolo;
  • scheda descrittiva dell’intervento;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

A fine lavori, bisognerà avere:

  • preventivi e/o computi metrici;
  • dichiarazione di fine lavori;
  • Ape stato finale;
  • fatture e computi metrici quantità realizzate;
  • documentazione fotografica a fine lavori;
  • asseverazione modulo allegato 1 comma 13 articolo 119 Dl 34/20;
  • SCA - segnalazione certificata di agibilità;
  • scheda descrittiva dell’intervento;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

La maggior parte del materiale richiesto per avere accesso al superbonus è costituito da documenti di progetto e di cantiere, che di conseguenza sono a carico del progettista o del direttore dei lavori. Gli adempimenti quindi spettano perlopiù ai tecnici e non al singolo cittadino interessato alla misura agevolativa.

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