Dopo regionali: cosa sta succedendo nei partiti italiani?

Violetta Silvestri

31/01/2020

Dopo le elezioni regionali, quali discussioni interne animano i partiti italiani? Tutte le formazioni politiche, da Forza Italia alla Lega, fino al Movimento 5 Stelle, ai Fratelli d’Italia e al Partito Democratico sono in fermento. Cosa succede?

Dopo regionali: cosa sta succedendo nei partiti italiani?

Dopo le elezioni regionali del 26 gennaio, niente sembra più come prima per i partiti italiani. Tutte le formazioni politiche, infatti, sono in grande fermento e hanno aperto una fase di riflessione e di analisi che pare di grande rilievo.

I riflettori non si sono accesi soltanto sulla Lega di Matteo Salvini, che più di tutte le altre forze politiche si è messa in gioco in campagna elettorale, senza riuscire a centrare i suoi obiettivi.

Le riflessioni sulle prospettive a lungo termine sono in pieno svolgimento in ogni partito. Dal Movimento 5 Stelle ai Fratelli d’Italia, fino a Forza Italia e al Partito Democratico, tutti cercano la strategia davvero vincente per rilanciarsi, partendo dall’attenta lettura dei voti in Emilia Romagna e in Calabria.

In questo delicato momento del dopo elezioni regionali, quindi, cosa sta realmente succedendo all’interno ai partiti italiani?

Nel dopo regionali i partiti italiani (tutti) sono in fermento

Fallimento della personalizzazione politica di Salvini, trionfo di Giorgia Meloni, recupero del PD in Emilia Romagna, piccoli spiragli per Forza Italia, baratro per M5S: ecco una sintetica panoramica di quanto accaduto ai partiti italiani nel dopo elezioni regionali.

Considerando il momento cruciale per il Governo, alle prese con un urgente piano di rilancio e minato dai prossimi appuntamenti alle urne, tutte le formazioni politiche cercano di ristrutturarsi per diventare più forti e credibili. Ma cosa sta succedendo?

Movimento 5 Stelle

I pentastellati non hanno avuto bisogno delle elezioni regionali per entrare in crisi. Lo sfaldamento del Movimento 5 Stelle è in corso da alcuni mesi, anche se tutto è esploso con le dimissioni di Luigi Di Maio a pochi giorni dal voto.

Ora, le riflessioni e le discussioni sul futuro dei pentastellati si stanno intensificando, mostrando non poche tensioni e nervosismi all’interno della formazione politica. Gli Stati Generali, lanciati con grande ambizione dallo stesso Di Maio per iniziare a ridisegnare gli assetti ideologici e organizzativi del M5S sono stati rinviati.

Intanto, il reggente Crimi sta cercando di mantenere compatti i grillini, con molto fatica. Le idee sul destino del movimento sono diverse. Soprattutto tra chi insiste sul mantenere l’autonomia completa dai dem, ipotizzando la realizzazione di una terza via, da opporre a destra e a sinistra e chi vorrebbe creare un campo progressista con i dem.

Quest’ultima strada è stata ipotizzata da Emanuele Dessì, subito avversato, tra gli altri, da Stefano Buffagni e Michele Gubitosa, contrari ad un’assimilazione con il Pd.

Le tensioni sono alte. E mentre Roberto Fico invoca l’unità per sostenere il Governo fino al 2023, Di Battista dall’Iran promette che tornerà, dopo essere stato criticato dai militanti per la lontananza.

Lega

Matteo Salvini non intende fare analisi critiche sulla sua campagna elettorale emiliana, nonostante il calo dei consensi e le polemiche su alcuni suoi gesti.

Il senatore resta ancorato alle percentuali della coalizione, secondo lui ancora degne di nota. Negli ultimi sondaggi, però, un declino è evidente.

Intanto deve affrontare i mugugni della coalizione, che con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi chiede più collegialità e meno personalismi.

Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni scalpita e, stando ai numeri, ha le sue ragioni. La leader di Fratelli d’Italia ha incassato ottimi risultati alle elezioni regionali e per questo intende mettere più in mostra il suo partito.

I prossimi appuntamenti elettorali saranno cruciali. La Meloni non intende rinunciare al candidato Fitto in Puglia, per esempio, e non ha esitato a chiedere più spazio allo stesso Salvini. Importante sottolineare che la leadership del capo di Fratelli d’Italia si è rafforzata, mettendosi in mostra come vero riferimento della destra in Italia.

Forza Italia

Berlusconi sta cercando in tutti i modi di far valere la vittoria della sua candidata in Calabria, Jole Santelli. Anche se i risultati in Emilia Romagna sono stati sconfortanti per il Cavaliere, la mossa dei forzisti è quella di fare pressione a Salvini per avere un ruolo nella coalizione per le prossime elezioni.

Tra gli obiettivi di Forza Italia, inoltre, c’è il Governo del Paese, anche senza tornare alle elezioni. Sia Brunetta che lo stesso Silvio Berlusconi stanno ipotizzando l’avvicinamento dei delusi del M5S e di Italia Viva di Renzi per arrivare ai numeri necessari per una maggioranza, in caso quella attuale non reggesse.

Sarebbe un modo, questo, per tornare al potere senza passare per le urne, poco incoraggianti per Forza Italia.

Partito Democratico

I dem di Nicola Zingaretti hanno esultato come i veri vincitori in questa tornata elettorale. Il risultato di Stefano Bonaccini è stato sicuramente positivo per il PD. Le sirene di allarme, però, non sono del tutto spente.

Anche tra i dem le riflessioni sul futuro del partito sono in corso. Come rafforzarsi a livello nazionale? Andrea Martella parla di Congresso vero dopo le amministrative; Romano Prodi ha esortato ad aprirsi alla società e uscire dalle “tessere”; Massimo D’Alema ha invitato a non sottovalutare alleanze con i pentastellati.

Una svolta serve anche al Pd, questa è l’unica certezza.

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